di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 15 marzo 2024
Pestaggio ai danni di un tunisino nell’aprile scorso, udienza preliminare per dieci agenti della Polizia penitenziaria. Hanno chiesto la costituzione di parte civile il Garante nazionale dei detenuti e quello regionale, nonché due associazioni Antigone e Yairaiha. Si è aperta stamattina in tribunale l’udienza preliminare a carico di dieci agenti della polizia penitenziaria del carcere di Reggio imputati, a vario titolo, per tortura e lesioni, oltreché per falso, nei confronti di un tunisino 44enne, in passato detenuto alla Pulce. Nel registro degli indagati erano stati iscritti 14 nomi: le restanti quattro posizioni sono state momentaneamente stralciate, in attesa del deposito delle motivazioni del riesame sull’appello promosso dalla Procura su coloro ai quali il gip Luca Ramponi non aveva dato la misura cautelare.
di Teodora Poeta
Il Messaggero, 15 marzo 2024
Hanno iniziato la loro vita in carcere perché è lì che si trova la loro mamma. Due sorelline di appena 4 e 18 mesi costrette a dormire in una cella con le sbarre e a giocare tra il grigio delle mura senza la possibilità di guardarsi attorno e vedere i colori quando invece sarebbero dovute essere accolte in una sezione della struttura penitenziaria teramana destinata proprio alle madri detenute, ufficialmente inaugurata nel 2015, ma mai autorizzata dal Dap e rimasta per questo motivo chiusa.
agensir.it, 15 marzo 2024
Per la prima volta in Italia il 20 marzo 2024 viene firmato il Protocollo di Intesa tra Tribunale di Milano e l’Associazione Bambini senza sbarre Ets, che definisce come promuovere e attivare interventi di attenzione e cura per i bambini che entrano in carcere per incontrare il genitore e mantenere il legame durante il periodo di attesa di giudizio, spesso lungo e difficile per la separazione da sostenere. Il Tribunale è il primo interlocutore delle famiglie per ottenere l’autorizzazione ad accedere in carcere per lo svolgimento della prima visita con il genitore detenuto.
dentrolanotiziabreak.it, 15 marzo 2024
Un volume dalla doppia copertina e dalla doppia lettura, con il punto di vista di chi sta dentro e chi sta fuori le mura. Questa mattina nella sala Gianni Basso del Teatro Alfieri si è tenuta una conferenza stampa di presentazione del progetto “Una penna per due mani”, ideato dall’Associazione Effatà. Si tratta della realizzazione un libro, scritto dai detenuti della Casa di Reclusione di Asti e dagli allievi delle classi 5ª UA e 5ª UC dell’Istituto A. Monti.
di Giulia Giaume
artribune.com, 15 marzo 2024
Per la mostra “Con i miei occhi”, che celebra anche la prima visita di un pontefice alla manifestazione artistica, sono stati coinvolti artisti e collettivi di primo piano. Che occuperanno tutto il carcere femminile della Giudecca. Sarebbe stato difficile da immaginare in quel lontano 2001, quando Maurizio Cattelan presentò alla Biennale Arte un modello in resina a grandezza naturale di Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, che lo stesso artista sarebbe stato invitato a rappresentare il Padiglione del Vaticano a Venezia ventitré anni dopo. Insieme a lui, ha annunciato il cardinale José Tolentino de Mendonça, che dirige il Dicastero della Santa Sede per la Cultura, saranno ospitati al Padiglione della Santa Sede alla Biennale Arte 2024 artisti e collettivi di primo piano: Corita Kent, Sonia Gomes, Claire Fontaine, Bintou Dembélé, Simone Fattal, Claire Tabouret, Marco Perego & Zoe Saldana.
di Gabriele Stanga
iltquotidiano.it, 15 marzo 2024
Michele Rho a Trento presenta il suo documentario “Benvenuti in galera”. Raccontare il carcere attraverso gli occhi dei detenuti, oltre la visione stereotipata di film americani e serie tv. Con questo obiettivo nasce “Benvenuti in galera”, il docufilm di Michele Rho, che, dopo il successo riscontrato nel resto d’Italia, arriva oggi in programmazione anche in Trentino. Quattro le date del tour: al Cinema Valsugana di Borgo Valsugana ieri e domenica 17 marzo (ore 20.30), al cinema Modena di Trento oggi (ore 20.30) e al Teatro Cinema Vallelaghi domani (ore 20). Al Cinema Modena, in particolare, è prevista sia la presenza del regista che del sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che parteciperanno a saluti istituzionali e dibattito. Il film parte da un’esperienza piuttosto particolare, anzi unica: quella del primo ristorante al mondo aperto dentro un carcere. Ideatrice e supervisore del progetto è Silvia Polleri, la madre di Michele, che da anni lavora dentro il carcere. Da qui parte il racconto dei ragazzi che vi lavorano e delle loro storie umane. Storie di lavoro e del tentativo di ricostruirsi una vita oltre le mura del carcere. Di tutto questo ha parlato in anteprima il regista stesso, in un’intervista con “il T Quotidiano”.
di Francesca Paci
La Stampa, 15 marzo 2024
Sessanta persone che muoiono di fame e di sete in mezzo al mare sono il prezzo delle nostre paure. Quelle paure che, fondate su concreto disagio sociale o talvolta solo percepite, gonfiano il vento in poppa ai populisti. Perché, ripete giustamente l’ex premier Romano Prodi fotografando lo spirito del tempo, “chiunque picchi in testa ai migranti vince le elezioni”. I migranti sono l’ultima trincea identitaria quando tutte le altre hanno ceduto alla prova della realpolitik e alle spietate contraddizioni del governare.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 15 marzo 2024
Alla deriva per giorni senza cibo né acqua, inghiottiti in mare. I 25 superstiti in viaggio verso Ancona sulla Ocean Viking. Morti di fame e di sete dopo una settimana alla deriva ai confini dell’Europa. Sono almeno 60 le vittime dell’ultima tragedia nel Mar Mediterraneo. Nessuno ha risposto all’Sos lanciato dal centralino dell’ong Alarm phone per soccorrere il gommone partito dal porto di Zawija, in Libia, con a bordo circa ottanta persone, tra cui donne e bambini. Quando nella notte tra martedì e mercoledì, la nave umanitaria di Sos Mediterranée, Ocean Viking, ha individuato il relitto fantasma, con 25 superstiti, si è trovata davanti a una scena mai vista prima, in sette anni di attività.
di Filippo Fiorini
La Stampa, 15 marzo 2024
Parla il cuoco 25enne che ieri ha subito pugni e spintoni da un carabiniere che cercava di arrestarlo: “Mi hanno picchiato anche in caserma, ma io non ho fatto niente di male”. Da 24 ore a questa parte Diallo Idrissa gode di una notorietà che non ha cercato. Il video dell’arresto violento che ha subito da una coppia di carabinieri, moltiplica visualizzazioni sui social e colleziona commenti contrastanti. Secondo la versione ufficiale, questo guineano di 25 anni avrebbe fatto resistenza all’arresto e danneggiato la gazzella, per questo, i militari, (temporaneamente destinati ad altro incarico mentre si cerca di fare chiarezza), hanno fatto uso della forza. Lui, però dall’ospedale in cui è venuto a farsi refertare le contusioni, smentisce categoricamente, sostiene di essere stato aggredito dai carabinieri senza avere la possibilità di produrre i propri documenti e di aver subito percosse anche in caserma.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 marzo 2024
Una decisione sul decreto Cutro può avere ripercussioni sull’accordo tra Roma e Tirana. La Corte di giustizia europea, su parere dell’avvocato generale, non ha accolto la domanda pregiudiziale d’urgenza avanzata dalle Sezioni Uniti Civili della Corte di Cassazione sull’applicazione del decreto Cutro. La decisione è del 26 febbraio scorso ed è stata resa nota dall’avvocata Rosa Emanuela Lo Faro, legale di migranti già trattenuti a Pozzallo, su cui è incentrato il ricorso trattato anche dal giudice di Catania, Iolanda Apostolico. Il caso davanti alla Corte europea sarà trattato dunque con la procedura ordinaria: “Adesso - ha spiegato l’avvocata - ho due mesi di tempo per presentare una memoria e poi i giudici fisseranno la data dell’udienza”.











