di Francesco Marcozzi
Il Messaggero, 17 luglio 2024
Giuseppe Santoleri si è suicidato in cella a Teramo a 74 anni. Vive nel carcere di Frosinone il dramma del suicidio del padre ed affida ad una lettera al nostro giornale le sue considerazioni e le sue pene che potrebbero portarlo a compiere un identico gesto. Scrive dal carcere Simone Santoleri, 47 anni, parlando soprattutto del padre Giuseppe che si è tolto la vita a 74 anni il 15 giugno scorso nel carcere di Castrogno, a Teramo, dove stava scontando 18 anni, in concorso con il figlio Simone, per l’omicidio della pittrice Renata Rapposelli, sua ex moglie e madre di Simone.
di David Allegranti
La Nazione, 17 luglio 2024
Dopo i ricorsi rigettati nei mesi scorsi, un’ordinanza di segno opposto. La magistrata Susanna Raimondo accoglie il reclamo di un detenuto: “Condizioni degradanti che compromettono il diritto alla salute”. La magistratura di sorveglianza non è tutta uguale. Il che è un bene ma significa anche che un detenuto può essere fortunato o sfortunato. Dopo molte cattive notizie sul fronte del carcere, oggi ve ne possiamo dare una positiva. La dottoressa Susanna Raimondo, magistrata del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, ha appena accolto il reclamo di un detenuto del carcere di Sollicciano, presentato lo scorso 7 marzo 2024 grazie alla collaborazione de L’Altro Diritto, ordinando all’amministrazione penitenziaria e alla direzione dell’istituto di provvedere alla immediata ripresa di una serie di interventi già programmati, da terminare entro 60 giorni. In caso di inerzia dell’amministrazione, una volta passati i 60 giorni, il detenuto dovrà essere trasferito non in un’altra cella o in un’altra sezione, ma “in un diverso istituto ove siano garantite le minime condizioni di vivibilità”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 17 luglio 2024
Il penitenziario modenese è tra i più in sofferenza in regione. “Un’emergenza tangibile che va risolta”. Paola Cigarini: “I locali per le donne lavoratrici sono stati adibiti a celle. Così si bloccano le attività”. Se ne parla da anni ma, nonostante tutti gli allarmi del caso, la situazione non è mai migliorata, anzi, è in peggioramento. Parliamo del sovraffollamento nelle carceri dell’Emilia-Romagna e proprio il penitenziario modenese, insieme a quelli di Bologna e Ferrara, risulta il più affollato per quanto riguarda i detenuti fino ai 25 anni. I dati ministeriali sono stati diffusi dal garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri.
di Loredana Pianta
rainews.it, 17 luglio 2024
Incendi e distruzione degli arredi del carcere, scontri con gli agenti, minacce di suicidio. Nelle ultime settimane i detenuti sono in rivolta in numerosi istituti penitenziari, quello di Brissogne non sta facendo eccezione. Il problema principale è la cronica mancanza di personale. “Venivamo da dieci anni senza direttore titolare, ma ora che lo abbiamo manca tutto il resto della struttura”, dice Matteo Ricucci, vicesegretario del sindacato di polizia penitenziaria Sinappe, “L’assenza di funzionari giuridico-pedagogici e la carenza di quelli amministrativi contabili, non fanno altro che alzare la tensione nei confronti del personale penitenziario, perché non ci sono le figure giuste per il reinserimento sociale”.
La Repubblica, 17 luglio 2024
C’è il caso dei suicidi oltre la media a Parma, con ben quattro episodi da luglio 2023 a luglio 2024, dove negli ultimi mesi altri giovani detenuti si sono impiccati nelle sezioni di isolamento. Hanno fatto diventare una corda le loro lenzuola e hanno scelto di dire ‘basta’ quasi sempre di mattina presto o alla sera, che sono “i momenti peggiori per chi è disperato in carcere”. Sempre a Parma, i movimenti nei “conti correnti” di tanti detenuti sono pari a zero o quasi: non ci sono bonifici inviati dai familiari (anche perché spesso mancano i familiari) e non ci sono retribuzioni per i piccoli lavori in carcere, perché il lavoro in carcere non c’è.
di Nicolò Giraldi
triesteprima.it, 17 luglio 2024
L’indagine della procura punta a chiarire cosa è avvenuto lo scorso 11 luglio e ad appurare eventuali responsabilità relative al decesso di Zdenko Ferjancic, lo sloveno di 48 anni trovato morto all’interno della sua cella il giorno dopo la rivolta. Ma se da un lato la direzione “per rispetto delle indagini” non rilascia dichiarazioni, dall’altro lato si apprende che ci sarebbero stati diversi controlli, con ogni probabilità per individuare i farmaci e alcuni bisturi che potrebbero esser spariti dopo il saccheggio dell’infermeria.
di Marco Melli
dire.it, 17 luglio 2024
Presentata ieri la prima relazione annuale del suo mandato, relativa all’anno 2023. Emergenza sovraffollamento. Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, ha presentato oggi in Aula Giulio Cesare la prima relazione annuale del suo mandato, relativa all’anno 2023. Molti i temi trattati: dal sovraffollamento in crescita costante negli ultimi mesi, che nella nostra città raggiunge picchi del 180% nell’istituto di Regina Coeli, ai suicidi, sette negli ultimi 18 mesi e tutti nel carcere trasteverino.
di “Una città in comune”
unacittaincomune.it, 17 luglio 2024
Si atti il tavolo permanente da noi proposto. Raccogliamo con preoccupazione e apprensione l’ennesimo appello che viene dalle detenute e dei detenuti del Carcere Don Bosco sulle condizioni di invivibilità all’interno della struttura, che anche noi denunciamo da anni. Con il caldo opprimente di queste settimane tale situazione diventa insopportabile, in aperta violenza a qualsiasi diritto alla persona. Una situazione che la stessa Garante per i diritti dei detenuti, l’avvocata Abu Awwad, ha drammaticamente confermato chiedendo interventi urgenti sulle condizioni igienico-sanitarie e sulle disinfestazioni per cimici e scarafaggi.
di Elisa Sola
La Stampa, 17 luglio 2024
Il 39enne Vito Riccio, figlio di un agente della Polizia penitenziaria, era in carcere dopo aver ucciso la moglie e il figlio di 5 anni. Aveva chiesto un colloquio, negato per mesi. “Abbandonato a se stesso per mesi”. Vissuto allo stremo, in preda ai tormenti dell’anima. Vito Alexandro Riccio si è ucciso a 39 anni nel carcere di Ivrea il 26 settembre 2021. Ha usato i pantaloni della tuta per impiccarsi nel bagno della cella. Secondo la procura di Ivrea, che ha indagato otto persone per omicidio colposo, tra cui i vertici dell’epoca, il suo era un suicidio annunciato. Perché Riccio, figlio di un poliziotto penitenziario in pensione, nove mesi prima di togliersi la vita aveva ucciso la moglie e il figlio. A Carmagnola. Prima di quel giorno era incensurato. Faceva il rappresentante. Una vita ordinaria. Non è mai stato chiarito se avesse problemi psichiatrici. Non c’è stato tempo di fargli una perizia. Si è ammazzato prima.
Il Resto del Carlino, 17 luglio 2024
Era un giorno di festa l’8 dicembre del 2021. Era il giorno dell’Immacolata. Si sa che in soggetti fragili trascorrere le feste da soli, in ambienti non accoglienti e in compagnia di personaggi discutibili non è il massimo. E c’è chi cede e decide di farla finita. È quello che ha fatto quel giorno un giovane detenuto nel carcere di Ascoli che si è impiccato all’interno della sua cella. Una morte per la quale sono finiti sotto processo la direttrice del carcere, un medico, il comandante del reparto di alta sicurezza 3, l’addetto alla vigilanza, un assistente addetto alla vigilanza. Dovevano rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio colposo per non essere riusciti ad evitarlo.
- Oristano. La vita in carcere raccontata dalle detenute: presentazione del libro “Oltre”
- Quell’odio che nasce da un conflitto etico
- Procedure e tempi certi per l’aiuto al suicidio. Proposta di legge al Consiglio regionale lombardo
- Speronamenti e bastonate, le violenze della guardia costiera tunisina sui migranti in mare
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