di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 12 marzo 2024
L’Italia è terzultima in Europa (peggio fanno solo Estonia e Bulgaria) per quota di spesa sanitaria dedicata alla salute mentale. Zero: ecco il risultato d’una ricerca nell’archivio Ansa incrociando i nomi di Orazio Schillaci e Franco Basaglia. C’è chi dirà che il ministro della Salute compare “solo” in 1.824 notizie d’agenzia e può essere una coincidenza che non citi mai il fautore della chiusura dei manicomi fondatore d’una nuova idea della salute mentale. Colpisce però il silenzio generale della politica intorno non solo allo psichiatra nato un secolo fa ma ai temi che pose. Basti dire che non uno dei governatori e assessori regionali alla sanità, delegati in materia, ha mai risposto all’angosciato appello di 91 direttori dei Dipartimenti Salute Mentale che oltre un anno fa denunciavano le “condizioni drammatiche” della rete d’assistenza “sempre più sfilacciata” e imploravano la spesa di almeno due miliardi per raggiungere “l’obiettivo minimo del 5% del fondo sanitario” fissato nel 2001 e mai toccato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 marzo 2024
La riforma Basaglia del 1978 ha segnato una svolta epocale nel trattamento delle malattie mentali in Italia. Da allora, gli ospedali psichiatrici su tutto il territorio nazionale sono stati chiusi e sono state istituite strutture alternative, ponendo la persona al centro dell’assistenza. Tuttavia, a cento anni dalla nascita di Franco Basaglia (11 marzo 1924), l’uomo che ha fatto abolire i manicomi, il processo di deistituzionalizzazione dell’assistenza psichiatrica non si è ancora concluso pienamente. Basti pensare che le strutture residenziali, definite sulla carta “riabilitative”, dovrebbero ospitare le persone per un periodo di tempo limitato di massimo 18 mesi. Ma non è così. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha recentemente pubblicato una ricerca che getta luce sullo stato attuale delle strutture residenziali destinate alla cura dei disturbi mentali, evidenziando una serie di criticità che pongono seri interrogativi sull’efficacia e l’umanità delle pratiche attuate. I dati sono chiari: la permanenza media dei pazienti nelle strutture convenzionate varia da circa due anni nel 2015 agli oltre 3 anni nel 2022.
di Giuseppe Cassini
Il Manifesto, 12 marzo 2024
Omaggio a Franco Basaglia. È il “lontano”1973 e l’ospedale psichiatrico presso Charleroi ospita “molti italiani”. Negli anni Settanta del ‘900 Charleroi, principale centro carbonifero e industriale del Belgio, era ancora luogo di approdo di tanti immigrati italiani. Il Consolato aveva il suo daffare, con 140.000 connazionali da servire, e difficilmente potrò dimenticare le esperienze umane vissute da Console tra le miniere. Capitò nel 1973 che il direttore di un ospedale psichiatrico locale mi invitasse a visitare la sua struttura, perché - questo il motivo - “ospita molti italiani”.
di Francesco Vignarca
Il Manifesto, 12 marzo 2024
I dati del Sipri di Stoccolma sono sempre molto utili per andare a corroborare con numeri e cifre le tendenze del mercato delle armi, in generale delle spese militari, che sono evidenti a chi si occupa di questo settore. In particolare i Trends in international arms transfers appena usciti con riferimento al 2023 ci permettono di capire quali industrie militari (e di conseguenza quali Paesi) stiano spingendo sul commercio di armi non solo come fonte di ritorno economico ma anche - in alcuni casi soprattutto - come strumento di influenza e intervento nei conflitti e nelle zone più turbolente del globo.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 12 marzo 2024
Fuoco di fila ad alzo zero contro Papa Francesco che sventola la “bandiera bianca”, cioè sostiene che in Ucraina, ma anche in Palestina, piuttosto che l’ostinazione a combattere per vincere occorre il coraggio di “negoziare” per raggiungere la pace. Gli ultimi a sparare sul pontefice sono stati il segretario generale della Nato Stoltenberg, il presidente Usa Biden e il cancelliere tedesco Scholz con la ministra degli Esteri tedesca Baerbock. Putin “ha iniziato questa guerra e potrebbe mettervi fine oggi, ma l’Ucraina non ha questa opzione. Arrendersi non è pace. Dobbiamo continuare a rafforzare Kiev, per dimostrare a Putin che non otterrà quello che vuole”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 11 marzo 2024
Quando all’inizio degli anni 70 il “Beccaria” apriva i battenti don Gino Rigoldi era lì, come oggi a distanza di oltre 50 anni. “Sono ancora io il cappellano, pur avendo dato le dimissioni. Al “Beccaria” tutto è lento, don Claudio Burgio che mi sostituirà non ha fretta, perché ha tante cose da fare, la direzione è sommersa dalla burocrazia e io sono ancora vicino ai miei ragazzi”, dice don Gino con i suoi 84 anni e la voglia e l’entusiasmo di un giovanotto. In tutti questi anni ne ha visti passare tanti di ragazzi, sa bene di cosa hanno bisogno e con la sua Fondazione tra i quartieri di San Siro e Giambellino ha 15 appartamenti per chi una casa non ce l’ha.
Il Riformista, 11 marzo 2024
Nel giorno del 207° anniversario dalla fondazione della Polizia Penitenziaria, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto inviare un messaggio rivolto proprio al Corpo. Con una comunicazione indirizzata al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, il presidente ha lodato l’opera della Polizia, sottolineando anche le difficoltà in cui lavora e in cui si trova il sistema carcerario italiano.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 11 marzo 2024
È la cultura che ha fatto giustizia in Italia negli ultimi decenni: si celebra il verbo delle intercettazioni e si ordinano ed eseguono i rastrellamenti giudiziari con il magistrato che annuncia il trionfo della sua rivoluzione in faccia telecamere e carabinieri. Non si creda che la “libertà di stampa”, il “diritto dei cittadini a essere informati” e il “dovere dei giornalisti di dare le notizie” costituiscano solo il fascio di gagliardetti retorici messo a presidiare il giro di veline e i traffici del cosiddetto giornalismo d’inchiesta con le procure della Repubblica e con il mandarinato anonimo dello spionaggio di Stato. Quei presunti valori costituzionali, infatti, sono impropriamente chiamati alla protezione di una cultura più vasta e penetrante, che di quel cosiddetto giornalismo d’inchiesta è semmai l’utilizzatrice finale.
di Lucia De Sanctis
informazione.it, 11 marzo 2024
Vincenzo Musacchio è associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (Riacs) di Newark (Usa). Ricercatore indipendente e membro dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. È stato allievo di Giuliano Vassalli, amico e collaboratore di Antonino Caponnetto, magistrato italiano conosciuto per aver guidato il Pool antimafia con Falcone e Borsellino nella seconda metà degli anni ottanta.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 marzo 2024
Dalla bordata di Berlusconi sui giudici “disturbati mentali”, i controlli psicoattitudinali erano rimasti un tabù. Ma ora... Quattro settembre 2003, l’allora premier Silvio Berlusconi tuonò: “I giudici sono matti, sono mentalmente disturbati, hanno turbe psichiche e sono antropologicamente diversi dalla razza umana”, scatenando l’ira dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che sconfessò il presidente del Consiglio e ribadì piena fiducia alla magistratura. Il presidente del tempo dell’Anm, Edmondo Bruti Liberati, convocò in via d’urgenza la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati.
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