di Valeria Di Corrado
Il Messaggero, 13 marzo 2024
Il suo legale aveva chiesto ad ottobre la detenzione domiciliare date le condizioni di salute del 73enne, l’udienza in Tribunale di Sorveglianza si sarebbe dovuta svolgere domani. È morto ieri nella Casa circondariale di Lecce Ferruccio Casamonica, considerato al vertice del clan che aveva la sua base logistica alla Romanina e condannato lo scorso 29 dicembre dal tribunale capitolino a 25 anni di reclusione per associazione mafiosa nel processo “Noi proteggiamo Roma” e imparentato con Vittorio Casamonica, del famoso funerale in stile padrino. La procura ha disposto l’autopsia. Il suo legale, l’avvocato Antonio Filardi, aveva chiesto ad ottobre la custodia ai domiciliari date le condizioni di salute del 73enne, diabetico e affetto da una demenza senile. Ma il magistrato di sorveglianza di Lecce lo scorso 26 gennaio aveva risposto che “le pur precarie condizioni di salute del condannato, peraltro sufficientemente gestite in ambito inframurario, non possono comunque giustificare la sua scarcerazione”, considerata la sua “caratura criminale” e “l’indubbio e grave rischio di condotte criminose di notevole allarme sociale”.
di Veronica Valente
lecceprima.it, 13 marzo 2024
Al vaglio della giudice, la morte di un detenuto avvenuta il 2 marzo del 2021. Per l’accusa, l’imputata avrebbe dovuto vigilare sulla prenotazione dell’approfondimento diagnostico richiesto tre mesi prima, a seguito dell’esame radiologico. L’esame radiologico del torace aveva sollevato la necessità di svolgere approfondimenti tramite la tac, ma quest’ultima sarebbe stata eseguita poco più di tre mesi dopo, evidenziando un tumore al IV stadio ai polmoni e metastasi diffuse che non avrebbero lasciato scampo al paziente. Dopo vari ricoveri, chemio e radioterapia, il suo cuore cessò di battere il 2 marzo del 2021.
ansa.it, 13 marzo 2024
Il garante regionale dei detenuti della Regione Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, si costituirà parte civile nell’udienza preliminare, giovedì 14 marzo a Reggio Emilia, per dieci agenti di polizia penitenziaria accusati, a vario titolo, di tortura, lesioni e falso. L’episodio è del 3 aprile 2023 e gli agenti sono accusati di aver incappucciato con una federa stretta al collo, sgambettato, denudato e picchiato con calci e pugni, anche quando era in terra, e calpestato un detenuto tunisino. Nella seconda fase del pestaggio il detenuto fu portato in cella, nuovamente picchiato e lasciato completamente nudo dalla cintola in giù per oltre un’ora, malgrado nel frattempo si fosse ferito e sanguinasse.
Il Resto del Carlino, 13 marzo 2024
La criminologa De Fazio, Garante per il Comune di Modena dei diritti dei detenuti, ha svolto 71 colloqui individuali nel carcere di Sant’Anna, promuovendo corsi professionalizzanti come sartoria e pasta fresca per favorire la riabilitazione e l’inserimento lavorativo. In sei mesi di attività 71 colloqui individuali con detenute e detenuti del carcere di Sant’Anna, attenzione all’avvio e al potenziamento di corsi professionalizzanti, come quelli di sartoria e di produzione di pasta fresca, e iniziative, come quella in programma ad aprile, dedicata al trattamento dei ‘sex offenders’, a cui il penitenziario riserva una specifica sezione.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 13 marzo 2024
Il carcere messinese ha una capienza di 300 posti, 90 oggi però sono inagibili per i lavori di ristrutturazione in corso. Oggi detenuti ce ne sono 209, 175 uomini e 34 donne. Una cinquantina di loro lavora fuori dal carcere. Una di loro ha un figlio di 2 anni che sta vivendo i suoi primi anni all’interno delle mura di una cella e ci sono diversi soggetti che soffrono di patologie serie e faticano a curarsi adeguatamente.
lavocedinovara.com, 13 marzo 2024
Solo nel 2024 se ne contano 24. È stato calcolato che ne avviene uno ogni 60 ore. La cerimonia è in programma il 19 marzo. Secondo il dossier pubblicato dal centro studi di Ristretti Orizzonti, la rivista nata all’interno della casa circondariale di Padova, a oggi, 13 marzo, i suicidi nelle carceri italiane avvenuti nel 2024 sono 24, 53 le morti complessive. È stato calcolato che ne avviene uno ogni 60 ore. Numeri impressionanti se si pensa che sono trascorsi solo due mesi e mezzo dall’inizio dell’anno. Dal 2014 il “record” è stato raggiunto nel 2022 con 84 suicidi per un totale di 171 persone decedute in prigione. Non da meno il 2023 con 69 suicidi, 57 nel 2021, 61 nel 2020.
imgpress.it, 13 marzo 2024
Per la prima volta in Italia il protocollo fra il Tribunale di Milano e Bambinisenzasbarre per la tutela dei figli di genitori detenuti nel periodo di attesa di giudizio, spesso molto lungo e complesso. Il 20 marzo 2024 viene firmato il Protocollo di Intesa tra Tribunale di Milano e l’Associazione Bambini senza sbarre Ets, che definisce come promuovere e attivare interventi di attenzione e cura per i bambini che entrano in carcere per incontrare il genitore e mantenere il legame durante il periodo di attesa di giudizio, spesso lungo e difficile per la separazione da sostenere.
primailcanavese.it, 13 marzo 2024
Nato dal progetto “Della mia anima ne farò un’isola”. Simonetta Valenti insieme alla Casa Circondariale di Ivrea e all’associazione Assistenti Volontari Penitenziari “Tino Beiletti”, ha curato il progetto “Della mia anima ne farò un’isola”, dedicato ai detenuti e da cui è appena nato un podcast. “Il progetto - racconta - inizia a luglio 2023 e propone ai detenuti della sezione Collaboratori di Giustizia della Casa Circondariale la lettura del romanzo Fine pena ora, di Elvio Fassone. Nell’opera Fassone racconta lo scambio epistolare che avviene tra lui e un ragazzo che condanna all’ergastolo durante il maxi processo alla mafia catanese che si svolge a Torino nel 1985. Giudice ed ergastolano si scriveranno per ventisei anni senza mai incontrarsi e questo scambio cambierà per sempre le loro vite. Dall’affinità della storia narrata con l’esperienza di chi vive in carcere, ma soprattutto dalla richiesta degli stessi detenuti, nasce l’idea di trasformare l’esperienza del laboratorio nella lettura scenica di alcuni capitoli del testo, integrandola con le riflessioni dei detenuti stessi, in veste di attori/autori. Persone apparentemente non avvezze a scrivere hanno iniziato a mettere nero su bianco le proprie esperienze, leggendole poi prima a se stesse, poi agli altri e infine di fronte a un pubblico”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 13 marzo 2024
La legge 180 fu un traguardo di civiltà, ma una norma tanto coraggiosa e innovativa avrebbe richiesto una adeguata organizzazione per renderla effettiva. Cioè per fornire un’assistenza sanitaria psichiatrica efficace fuori dalle istituzioni totali. Un aspetto che è tuttora carente. La ricorrenza del centenario della nascita di Franco Basaglia è stata ricordata dai media, che giustamente hanno attribuito alla sua tenace battaglia la legge che ha abolito i manicomi, con tutta la carica di oppressione e di abbandono che comportavano. La legge 180 del 1978 fu un traguardo di civiltà che fa onore all’Italia, ma questo non deve far trascurare il fatto che una riforma tanto coraggiosa e innovativa avrebbe richiesto una adeguata organizzazione che consentisse di fornire un’assistenza sanitaria psichiatrica efficace fuori da quelle strutture, o ancor più nelle famiglie che convivono col dramma della malattia psichica. Questa parte, invece, risulta tuttora gravemente carente.
di Elisabetta Reguitti
Il Fatto Quotidiano, 13 marzo 2024
Era il 13 marzo 1975. Sono passati quasi cinquant’anni e siamo ancora a quel giorno in cui il deputato del Partito comunista italiano Giorgio Bini presenta la proposta di legge numero 3584: “Iniziative per l’informazione sui problemi della sessualità nella scuola statale”. L’Italia è imbalsamata a quel 13 marzo, compreso l’utilizzo di una definizione fuorviante come “problemi della sessualità”. L’unico vero problema è che dopo mezzo secolo siamo tra i pochi in Europa a non avere alcun programma scolastico in materia; insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania. A ricordarlo - durante un’edizione del convegno nazionale dell’Associazione italiana per l’educazione demografica (Aied) - anche il presidente Mario Puiatti sottolineando come un’educazione sessuale a scuola possa agevolare uno sviluppo più consapevole delle emozioni di ogni relazione, soprattutto se si tratta della prima.
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