di Paolo Ferrario
Avvenire, 13 marzo 2024
Drammatico il dato del 30,1% di dispersione per gli studenti immigrati. La sociologa Borgna: gli esempi ci sono, dalla Gran Bretagna alla Norvegia. Si parta dai servizi per l’infanzia. Guardare alle “migliori pratiche” europee per aggredire il fenomeno della dispersione scolastica degli alunni immigrati, che in Italia rappresenta, non da oggi, un’emergenza vera. Dopo aver proposto, qualche giorno fa, le “classi collaterali di potenziamento”, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è tornato anche ieri sul tema dell’integrazione degli alunni stranieri, prime vittime della dispersione scolastica, con un tasso del 30,1% rispetto al 9,8% degli alunni italiani. “È un tema drammatico - ha ricordato il Ministro -. Non possiamo continuare con questo sistema fortemente penalizzante e discriminatorio nei confronti degli studenti stranieri. Le soluzioni? Copiamo le migliori pratiche europee”.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 13 marzo 2024
Che bella, la parola prevenzione. E che bello nel Paese dei ritardi cronici - dove la messa in sicurezza delle infrastrutture inizia dopo che i ponti sono crollati, quella dei territori dopo le alluvioni, le strette sulle violenze di genere dopo i femminicidi - avere un “Piano di prevenzione” su un tema cruciale come quello delle droghe. A presentarlo il governo, ponendo la lente su una dimensione specifica del problema che Avvenire, tra i primi, ha documentato attraverso reportage e inchieste: quella del Fentanyl e delle sostanze sintetiche. Responsabili negli Stati Uniti di una delle più grandi emergenze sanitarie che la storia recente abbia conosciuto: oltre un milione di morti in due decenni, un decesso ogni 5 minuti. I numeri di una guerra devastante, combattuta lontano dai fronti che oggi scuotono il Pianeta, e per la quale, non da meno, andrebbe cercata una soluzione di pace.
di Peter Gomez
Il Fatto Quotidiano, 13 marzo 2024
Mentre Julian Assange rischia di non uscire mai più dal carcere, c’è chi finisce in tribunale perché denuncia l’uso di pesticidi o un impianto che appesta l’aria. Il fondatore di Wikileaks è raccontato da Alessandro Di Battista, che lo ha conosciuto personalmente e in questi giorni porta in giro per l’Italia uno spettacolo teatrale a lui ispirato: “Lo incontrai a Londra nel 2013, credeva davvero nella possibilità di colpire il potere”, ricorda l’ex M5S intervistato da Luca de Carolis. “D’altronde a quei tempi lavorava con i principali quotidiani del mondo: dal New York Times al Washington Post, per continuare con Le Monde, El País o Der Spiegel. Credo che non immaginasse che di lì a poco lo avrebbero abbandonato tutti, gli stessi che fino a poco tempo prima facevano la fila per ottenere materiale da lui e che hanno usato i suoi scoop per vendere copie”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 13 marzo 2024
Lo schiaffo a Eva Kaili, il pasticcio dei pm in Portogallo, il caso Salis… ci sono tutti i segnali di una lenta ma inesorabile deriva. Immaginate la scena: la Commissione giuridica dell’Europarlamento respinge la difesa dell’immunità di Eva Kaili, la donna simbolo della sempre più traballante inchiesta Qatargate, e il capo della Procura belga che fa? Condivide il tweet del presidente della Commissione che ha detto no a Kaili come se fosse un Di Battista qualsiasi. Insomma, la massima autorità giudiziaria belga che ha istruito quella inchiesta naufragante, twitta come un quindicenne alle prime armi il no dell’Europarlamento alla sua “preda” giudiziaria.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 marzo 2024
Spesso ci lamentiamo di come vanno le cose nella giustizia in Italia. Ma se volgiamo lo sguardo fuori dai confini nazionali, possiamo notare che non mancano situazioni sconfortanti. Con l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio (Alleanza Verdi-Sinistra) abbiamo fatto il punto su alcune vicende che stanno caratterizzando la giustizia in Europa. Il primo pensiero va al Qatargate.
di Milena Gabanelli e Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 13 marzo 2024
Ai Giochi olimpici di Parigi, nel prossimo luglio, le atlete francesi non potranno portare il velo islamico “perché la Francia è legata a uno stretto regime di laicità”, dice la ministra allo Sport, Amélie Oudéa-Castéra. Una laicità che comporta “il divieto di qualsiasi forma di proselitismo religioso”, nello sport e nella scuola. Al tentativo degli estremisti islamici di usare gli abiti per allargare la propria influenza nella società, denunciato per esempio dall’antropologa Florence Bergeaud-Blacker che per questo è minacciata di morte, la Francia risponde negando le differenze, almeno quelle apparenti. Il motto liberté, égalité, fraternité scritto nella Costituzione indica un obiettivo al quale tendere, un traguardo. Nella realtà, questa formula rischia di essere una questione più di forma che di sostanza. Al centro dell’attenzione, dopo la rivolta di giugno-luglio 2023, ci sono i francesi di origine arabo-musulmana. Partiamo dalla forma, che si esprime con l’abito e i simboli.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 13 marzo 2024
Violenza, terrore, fame tengono prigioniero un intero Paese. Mai nessuno Stato al mondo è stato condannato alla bancarotta eterna e immutabile quanto Haiti, costretta allora a risarcire i padroni degli schiavi liberati con 150 milioni di franchi in oro, una somma enorme mai finita di pagare.
di Michele Brambilla
Il Giornale, 12 marzo 2024
Nei 17 istituti italiani sono rinchiusi oltre 500 minori. E gli ingressi sono in costante aumento: nel 2023 si è toccato il picco degli ultimi 10 anni. I costi? A ogni detenuto corrisponde almeno un agente. Non frega niente ai politici, perché i carcerati non portano voti. Non frega a tutti noi che siamo fuori, perché pensiamo che chi sta dentro appartenga a una diversa specie umana. Non frega niente, purtroppo, anche a buona parte di chi, nello Stato, lavora nel sistema penitenziario, e che sa che è tutto uno schifo, ma sa anche che è tutto uno schifo da sempre e tutto uno schifo sempre resterà: quindi, perché darsi da fare per cambiare le cose? Nel sistema carcerario come si vedrà in questa mini inchiesta in due puntate l’obiettivo aziendale, il business objective come dicono quelli che parlano bene, è il mantenimento dello status quo. La vision e la mission, sempre per usare correttamente l’inglesorum, coincidono e si possono sintetizzare in una sola parola: immobilismo.
Adnkronos, 12 marzo 2024
“Noi di Avs abbiamo presentato una proposta di legge per consentire una vita affettiva e sessuale in carcere. È tempo che si affronti questo tema. Ricordo che in una recente audizione (lo scorso 21 febbraio) il capo del Dap Giovanni Russo ha espressamente detto di voler dare seguito alle indicazioni della Consulta che si è espressa in questo senso. Il parlamento che farà? Il ministro Nordio, che oggi è tornato sui suicidi in carcere definendoli un ‘fenomeno lacerante’, cosa fa? Intende almeno garantire una norma di civiltà che può concretamente andare incontro alle esigenze psicologiche ed emotive della popolazione carceraria?”. Così Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nella commissione Affari costituzionali della Camera, primo firmatario della proposta di legge.
di Giovani Negri
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2024
La revisione della riforma. Tra le numerose correzioni nel decreto approvato dal governo anche i tempi per l’avocazione da parte del Pg. Procedibile d’ufficio il reato di lesioni contro i sanitari. Via libera definitivo alle correzioni al nuovo processo penale. Il Consiglio dei ministri ha approvato in seconda lettura il decreto legislativo che rivede alcune delle disposizioni che in questo primo anno più hanno reso necessario un intervento di aggiustamento, senza procedere a stravolgimenti difficilmente comprensibili in fase di attuazione del Pnrr.
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