di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 marzo 2024
La proposta del Guardasigilli di istituire una commissione d’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati non è stata anticipata alla presidenza del Consiglio. Da qui il gelo della premier Meloni e di FdI: “Già sta lavorando l’Antimafia, perché creare un doppione?”. Ha lasciato sorpresi tutti, a partire da Palazzo Chigi e dallo stesso ministero della Giustizia, la proposta del Guardasigilli Carlo Nordio di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati investigative. La proposta è stata elaborata da Nordio giovedì scorso, durante un incontro informale avuto al ministero della Difesa con Guido Crosetto, dalla cui denuncia ha preso avvio l’indagine di Perugia sulle incursioni alle banche dati della procura nazionale antimafia. Nordio si è presentato accompagnato dalla vicecapo di gabinetto (ormai capo in pectore) Giusi Bartolozzi, per poi annunciare la proposta il giorno seguente senza che né gli uffici di diretta collaborazione, né i vertici degli uffici ispettivi ne fossero a conoscenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 marzo 2024
Comunicato stampa del magistrato dopo l’audizione del procuratore umbro in Antimafia sui presunti accessi abusivi alla Dna. “Avviso” non troppo “bonario” per altri due pm, Miliani e Formisano, per i loro scambi con l’ex cancelliere Guadagno, che ha patteggiato la pena per rivelazione del segreto. Perugia è una sede giudiziaria importante. Ha competenza a indagare sulle vicende in cui i magistrati di Roma compaiano come vittime o indiziati di reato. E negli ultimi giorni, il traffico di inchieste e notizie, sulle toghe del capoluogo umbro, è stato da ingorgo all’ora di punta.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 12 marzo 2024
Cantone ha più volte sottolineato la necessità di preservare la “presunzione di innocenza” del tenente Striano, del pm Laudati e dei giornalisti coinvolti nell’inchiesta. I pm hanno chiesto tutela al Csm che non ha ancora detto quando li sentirà. A chi gli ha chiesto lumi sul comunicato a sua firma in cui definisce “inusuale” l’iniziativa dei suoi colleghi di riferire al Parlamento su un’indagine in corso, e informa di controlli in corso su “eventuali anomalie”, il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani ha risposto che non c’è niente di strano. E tantomeno che la sua esternazione voglia segnare una presa di distanze dal procuratore Raffele Cantone, il quale si trova già in una situazione di grande esposizione politico-mediatica e ora vede accendersi su di sé un altro riflettore: l’attenzione pubblicamente dichiarata del procuratore generale che di sicuro non gli ha fatto piacere, come riferisce chi ne ha raccolto le reazioni.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 12 marzo 2024
Dal killer di Carol Maltesi a Cesare Battisti, passando per Alessandro Impagnatiello. L’opposizione dei familiari e i dubbi dei giuristi. Tra i primi a ottenere il via libera a percorsi di giustizia riparativa regolati dalla riforma Cartabia c’è Davide Fontana, il bancario che l’11 gennaio 2022 uccise l’ex fidanzata Carol Maltesi nella sua abitazione a Rescaldina, nel Milanese, colpendola con 13 martellate alla testa e poi sgozzandola. Condannato all’ergastolo, si è detto “fermamente deciso a voler riparare per quanto possibile alle sue azioni”. Un percorso sul quale, hanno spiegato i suoi difensori, “si sta avviando la fase della fattibilità concreta”, dopo che i giudici avevano dato il via libera all’invio della richiesta di ammissione ad uno dei centri previsti dalla legge, senza comportare alcun premio o sconto per il condannato. I familiari della vittima, però, hanno sempre manifestato una ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di incontro o dialogo con l’uomo, mediato da uno specialista.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 marzo 2024
Per i giudici costituzionali è una “patologia” presentare una persona con colpevole tramite le richieste e o i decreti di archiviazione che avvalorano la tesi accusatoria. Richieste o decreti di archiviazione che, anziché limitarsi a ricostruire il fatto nei termini strettamente necessari a verificare l’avvenuto decorso del termine di prescrizione, esprimono giudizi sulla colpevolezza dell’interessato, violano “in maniera eclatante” la presunzione di non colpevolezza e il diritto di difesa. Un diritto “in radice negato dall’affermazione, da parte del pubblico ministero o del gip, del carattere veritiero, o comunque affidabile, degli elementi acquisiti nel corso di un’indagine, senza che sia assicurata all’indagato - che potrebbe anzi essere rimasto del tutto ignaro dell’indagine - alcuna effettiva possibilità di contraddirli, ed eventualmente di provare il contrario”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2024
Per la Corte costituzionale, sentenza n. 41 depositata oggi, se il provvedimento esprime giudizi sulla colpevolezza dell’imputato “esso risulterà del tutto indebito, essendo venuti meno gli stessi poteri di indagine e di valutazione del PM”. Un provvedimento di archiviazione per prescrizione del reato, che esprima apprezzamenti sulla colpevolezza della persona indagata, viola “in maniera eclatante” il suo diritto costituzionale di difesa e il suo diritto al contraddittorio, oltre che il principio della presunzione di non colpevolezza. Così la Corte costituzionale nella sentenza n. 41, depositata oggi, nella quale è stata dichiarata non fondata, alle condizioni chiarite nella pronuncia, una questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Lecce.
Il Centro, 12 marzo 2024
Per i giudici della Cassazione un detenuto sottoposto al regime differenziato previsto dall’articolo 41-bis dell’ordinamento penale non può avere in cella un “dispositivo di lettura musicale”. La Cassazione ha accolto un ricorso del ministero della Giustizia cancellando una decisione del tribunale di sorveglianza dell’Aquila che invece aveva detto sì alla richiesta di un camorrista recluso nel penitenziario di Preturo con pesanti accuse a carico
ansa.it, 12 marzo 2024
“Una sanità disastrosa che nelle carceri riflette la situazione che sta vivendo la nostra Sardegna. All’interno di questi contenitori è racchiuso un numero sproporzionato il disagio psichico. Al carcere di Uta su 630 detenuti, la maggior parte dei quali è affetta da gravi patologie psichiatriche è presente un solo psichiatra. Sono 460 i detenuti che assumono terapie. Molti anche a Bancali, basta girare le sezioni per rendersi conto del disagio. A Isili la percentuale delle patologie psichiatriche sfiora l’80% e la colonia risulta abbandonata dal servizio Asl”.
garantedetenutilazio.it, 12 marzo 2024
“Apprezzo il riconoscimento della qualità professionale degli psicologi da parte dell’Amministrazione penitenziaria, per le finalità di osservazione e trattamento in vista del reinserimento sociale”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, sui recenti aumenti delle tariffe orarie garantite agli psicologi consulenti dell’amministrazione per la valutazione dei detenuti. “Mi auguro che l’adeguamento delle tariffe sia sostenuto da maggiori disponibilità di bilancio, in modo da garantire lo stesso numero di ore di prestazioni professionali”, conclude il Garante.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 marzo 2024
In due mesi oltre 500 denunce, la stessa cifra dell’intero anno scorso. I problemi sono gli spazi ridotti, le attività scarse e le celle sempre chiuse. Dal sovraffollamento alle celle troppo “chiuse”: è boom di ricorsi di detenuti che denunciano “trattamenti inumani e degradanti” in carcere, in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani. Come certifica il tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha competenza non solo sul capoluogo lombardo ma anche su altri istituti penitenziari della regione, dal primo gennaio al 10 febbraio di quest’anno, quindi in poco più di un mese, le nuove denunce registrate sono state 555. A colpire è il confronto con il passato: il dato, seppur parziale, è già più alto dell’intero 2023 (quando i reclami furono 477 in dodici mesi) e di tutto il 2022 (534). Dato che potrebbe rappresentare una spia sul peggioramento delle condizioni delle persone recluse.
- Milano. Giovanna Di Rosa: “Se non c’è la legalità il carcere peggiora le persone”
- Parma. Carcere, continua la protesta di 114 detenuti dell’Alta Sicurezza
- Terni. “Il carcere, dal sistema afflittivo a quello rieducativo”
- Firenze. “La detenuta che ha perso il bambino era dimagrita dieci chili”
- Messina. Sul Garante dei detenuti i Radicali incalzano il sindaco











