Ristretti Orizzonti, 3 agosto 2023
Si è conclusa ieri nella Casa Circondariale di Vicenza S. Pio X la seconda sessione del corso di “Cittadinanza attiva & responsabile” finanziato dall’Otto per mille della Tavola Valdese - Progetto OPM/2022/32508 che ha visto per quasi due mesi le collaboratrici di “Progetto Carcere 663 - Acta non Verba OdV” impegnate nel preparare alla vita attiva (all’uscita dal carcere, ovviamente) la dozzina di detenuti che Direzione e Area Giuridico - Pedagogica dell’Istituto hanno ritenuto potessero essere utilmente coinvolti nell’azione formativa.
di Paola Cortese
Gazzetta di Mantova, 3 agosto 2023
Parole forti, di rabbia mista a speranza, sono state cantate la mattina del 2 agosto in carcere da tre giovani detenuti la cui esibizione ha preceduto quella del celebre rapper Jamil. L’organizzata è stata curata dal collettivo musicale Strongvilla. L’auditorium “don Mario Chittolina” si è affollato per l’occasione, molto sentita e attesa dai detenuti e dalle detenute fans del rapper veronese.
recensione di Frank Cimini
Il Dubbio, 3 agosto 2023
“Pensare l’impensabile tentare l’impossibile” è il titolo di un lavoro di 73 pagine (10 euro Edizioni Colibrì’) a cura dell’Archivio Primo Moroni, Calusca City Lights e Csoa Cox 18 che sintetizza un dibattito avvenuto a Milano nei mesi scorsi e va oltre aggiornando il caso di Alfredo Cospito e del 41bis del quale viene messa in discussione la definizione di carcere duro perché significherebbe pensare che possa esistere un carcere leggero.
recensione di Tito Lucrezio Rizzo
L’Opinione, 3 agosto 2023
Una spiccata notorietà in ambito europeo acquisì l’opera “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (1764), il quale sostenne che il magistero penale avrebbe dovuto ispirarsi più a un fine di difesa sociale, che a quello di comminare dei castighi, innanzi a delle responsabilità che dovevano essere sempre personali e mai “oggettive”. Criticò conseguentemente la pratica diffusamente in uso della tortura, la disumanità delle leggi e della pena di morte, la qual ultima andava nella generalità dei casi abolita, poiché il potere deterrente della sanzione non era legato all’entità del suo ammontare in astratto, bensì alla certezza della sua applicazione. Le pene dovevano perciò essere miti, ma sicure, senza alcuna eccezione alcuna, come quella rappresentata dalla grazia. Non dovevano in conclusione gli esecutori delle norme fare ricorso a degli atti di indulgenza particolare, bensì occorreva che il legislatore fosse saggio, misericordioso e umano per la generalità dei casi.
di Elsa Fornero
La Stampa, 3 agosto 2023
L’Italia soffre di problemi strutturali molto seri, riassumibili nella scarsissima crescita del reddito per abitante e dell’occupazione negli ultimi decenni. Per risolverli, servono cure in profondità che il nostro Paese sembra purtroppo trascurare, immerso com’è in un susseguirsi di emergenze. I governi si limitano così a inseguire le urgenze, tamponano il male senza riuscire a risolverlo; un po’ come un medico che si limiti a prescrivere al malato farmaci antinfiammatori senza preoccuparsi delle cause dell’infiammazione. Non si va alla radice dei problemi, non si analizzano i collegamenti tra le varie disfunzioni, si sorvola sulle cause più profonde del declino, si coinvolge poco l’opinione pubblica, portata a confrontarsi con un disastro al giorno e indotta a pensare che il governo possa ovviarvi senza che qualcuno paghi il conto.
di Nello Trocchia
Il Domani, 3 agosto 2023
Dietro una porta blindata c’è l’ufficio dei servizi sociali a Castel Volturno, 29 mila abitanti, altri 15 mila irregolari, e un solo assistente sociale assunto a tempo indeterminato, supportato da tre precari. A Castel Volturno, in provincia di Caserta, l’ufficio dei servizi sociali è protetto da una porta blindata, da anni. Dentro c’è una sola dipendente assunta a tempo indeterminato, altre tre persone sono state assunte con i fondi del piano operativo nazionale, i loro contratti si rinnovano di anno in anno e tra pochi mesi scadono.
di Laura Eudati
La Stampa, 3 agosto 2023
La tentazione di bocciare un bullo è fortissima. Specialmente quando il bullo è pericoloso e agisce ferocemente come è accaduto nella scuola media di Latina. La storia è andata diversamente: invece di far ripetere l’anno agli aguzzini, dirigente e professori hanno preferito scommettere sul proprio ruolo di educatori convocando vittima e bulli, famiglie ed esperti, tutti insieme per comprendere come sia potuto accadere che in una classe addirittura quindici studenti abbiano sfogato la propria aggressività contro una ragazzina, giorno dopo giorno, portandola all’isolamento e istigandola al suicidio. Fatti gravissimi, per i quali infatti è intervenuta la Procura per i minorenni.
di Mario Giro*
Il Domani, 3 agosto 2023
Un anziano che fugge da una Rsa in Trentino, quattro nigeriani in fuga su una nave che approda in Brasile. Abbiamo paura dei vecchi e dei migranti perché ci ricordano le nostre debolezze, come persone e come società. Ma queste due fughe sono il simbolo della vita che non cede.
di Clemente Pistilli
La Repubblica, 3 agosto 2023
A due anni e mezzo di distanza dall’uccisione dell’imprenditore non è ancora stata fatta giustizia. I familiari si sono opposti alla richiesta di archiviazione ed è stata fissata un’udienza.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 3 agosto 2023
Intervista alla Relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati che ha presentato il suo ultimo rapporto al Palazzo di Vetro. “L’occupazione militare israeliana ha trasformato l’intero territorio palestinese occupato in una prigione a cielo aperto, dove i palestinesi sono costantemente rinchiusi e sorvegliati”. È questa la denuncia contenuta nell’ultimo rapporto presentato alle Nazioni unite da Francesca Albanese, giurista e Relatrice speciale per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati. Dal 1967, riferisce Albanese, oltre 800.000 palestinesi, compresi bambini, sono stati arrestati e detenuti in base a regole autoritarie applicate dall’esercito israeliano. Alla Relatrice abbiamo rivolto qualche domanda.
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