sassaritoday.it, 27 maggio 2026
L’accordo mira a rafforzare e promuovere, su scala nazionale, forme di collaborazione e scambio di esperienze tra i Poli universitari penitenziari e gli organismi regionali per il diritto allo studio universitario. Si terrà a Sassari, nell’ambito dell’assemblea nazionale della Cnupp, venerdì 29 maggio alle ore 9.30, presso la Sala Conferenze dell’Ersu Sassari in via Coppino 32, piano 3, la tavola rotonda dal titolo “Inclusione sociale e diritto allo studio: il ruolo dei Poli universitari penitenziari e le sinergie con gli enti regionali per il diritto allo studio”, promossa da Ersu, Cnupp, Andisu e Università degli Studi di Sassari.
di Lorenzo Sorrentino
lapresse.it, 27 maggio 2026
A Napoli il convegno sulla zooarteterapia in carcere: il progetto che punta a diventare un modello replicabile altrove. Il carcere non deve essere un percorso esclusivamente punitivo, ma uno spazio dove attivare percorsi di cura e trasformazione. Proprio la funzione rieducativa della pena e il reinserimento sociale del detenuto saranno al centro del convegno ‘Muso a muso con il futuro: l’integrazione sociosanitaria in carcere’, in programma il 28 maggio a Napoli, al Dipartimento di Medicina veterinaria della Federico II. Un evento in cui l’approccio al reinserimento è mediato dagli animali e dall’arte. Saranno i laboratori di zooarteterapia, in particolare, al centro dell’iniziativa. Un metodo che “abbina il contatto con gli animali e l’arteterapia per sostenere il benessere emotivo delle persone detenute”, spiega Maria Teresa Corvino, dirigente psicologo dell’Area di coordinamento per la Sanità penitenziaria dell’Asl Caserta.
di Emanuele Faraone
Il Messaggero, 27 maggio 2026
L’arte e la poesia del teatro Rigodon entra con forza e poesia nel carcere di Rieti. Critica, pedagogica e riscatto sociale domani 27 maggio alle ore 16.30 con la rappresentazione teatrale “La fattoria degli animali - Vol 2”, nata come esito di laboratori di formazione nelle arti sceniche condotti dal Teatro Rigodon. Un’iniziativa che nasce dal progetto “Corpi Sociali” - Officina di teatro sociale della Regione Lazio, promosso e cofinanziato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Rieti. Tra i principali obiettivi elevare e riscattare le funzioni rieducative della pena per dare una possibilità ai detenuti di mettersi in gioco.
ottopagine.it, 27 maggio 2026
Benevento Social Film Festival ArTelesia con la Camera Penale per la quinta edizione. Domani, giovedì 28 maggio, alle 10,30, presso la Casa Circondariale di Benevento, sarà presentata la quinta edizione del progetto “Cortincarcere”, un’iniziativa che porta il cinema in carcere, come percorso di formazione e di riabilitazione socio-educativa. Attraverso il linguaggio cinematografico, inteso quale strumento di reinserimento sociale di persone sottoposte a limitazione della libertà personale, Cortincarcere, insieme ai film, porta oltre le sbarre anche autori, attori ed esperti del settore. È un progetto ambizioso, realizzato con l’apporto e la collaborazione di tutto il personale della Casa Circondariale. A promuoverlo la Camera Penale di Benevento insieme all’APS Libero Teatro di Benevento, con il supporto tecnico-logistico della Direzione del carcere.
di Luca Romano
Il Giornale, 27 maggio 2026
Lo spettacolo è andato in scena mercoledì al teatro Parioli Costanzo di Roma. Riabilitazione e reinserimento, queste due parole che devono essere il mantra di quello che dovrebbe essere la pena per i detenuti che hanno commesso uno sbaglio, sono andate in scena al teatro Parioli Costanzo di Roma. Mercoledì 20 maggio al Teatro Parioli Costanzo è infatti andata in scena la pièce teatrale “Un bar di paese”, vincitrice della seconda edizione del “Premio Maurizio Costanzo nelle carceri”. Il testo è stato scritto proprio da alcuni detenuti del carcere Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut ed Egum Teatro. L’opera si svolge in un bar situato vicino a un carcere, gestito da un ex detenuto e sua moglie, frequentato da una clientela abituale e pittoresca. Il locale è animato dall’apparizione di sconosciuti avventori, personaggi che portano alla ribalta le loro storie, con un rimando autobiografico al vissuto degli interpreti.
di Eleonora Dragotto
La Repubblica, 27 maggio 2026
Un documentario racconta la storia dei tre pionieri del progetto per la produzione delle particole nel carcere di Opera. Ciro: “Ora cerco la semplicità, fatta di lavoro e famiglia”. “Un giorno ho iniziato a pregare Dio come se parlassi con un amico e gli ho chiesto di poter fare qualcosa per lui. Da quel momento ho dedicato ogni mio gesto alla persona a cui ho tolto la vita”. Cristiano ricorda così l’inizio di un percorso di cambiamento personale avvenuto all’interno del carcere di Milano-Opera, dove insieme ad altri due detenuti, Ciro e Giuseppe, condannati anche loro per omicidio, ha partecipato a un progetto di produzione artigianale di ostie destinate alle parrocchie. La loro esperienza è raccontata nel documentario “Io spero paradiso” (2023) di Daniele Pignatelli, proiettato nei giorni scorsi alla Fondazione Aem, in occasione dell’incontro “Pensare fuori. Riflessioni e prospettive oltre il carcere”.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 27 maggio 2026
Parla il professore aggredito dagli studenti a Parma. Il professore di Sistemi e Reti dell’Itis di Parma (63 anni, insegna dal 1985) è irremovibile. Non firmerà carte che facciano partire un procedimento giudiziario. Niente nome e “parlo con lei solo se mi garantisce che riporterà le mie parole esatte”. L’insegnante dopo il video virale: “In questura mi hanno quasi implorato di procedere, ma io non lo faccio per principio”. Tre studenti sospesi per 30 giorni. “Ho passato due ore in questura dove hanno cercato di convincermi a denunciare quei ragazzi. Mi hanno quasi implorato di farlo e li comprendo, perché loro hanno comunque lavorato al caso e quindi buttano via un paio di giorni di lavoro. Fanno il loro dovere ma io l’ho detto e lo ripeto: nessuna denuncia”.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 27 maggio 2026
Riaperto al 9 giugno il termine degli emendamenti. Pd: “Così si affossa la legge”. Le divisioni e l’attendismo della maggioranza rischiano di affossare il ddl sul fine vita. Ieri le commissioni Giustizia e Affari sociali di palazzo Madama, dove si sta svolgendo la discussione, hanno deciso di riaprire il termine per gli emendamenti al testo presentato dal centrodestra. Una richiesta che era venuta da Forza Italia, impegnata nella propria svolta “liberal” e in pressing sugli alleati. Ora ci sarà tempo fino al 9 giugno per proporre modifiche al testo della maggioranza. Un ulteriore rinvio dei tempi, dopo che due settimane fa la capigruppo del Senato aveva votato all’unanimità per portare la proposta di legge in aula il 3 giugno, martedì prossimo.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 27 maggio 2026
Doveva essere il giorno dell’intesa, il patto possibile tra maggioranza e opposizioni sul dossier fine vita. E invece riecco le nubi, al Senato, che spingono la legge sul suicidio assistito verso la prossima legislatura. Ovvero verso l’ennesimo nulla di fatto, come sperano o temono i due fronti impegnati sul tema. Da una parte chi non ha mai avuto intenzione di portare al traguardo la norma, nel governo e nel centrodestra; dall’altra i partiti di minoranza, che ora liquidano le promesse della maggioranza come “giochetti” e parlano di “messinscena”. Chi resta nel mezzo è Forza Italia, che dopo la “svolta liberal” impressa da Arcore ha rimesso il dossier al centro del tavolo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 maggio 2026
Ventisei secondi. È il tempo teorico che un grande hotspot da 600 posti mette a disposizione, al giorno, per ciascuna persona ospitata, calcolato sulle ore settimanali dell’operatore sociale previste dallo Schema di capitolato del ministero dell’Interno. Non è il tempo per un colloquio o per una valutazione psicologica. È il tempo totale, comprensivo di burocrazia, emergenze, coordinamento. In questo numero c’è, condensata, la risposta alla domanda se l’Italia riesca davvero a intercettare i sopravvissuti alla tortura che arrivano nel suo sistema di accoglienza. Il rapporto “L’Italia e la riabilitazione delle vittime di tortura”, redatto dalla ReSst- Rete italiana per il supporto alle persone sopravvissute a tortura - in collaborazione con ActionAid, non lascia molto spazio all’ottimismo. L’Italia ha obblighi precisi che derivano dall’articolo 14 della Convenzione Onu contro la tortura: garantire alle vittime i mezzi per una riabilitazione “la più completa possibile”.
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