di Mario Marchi
Il Riformista, 16 luglio 2024
“Con questo governo abbiamo avuto un giro di vite sulla giustizia minorile che l’ha resa molto simile a quella per gli adulti. L’atteggiamento del governo è stato di maggiore severità, invece qui si dovrebbe davvero costruire quella rieducazione di cui parla l’articolo 27 della costituzione, perché mai come sui giovani bisognerebbe puntare sul loro recupero”. Così il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto al termine di un sopralluogo a sorpresa affettato al carcere minorile di Milano Cesare Beccaria, insieme al collega parlamentare Luigi Marattin.
livesicilia.it, 16 luglio 2024
La presidente di Nessuno tocchi Caino denuncia lo stato di sovraffollamento. “Il carcere di Trapani, in genere, viene definito non sovraffollato, e forse i numeri ci dicono che complessivamente è così, ma io, visitando insieme alla presidente della Camera penale di Marsala, l’avvocato Francesca Frusteri, il reparto Mediterraneo, quello di media sicurezza, dove ci sono più di duecento detenuti, ho trovato, cosa che non mi accadeva da tempo, una parte di carcere completamente chiusa e sovraffollata. Se andate, vi rendete conto che stanno veramente stretti”. Lo ha detto la presidente di “Nessuno tocchi Caino”, Rita Bernardini, a margine della conferenza tenuta a Marsala dopo aver visitato, ieri mattina, la Casa circondariale di Trapani.
di Sara Bernacchia
La Repubblica, 16 luglio 2024
Parlano i neodiplomati della sezione carceraria indirizzo Enogastronomia dell’istituto Frisi a Bollate. L’esame lo hanno concluso giorni fa, così si avvicinano curiosi alla cattedra per leggere il foglio dei quadri e, davanti alle valutazioni - quattro promossi su quattro, tutti con voti da 75 in su -, non trattengono un sorriso di soddisfazione. Sì, perché se sostenere l’esame di maturità è sempre una sfida, farlo da detenuti lo è ancora di più. E i neodiplomati della sezione carceraria indirizzo Enogastronomia dell’istituto Frisi a Bollate lo sanno bene.
di Laura Antonini
Corriere Fiorentino, 16 luglio 2024
Il nuovo spettacolo nel carcere e entro l’anno il bando del teatro stabile. È possibile ancora ipotizzare un mondo diverso? Un luogo migliore dove l’umanità possa esprimere al massimo le potenzialità nelle diverse discipline che la distinguono? È partita da questi interrogativi la Compagnia della Fortezza di Volterra che dal 27 luglio al 3 agosto è pronta a portare in scena nel carcere della cittadina toscana, quello che è il secondo atto del progetto Atlantis. “Siamo alla seconda fase di un lavoro che con il titolo provvisorio di Atlantis indaga sulla ricerca di un luogo interiore dove coltivare le buone potenzialità dell’uomo - spiega il regista e direttore artistico Armando Punzo da 35 anni al timone del progetto della Fortezza - Quello portato avanti nel carcere di Volterra è infatti un progetto che da più di trent’anni con successo tende alla rieducazione e alla valorizzazione dell’uomo che ha sbagliato. Un obiettivo che la stessa legge indica e che siamo orgogliosi grazie al sostegno delle istituzioni e della Regione da sempre al nostro fianco di portare avanti”.
di Mariano Croce*
Il Domani, 16 luglio 2024
Come per un’infausta ciclicità, la politica torna a scivolare verso gli estremi, mentre il vetustissimo “centro” si fa sempre più pulviscolare in termini di successo elettorale - a meno che non solleciti, come nel caso della Francia, la riesumazione dei gloriosi argini antifascisti dei bei tempi andati. Dopo il fallito attentato a Trump ci si interroga su un fenomeno vistoso e fatale: la fallita promessa della democrazia. L’attentato a un ex presidente che minaccia di riprendersi la Casa Bianca per farne la sede di una monarchia, se non assoluta, certo poco illuminata, sembra spianargli ancor più la strada. E tutto contribuisce a ingigantirne la figura, facendone di volta in volta un golpista, un criminale, un miracolato.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 luglio 2024
A che gioco sta giocando il Governo nella partita albanese sui migranti? La domanda è d’obbligo perché, dopo una serie di rinvii, l’esecutivo si dice pronto all’operatività dal 10 di agosto, proprio quando la pubblica amministrazione sarà alle prese con le ferie, tribunali compresi. Del resto a giugno, in campagna elettorale per le europee, la premier Giorgia Meloni ne aveva fatto una questione di orgoglio, garantendo sulla partenza già dal primo agosto. Così, complici le ferie e nonostante la delicatezza di un’operazione ancora piena di incognite sul piano giuridico, a decidere del trattenimento dei richiedenti saranno anche giudici privi delle competenze previste dalla legge. E a valutare le domande d’asilo sarà uno sparuto numero di funzionari, appena assunti e senza formazione specifica. Scelta che, paventano da mesi gli stessi funzionari del ministero dell’Interno, “mette a repentaglio il processo decisionale e il diritto d’asilo”.
di Youssef Hassan Holgado e Marika Ikonomu
Il Domani, 16 luglio 2024
Nelle schede di valutazione dei vari Stati considerati “sicuri” emergono solo motivi che attestano il contrario. A maggio l’ultimo ampliamento della lista, con l’Egitto del generale al Sisi. Su richiesta del ministero dell’Interno. Sparizioni forzate. Detenzioni arbitrarie. Limitazioni alla libertà di stampa e di manifestazione. Persecuzione della comunità Lgbtq+. Torture ed esecuzioni capitali. Sono alcuni degli elementi ricorrenti nelle valutazioni che hanno portato il ministero degli Esteri a considerare un paese come sicuro, in cui poter rispedire i migranti che arrivano in Italia. È quanto emerge dalle schede tecniche della Farnesina, ottenute dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) tramite un accesso agli atti, sulla base delle quali il governo italiano ha ampliato la lista dei paesi di origine sicuri con un decreto del 7 maggio scorso.
di Rosaria Manconi
La Nuova Sardegna, 15 luglio 2024
In un memorabile discorso alla Camera dei Deputati nell’anno 1904 Filippo Turati aveva definito il carcere “il cimitero dei vivi”, la rappresentazione plastica della esplicazione della vendetta sociale nella sua forma più atroce, persino meno pietosa della morte per mano del carnefice, perché lenta, inesorabile, consapevole. Lui, che le carceri le aveva conosciute e vissute da prigioniero politico, aveva gridato tutto l’orrore per quella esperienza dolorante di prigionia, invocando interventi e commissioni di inchiesta. Sono passati centoventi anni da quella denuncia ma nulla o poco è cambiato, certo non in meglio, e di sicuro le galere non sono diventate quei piacevoli circoli ricreativi evocati dall’immaginario collettivo.
di Denise Amerini
sinistrasindacale.it, 15 luglio 2024
Il 4 luglio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Dl 92/2024, definito dal ministro Nordio “carcere sicuro”, la risposta del governo all’emergenza carcere. Emergenza ormai insostenibile, visto che al 9 luglio sono 54 i suicidi fra le persone ristrette, sei nella polizia penitenziaria, e il sovraffollamento ha superato il 130% con valori maggiori in molti istituti, fino al 224% di San Vittore. Le condizioni di vita delle persone ristrette sono ormai quelle che hanno già portato la Corte europea negli anni scorsi a condannare il nostro paese per trattamenti inumani e degradanti. Oggi sempre di più le notizie che arrivano da diversi istituti parlano di condizioni invivibili: zecche, cimici, assenza di acqua corrente, stanze insalubri, celle per quattro persone dove ne sono stipate quindici.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Cambia la procedura ma resta invariata l’entità della riduzione di pena. Nell’ordine di esecuzione indicate subito le detrazioni per chi ha condotte corrette. Il decreto legge carceri (92/2024, in vigore dal 5 luglio scorso) varato dal Governo e ora all’esame della commissione Giustizia del Senato per la conversione in legge modifica la procedura di applicazione della liberazione anticipata senza, tuttavia, toccare l’entità dello “sconto” di pena, che resta fissato in 45 giorni ogni sei mesi di detenzione espiata.
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