di Domenico Quirico
La Stampa, 2 agosto 2023
I jihadisti pronti a trasformare la regione nel nuovo Iraq, con i francesi nel ruolo di “infedeli”. Golpe dopo golpe trovano spazi allettanti e arruolano disperati ridotti in miseria dalle sanzioni. C’è eccitazione, attesa fremente nel Sahelistan. Dall’Adrar des Ifoghas, sconfinato teatro dove gli unici ornamenti sono le pietre e i cespugli di quella coriacea, miseranda pianta che è il lentisco, alle piste dell’immenso Teneré, il deserto dei deserti, fino al Lago Ciad e ad Agadez accucciata sotto il suo minareto di sabbia vecchio di 500 anni, in tutti gli innumerevoli santuari del Jihad saheliano, da alcuni giorni si avverte il brivido delle ore decisive. Sì. I terroristi esultano.
di Danilo Ceccarelli
La Stampa, 2 agosto 2023
La regione si spacca in due: ponte aereo da Parigi per rimpatriare gli europei. Documenti, un cellulare carico, acqua, cibo e qualche effetto personale. È lo stretto necessario che l’Ambasciata di Francia consiglia di non dimenticare ai suoi 600 concittadini presenti in Niger nella mail in cui si annuncia l’inizio delle evacuazioni. Dopo qualche giorno di esitazione, ieri Parigi ha approfittato del ritorno della calma a Niamey, mandando i primi tre aerei militari (non armati) per prelevare i connazionali che, su base volontaria, hanno scelto di lasciare il Paese dopo il recente colpo di Stato guidato dal generale Abdourahamane Tiani. I 1.500 soldati francesi, invece, resteranno sul posto.
di Massimo Donini
L’Unità, 1 agosto 2023
Dal decreto “anti-rave” al decreto “Cutro” per perseguire gli scafisti in tutto il mondo, al reato “universale” di maternità surrogata, l’azione dell’attuale maggioranza sembra orientata da spinte emotive del momento e improntata su valori nazionali, familiari e securitari. Dov’è l’annunciata svolta liberale?
di Francesco Grignetti
La Stampa, 1 agosto 2023
Tra i magistrati quasi 1.500 unità in meno. Nel 2022 bocciato il 95% degli aspiranti. Un piccolo segnale di ottimismo, ieri alla Camera: viene votato, con parere favorevole del governo, una proposta dei Cinque stelle, firmata dall’ex magistrato Federico Cafiero De Raho, che chiede più concorsi e più assunzioni nella Giustizia. Sia di personale amministrativo, sia di magistrati. “I problemi della giustizia si risolvono con gli investimenti, non con le leggi per l’impunità”, dice Cafiero De Raho. Parole ineccepibili. Ma il problema è qui e ora. Ed è una catastrofe.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 1 agosto 2023
Doveva essere la panacea per gli atavici problemi della giustizia italiana, ad iniziare dalla lentezza dei processi, ed invece si sta rivelando uno dei flop più clamorosi e costosi degli ultimi anni. Stiamo parlando dell’Ufficio del processo, la task force che avrebbe dovuto affiancare i giudici per agevolarli nella scrittura delle sentenze così da abbattere l’arretrato e permettere all’Italia di ottenere gli agognati fondi del Pnrr.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 1 agosto 2023
Si va verso una tipizzazione del reato, la cui abrogazione, in maggioranza, è invocata ormai solo da Forza Italia. Non sarà affatto facile per il Guardasigilli Carlo Nordio portare a compimento la riforma della giustizia. I segnali che arrivano in questi giorni di caldo torrido dai Palazzi romani non sono infatti dei migliori. Ieri mattina, ad esempio, il testo della riforma, approvato il 15 giugno scorso dal Consiglio dei ministri, non era ancora depositato in Commissione giustizia al Senato, dove è prevista la sua discussione. Gli esperti di dinamiche parlamentari non ricordano un tempo così lungo per incardinare un disegno di legge governativo. Il “problema” sarebbe l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, il reato “evanescente” come ha sempre dichiarato Nordio, che rischia di complicare fin da subito ogni progetto riformatore.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 1 agosto 2023
I legislatori decidano dove fissare l’asticella dell’etica pubblica: possono attivare un giudizio di responsabilità politica anche per fatti che non hanno rilevanza penale. In un corso della Scuola Superiore della Magistratura Anna Maria Testa, grande esperta di comunicazione, in un breve efficacissimo intervento videoregistrato ci ammoniva: “In comunicazione non esiste “Tu non mi hai capito”, c’è solo: “Io non mi sono spiegato, mentre avrei avuto la responsabilità, da comunicante, di farmi capire”.
di Fabio Anselmo*
Il Fatto Quotidiano, 1 agosto 2023
Ci siamo lasciati alle spalle i giorni del ventiduesimo anniversario dei terribili fatti del G8 di Genova. I momenti più bui della storia recente della nostra democrazia perché vi sono stati annientati i diritti fondamentali dell’uomo, in nome di una millantata ragion di Stato cinica e nichilista che si doveva contrapporre, distruggendola, alla cultura rivoluzionaria dei movimenti no-global. La Giustizia genovese ha saputo restituire all’Italia verità e giustizia su quanto accadde, ancor prima di quella europea. La mancanza della previsione del reato di Tortura ha consentito ai responsabili di quei comportamenti criminali di godere della prescrizione. Lo Stato si è fatto da parte lasciandoli al loro posto ed in più di un caso, addirittura, consentendo loro avanzamenti in carriera. Il reato di tortura è stato poi finalmente introdotto anche grazie al sacrificio ed all’impegno di un’altra famiglia devastata dalla violenza di Stato.
di Baldassarre Lauria
L’Unità, 1 agosto 2023
La prima sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato ammessa la causa promossa dai fratelli Cavallotti contro la Repubblica italiana. Gli imprenditori siciliani sono stati al centro di una singolare vicenda processuale che li ha visti, prima, assolti in sede penale dal reato di associazione mafiosa e, poi, destinatari di un provvedimento di confisca dei rispettivi patrimoni personali, emesso nel 2011 dal Tribunale di Palermo, durante la “chiacchierata” presidenza di Silvana Saguto, recentemente condannata dalla Corte d’appello di Caltanissetta per la gestione illegale dei beni sequestrati e confiscati alla mafia.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 1 agosto 2023
L’esecuzione del mandato d’arresto europeo non può andare a discapito dei diritti fondamentali della persona interessata. Lo ha ribadito la Corte costituzionale con le sentenze 177/2023 e 178/2023 con le quali sono stati decisi due giudizi nei quali la Corte aveva promosso altrettanti rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione.
- Sussidi e assistenza anche per i condannati in detenzione domiciliare
- Lazio. Il Garante: “Case territoriali di reinserimento sociale al posto del carcere”
- Liguria. “Diritto alla cura in carcere: sia garantito il numero adeguato di operatori sanitari”
- Napoli. Il Garante Ciambriello scrive al direttore dell’Asl: “In carcere servono medici”
- Bologna. Carcere della Dozza al collasso, Delmastro assicura: “In arrivo 10 agenti”











