Napoli. Poggioreale, lo spettacolo “Miserere” con Isa Danieli: i detenuti: “L’arte è riabilitazione”
di Valentina Bonavolontà
Il Mattino, 22 marzo 2023
“La vera manifestazione di un confronto rieducativo”. È così che B., uno dei detenuti di Poggioreale, commenta “Miserere. Cantare la Passione”, lo spettacolo ideato e composto da Carlo Faiello, che vede protagonista Isa Danieli, rappresentato stamattina per la prima volta tra le mura del carcere. B. è siciliano, è in cella da appena un mese e deve scontare altri tre anni. Dopo lo spettacolo commenta: “Ho amato molto questa elaborazione dei canti pasquali e questa dimensione teatralizzata. Credo che questi momenti di socialità siano indispensabili. In queste settimane si parla tanto di suicidi, dei detenuti e degli agenti penitenziari, e penso che la salvezza di chi è in cella può avvenire solo quando la pena ha un valore istruttivo, altrimenti è solo un ulteriore danno”.
di Angela Calvini
Avvenire, 22 marzo 2023
Racconta il tema della giustizia riparativa e del reintegro sociale il delicato lavoro di Vito Palmieri con Marianna Fontana. Nelle sale il 4 aprile, da domani proiezioni nelle carceri italiane
di Fausto Cagidemetrio
Italia Oggi, 22 marzo 2023
Lo chiede, fra molte altre proposte, il libro “Liberare la giustizia”. Moderato nei toni, ma radicale nella sostanza, il saggio “Liberare la giustizia” (Licosia, 163 pagine, 14 euro) smentisce le rappresentazioni correnti del Terzo Potere. Non ne fa un presidio intoccabile della democrazia, né lo dipinge come un teatro di inquinamenti politici; piuttosto, denuncia la gestione oligarchica e l’ampliamento arbitrario del suo raggio d’azione, che rischia di alterare l’equilibrio con gli altri poteri dello Stato. Il saggio del giurista Ferdinando Cionti e di Dario Fertilio - fondista di questo giornale - non piacerà a chi difende l’esistente in nome della Costituzione “più bella del mondo”. E nemmeno a chi preferirebbe limitarsi a pochi ritocchi.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2023
“Sull’Ucraina la gente la pensa come il Papa: la politica è lontana dalla pubblica opinione. E la mancanza di un negoziato spaventa i cittadini”. Abbiamo chiesto a due sondaggisti - Antonio Noto e Roberto Weber - quali effetti può avere sui cittadini la prospettiva di una “preparazione militare-civile rafforzata”, messa per iscritto dai 27 Stati membri nelle conclusioni del Consiglio Ue.Un coinvolgimento diretto dell’Ue nella guerra tra Mosca e Kiev? Rappresenta il peggior timore degli italiani, e ipotizzarlo raffredderà ancora di più la partecipazione alla causa ucraina. Mentre gli appelli pacifisti di Papa Francesco, ignorati e derisi da media e politica, interpretano il sentimento della maggior parte dei cittadini. Ilfattoquotidiano.it ha chiesto a due sondaggisti quali effetti può avere sull’opinione pubblica la prospettiva di una “preparazione militare-civile rafforzata” contro la minaccia russa, messa per iscritto dai leader dei 27 Stati membri nelle conclusioni del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Un documento che incarna il culmine di una lunga escalation sul piano internazionale: nelle scorse settimane il presidente francese Emmanuel Macron ha ventilato un invio di truppe Nato in Ucraina, mentre in Germania si pensa a ripristinare i vecchi rifugi antiaerei. Insomma, l’incubo di una guerra in casa nostra assume contorni sempre più realistici e spaventosi. “Questa presa di posizione dell’Ue corrisponde esattamente al timore degli italiani. Prima era una paura in gran parte immaginaria, con una comunicazione del genere non lo è più: chi ci governa ammette che la possibilità esiste”, riassume Antonio Noto, direttore dell’istituto Noto Sondaggi. L’ansia dei cittadini, aggiunge, spiega anche il drastico calo del consenso al supporto militare all’Ucraina: “Ormai è da più di un anno e mezzo che la maggioranza degli interpellati è stabilmente contraria all’invio di armi: attualmente siamo al 53%, contro un 30% di favorevoli. Ma non perché all’improvviso siano diventati tutti pacifisti: perché hanno paura che possa trasformarsi in un boomerang, coinvolgendo l’Italia, anche territorialmente, in un perimetro di guerra”.
di Andrea M. Jarach
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2023
“Povertà sproporzionata rispetto alla ricchezza del Paese”. Fermare le disparità sociali. L’appello è rivolto alla Germania dal Consiglio d’Europa. Gli interventi di riforma del welfare, con l’aumento di prestazioni sociali e più possibilità di formazione dei disoccupati, non sono bastati: la commissaria Dunja Mijatovic - che ha la delega per i diritti umani dell’organizzazione di difesa dei diritti umani (che non fa parte delle istituzioni Ue) - sottolinea la necessità di ulteriori sforzi nella lotta a povertà, senzatetto ed emarginazione, sproporzionati alla ricchezza del Paese, e di cui le maggiori vittime sono bambini, anziani e portatori di handicap.
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 22 marzo 2023
L’audizione davanti alla Commissione dei Diritti Umani e la richiesta di aiuto “per ottenere giustizia e verità” sulla tragica fine del cooperante nel 2020 in Colombia. “Mario era un giovane uomo. innamorato della vita solare, dai molteplici interessi, professionista serio e scrupoloso”. Con queste parole Anna Motta, madre di Mario Paciolla, giornalista, attivista e cooperante, morto in Colombia nel 2020, ha iniziato giovedì, insieme con il marito Giuseppe, l’audizione alla Commissione dei diritti umani del Senato in cui ha raccontato la triste vicenda della morte del figlio che era nel Paese sudamericano come osservatore Onu dell’accordo tra governo colombiano e Farc.
di Francesco Petrelli*
La Stampa, 21 marzo 2023
La politica non ha mai avuto un rapporto sano con il carcere. Da argomento utile per ottenere un facile consenso elettorale a gogna alla quale esporre chi abbia manifestato improvvide intenzioni di attenuazione dei rigori delle pene. Difficile immaginare una possibile riconciliazione fra politica ed emergenza carceri che ponga al centro della questione giustizia una riforma condivisa, attraverso la quale ricondurre il carcere alle finalità rieducative cui la Costituzione lo aveva destinato. La strada dell’attuazione dei principi costituzionali non è in discesa e i tempi non appaiono propizi per un superamento degli schieramenti che hanno polarizzato l’opinione pubblica, lasciando prevalere nel linguaggio corrente formule contrarie ad una interpretazione del carcere come strumento di recupero e di risocializzazione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 marzo 2023
A Roma la manifestazione organizzata dall’Unione Camere penali italiane: avvocati, politici, attivisti e cittadini intervenuti hanno sottolineato la drammatica situazione del sistema penitenziario. Avvocati, politici, attivisti e cittadini, stanchi di assistere impotenti alla crisi che attanaglia il sistema carcerario italiano, hanno trovato voce nella manifestazione di oggi organizzata a Roma in Piazza dei Santi Apostoli dall’Unione Camere penali italiane. Le parole pronunciate dagli intervenuti sono un grido d’allarme che risuona nell’animo di ogni persona consapevole del grave allarme sui suicidi e sul sovraffollamento nelle carceri italiane.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 21 marzo 2023
Il monito del presidente Petrelli: “Uno Stato civile non può non assumersi la responsabilità della vita dei detenuti”. L’allarme del Partito Radicale. “La politica deve assumersi la responsabilità di questa crisi: uno Stato civile non può non assumersi la responsabilità della vita dei detenuti”, ha ricordato il presidente dell’Unione delle Camere penali, l’avvocato romano Francesco Petrelli, aprendo ieri a Roma la manifestazione dal titolo “Non c’è più tempo” per denunciare l’emergenza delle carceri italiane. L’iniziativa è stata accompagnata da una giornata di astensione dalle udienze. “Non c’è più tempo per il numero e la frequenza dei suicidi, uno ogni tre giorni, per il sovraffollamento, che continua ad aumentare andando verso la soglia che ha fatto condannare l’Italia dalla Cedu”, ha sottolineato Petrelli, indicando che ogni mese “ci sono 400-500 ingressi”. La piaga dei suicidi in carcere, già 26 dall’inizio dell’anno, è del tutto dimenticata dalla maggioranza di governo (ieri alla manifestazione era presente solo il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin).
di Angela Stella
L’Unità, 21 marzo 2023
Un suicidio ogni tre giorni. Petrelli: “Non c’è più tempo. La politica si assuma le sue responsabilità”. Presenti Pd, Iv, +Europa. Della maggioranza solo Zanettin (Fi). Ieri a Roma si è tenuta la manifestazione nazionale organizzata dall’Unione Camere Penali per sensibilizzare la politica sul tema dei suicidi in carcere, arrivati a 25 dall’inizio dell’anno. Ha aperto la maratona oratoria il presidente dell’Ucpi Francesco Petrelli: “Non c’è più tempo. Ormai c’è una conta atroce per il numero e per la frequenza con cui si stanno susseguendo i suicidi. Nell’ultimo mese uno ogni tre giorni. Non solo aumenta il dato del sovraffollamento ma abbiamo constatato ingressi di 400 o 500 detenuti per ogni mese che è un dato ulteriormente allarmante.
- Solo chiacchiere sui suicidi in cella
- Il vice ministro Sisto: “Sui suicidi in carcere l’attenzione del Ministero è massima”
- Zaccaro: “Contro il sovraffollamento delle carceri occorre legalizzare le droghe leggere”
- L’ex Capo del Dap Ardita: “Il regime delle celle aperte ha dato le prigioni ai boss”
- “La verità del fine pena: chi esce non sa dove andare”











