di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Viene semplificato l’iter (già snello) per le domande dei “liberi sospesi”. Il decreto carceri (92/2024) snellisce la procedura con cui i condannati “liberi sospesi” (articolo 656, comma 5, Codice di procedura penale) con pene fino a 18 mesi possono chiedere di accedere alle misure alternative alla detenzione. Nei fatti, viene eliminata la ratifica collegiale della decisione presa provvisoriamente dal magistrato di sorveglianza.
di Donatella Stasio
La Stampa, 15 luglio 2024
Da 8 mesi manca uno dei 15 giudici, ma sul tavolo ci sono temi decisivi: dai referendum elettorali al dl Caivano. “Lo hanno fatto tutti”. “La casta non interessa agli italiani”. “Sono le regole della politica”. “In passato, tempi anche più lunghi”. È un piccolo campionario di risposte che, nel mare dell’indifferenza, dell’ignoranza, del silenzio e della supponenza, si raccolgono quando si fa notare che da otto mesi (la media è sette mesi e mezzo) manca uno dei 15 giudici costituzionali, di nomina parlamentare, sebbene la sostituzione debba avvenire entro un mese; che il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha convocato il Parlamento in seduta comune solo cinque volte e non ha ancora fissato il sesto scrutinio; che la premier Giorgia Meloni, dopo aver rivendicato la sua “prerogativa di dare le carte”, non ha cercato alcun accordo con le altre forze politiche, come sarebbe nello spirito della Costituzione.
di Michela Finizio*
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Dall’Italia alla Spagna si registra un aumento di reati sentinella come rapine, risse e violenze sessuali ed emerge l’aggressività degli under 18. La risposta dei governi è un inasprimento delle misure. Titoli di giornale, dichiarazioni di autorità pubbliche, periferie urbane come luoghi di frontiera. E numeri: se non c’è sempre una crescita a livello assoluto degli arresti o dei reati denunciati, ad aumentare sono le percentuali di reati “sentinella” - rapine, risse e violenze sessuali: i più predatori - commessi da ragazzi tra i 14 e i 17 anni.
di Michela Finizio*
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Ad alzare la soglia di allarme sui crimini commessi da minorenni sono le dinamiche su scala urbana, in particolare in alcuni centri metropolitani dove il fenomeno della delinquenza giovanile sta generando preoccupazione tra i sindaci, alle prese con delibere contro la movida e presidi delle forze dell’ordine. È soprattutto in città, in particolare nell’eterno conflitto tra centro e periferia, che post pandemia aumenta la soglia di allarme legata al disagio minorile. In Italia il 39,6% dei ragazzi segnalati nel 2023 tra i 14 e i 17 anni vive nelle città metropolitane e il 47% dei fermi per rapina avviene in questi ambiti urbani. A Milano in particolare sono stati 505 i minori fermati per una rapina nel 2023, un numero mai raggiunto dal 2010 ad oggi. Per altre sei delle 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Torino) non si rileva, invece, alcun incremento nei dati sui fermi e arresti di minori rispetto al biennio 2018-2019. Osservando infine l’incidenza dei minori stranieri tra quelli segnalati, questo dato si accentua negli ultimi anni in particolare a Bologna, Firenze, Genova e Milano.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 15 luglio 2024
È ragionevole affermare che si possa abusare di un atto, se l’esercizio di quell’atto è obbligatorio? Ecco una bella domanda, la cui apparente astrattezza si stempera immediatamente se il riferimento è all’esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero. D’accordo, l’obiettivo che ci siamo dati è quello di divulgare, cioè di rendere comprensibili anche ai non tecnici della materia, temi giuridici e processuali di una certa complessità, ma qui forse abbiamo un po’ esagerato.
di Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti
Italia Oggi, 15 luglio 2024
Autoriciclaggio con i paletti: la condotta contestata all’indagato non può consistere nel trasferimento dei fondi dalla fallita alle società beneficiarie e quindi coincidere con la stessa condotta distrattiva integrante la bancarotta: è quanto emerge dalla sentenza della Cassazione penale, quinta sezione, n. 20152 del 21 maggio 2024, che, nel rigettare il ricorso del pubblico ministero, ha chiarito che affinché possa scattare la condanna per autoriciclaggio, evitando indebite sovrapposizioni applicative, è richiesta un’attività ulteriore rispetto alla sottrazione della risorsa all’impresa fallita.
ansa.it, 15 luglio 2024
“Emergenza penitenziaria senza precedenti”, accusa Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Ennesimo suicidio in carcere. La vittima era originaria di San Donà di Piave, si chiamava Alessandro Patrizio Girardi, 37 anni da poco compiuti, detenuto per vari reati connessi allo spaccio di stupefacenti, nella notte è stato trovato impiccato con il lenzuolo nella sua cella della Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia. A nulla sono valsi i soccorsi.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 15 luglio 2024
Con il telefonino che sporge dalle sbarre, il detenuto inquadra il corridoio del padiglione C. Riprende ciò che sta accadendo: lenzuola che bruciano, coperte ammucchiate, oggetti lanciati fuori dalle celle. Quel video, insieme a un altro che inquadra gli stessi spazi subito prima dei roghi, viene postato su TikTok, scatenando commenti e migliaia di like: “le carceri sono al limite”, “libertà”, “amnistia o indulto subito” con tanto di emoticon, catene e cuoricini. Se da un lato quelle immagini colpiscono, perché proiettano dentro alla protesta e squarciano il velo di una realtà inaccessibile agli sguardi del mondo esterno, dall’altro dimostrano l’impunità nell’uso dei telefonini in carcere e la sfrontatezza di pubblicare storie sui social. La procura di Torino intende aprire un fascicolo al riguardo, che possa far luce ancora una volta sulla facilità con cui i telefonini, così come la droga, entrano in carcere. Sovraffollamento, caldo. “Abbiamo deciso di rompere cessi e lavandini così facendo le celle di pernottamento non saranno più agibili e quindi dovrà intervenire l’Asl per le condizioni n cui viviamo. Dobbiamo farci sentire” dicono su TikTok.
di Caterina Stamin
La Stampa, 15 luglio 2024
Monica Gallo: “I padiglioni A, B e C sono in condizioni di assoluto degrado”. “Temo il peggio”, dice Monica Gallo, garante dei detenuti. Perché? “Questi ragazzi avevano una speranza. Ma oggi è diventata delusione e stanno perdendo la pazienza”. Torna indietro a un anno fa. A quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio fece visita al Lorusso e Cutugno. “Si erano appena suicidate due donne e si parlava di aprire un tavolo sull’emergenza del carcere. Da allora sa cos’è cambiato? Nulla”. Anzi. “In nove anni che ricopro questo ruolo ho visto un peggioramento delle condizioni dei detenuti, degli agenti e delle strutture. Quando entro vengo assalita dalle urla”. La colpa? Per Gallo è chiara: “La politica è totalmente assente: si chiedono doveri ma non si danno diritti”.
di Stefano Mattia Pribetti
triesteprima.it, 15 luglio 2024
Enrico Sbriglia, ex direttore della Casa circondariale di Trieste e coordinatore nazionale della dirigenza penitenziaria della Federazione sindacati indipendenti, commenta la rivolta carceraria e descrive una situazione a livello nazionale e locale critica di grande disagio. “Occorre ammettere, senza vergognarsene, che il sistema penitenziario, dappertutto e anche a Trieste, è carente e per certi versi è fallito. Dobbiamo avere il coraggio di dire ai detenuti: noi siamo in torto, cercate di comprenderci e capire anche le nostre difficoltà”.
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