di Marco Boccitto
Il Manifesto, 3 agosto 2023
La Cedeao tratta e allo stesso tempo pianifica l’intervento armato. A Niamey la giunta riapre le frontiere con i paesi vicini e invia una delegazione in Mali e Burkina per rafforzare il blocco regionale ribelle. Preceduta dall’esplicita minaccia di intervento armato nel caso in cui la giunta militare che ha preso il potere in Niger non ci ripensi, la Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale (Cedeao) è tornata ieri a Niamey con una delegazione guidata dall’ex presidente nigeriano Abdulsalami Abubakaruna. A tre soli giorni dalla scadenza dell’ultimatum lanciato dopo il colpo di mano che ha di fatto destituito il presidente Mohamed Bazoum, si tratta di saggiare le intenzioni dei militari.
di Riccardo Noury
Il Domani, 3 agosto 2023
Il 15 aprile sono iniziati gli scontri tra le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido, Amnesty International presenta un rapporto sui crimini compiuti dalle due parti. “Quella mattina ci siamo svegliati all’inferno. Si sentivano spari ed esplosioni ovunque”. La mattina era quella del 15 aprile, il primo giorno di guerra per il controllo del Sudan tra le Forze armate sudanesi, dirette dal capo del Consiglio supremo, generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Forze di supporto rapido, un gruppo paramilitare guidato dal generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemedti. Alle 8 di mattina a Omdurman, la città a nord della capitale Khartum, era il caos. Fawzi al-Mardi era in apprensione per sua figlia Ala’, una dottoressa di 26 anni, uscita all’alba per andare al lavoro in ospedale. Quando, ore dopo, è tornata a casa, si è tranquillizzato. Pochi minuti dopo, un proiettile è entrato dalla finestra del salotto colpendo al volto e ferendo gravemente la moglie e poi centrando al petto Ala’, che è morta all’istante. “La morte ci è entrata dentro casa. Un solo proiettile, in pochi secondi, ha distrutto la mia famiglia”.
Il Dubbio, 3 agosto 2023
L’imputato aveva contestato la normalizzazione dei rapporti tra Marocco e Israele. Il suo legale annuncia che presenterà ricorso contro la sentenza. Un tribunale di Casablanca ha condannato a cinque anni di carcere Said Boukioud, 48 anni, riconosciuto colpevole di aver criticato il re del Marocco Mohammed VI su Facebook.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 agosto 2023
In carcere, non esiste l’aria condizionata e le finestre sono spesso schermate, non consentendo un adeguato passaggio d’aria. In molti istituti, le docce non sono all’interno delle celle, e in alcuni manca persino l’acqua in diverse ore della giornata. Il sovraffollamento aggrava la situazione e per coloro che soffrono di patologie particolari, il danno è maggiore. Senza dimenticare che durante il periodo estivo cresce l’incidenza dei suicidi. Quest’anno, ricordiamo, siamo già arrivati a 39 detenuti che hanno perso la vita in questo modo, rischiando di superare il record di 84 casi registrati l’anno scorso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 agosto 2023
Proposta di legge di Riccardo Magi su impulso del Garante del Lazio Stefano Anastasìa. Nell’ambito di una proposta di riforma dell’ordinamento penitenziario, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha presentato un’interessante iniziativa: l’istituzione di case territoriali di reinserimento sociale per i condannati a pene brevi o brevissime. La proposta, originariamente concepita dal magistrato Alessandro Margara, autore della riforma penitenziaria e della legge Gozzini, è ora diventata una proposta di legge ad hoc, con il primo firmatario il deputato di Più Europa, Riccardo Magi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 agosto 2023
“La nomina del Garante dei detenuti rispetti i criteri di legge e garantisca la rappresentanza di genere”: è questo l’appello lanciato a Nordio da Devis Dori, capogruppo Avs in commissione Giustizia e Luana Zanella, presidente di Avs alla Camera.
di Massimo Cozza*
La Repubblica, 2 agosto 2023
Questo episodio di cronaca, dopo l’omicidio della psichiatra Barbara Capovani da parte di un suo ex paziente, e altri episodi di violenza all’interno delle carceri, pone all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del rapporto tra salute mentale e giustizia. La storia di Luca Delfino condannato a quasi 17 anni di carcere per l’omicidio dell’ex fidanzata Antonella Multari, e da qualche giorno entrato nella Residenza per le Misure di Sicurezza (Rems) di Genova Prà, sta destando interesse da parte dei mass media.
di Anna Catalano e Chiara Gargioli
Donna Moderna, 2 agosto 2023
Un’infanzia dietro le sbarre insieme alle madri detenute. La racconta una fotografa che lancia l’appello perché ai bambini venga restituito il diritto di essere liberi. “Per gli errori dei genitori non devono pagare i bambini”. È netta la posizione di nonna Marta, nome di fantasia, che vive con i nipoti mentre la figlia sta scontando la sua pena. “Gli Icam (Istituti di custodia attenuata per le detenute madri) non sono una casa. Mia nipote ha vissuto 3 anni con la mamma e mi aspettava guardando dalla finestra della sua stanza che aveva le sbarre, perché un Icam è un carcere, dove si è controllati e a volte anche perquisiti. Le sembra comparabile ai posti dove crescono i bambini che non hanno genitori detenuti?”.
Adnkronos, 2 agosto 2023
È in arrivo una norma finalizzata a chiarire cosa debba intendersi per “reati di criminalità organizzata”, evitando che gravi reati vadano impuniti per effetto da una recente interpretazione avanzata con una sentenza della Corte di Cassazione.
di Niccolò Carratelli e Francesco Olivo
La Stampa, 2 agosto 2023
La destra assente alle celebrazioni. Piantedosi per il Governo, presente anche Schlein. Infuria la polemica per la commissione di inchiesta proposta da Fratelli d’Italia. Una commemorazione tesa, fatta di aperture, ma anche di scontri frontali. Bologna oggi ricorda la sua ferita più grande, la strage alla stazione del 2 agosto 1980. Giorgia Meloni, che nel passato ha negato la matrice fascista riconosciuta dalle sentenze della magistratura, non sarà alla manifestazione, e questa non è una novità. A rappresentare il governo ci sarà il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, già prefetto del capoluogo emiliano, che però non parlerà dal palco, una prassi ormai consueta negli ultimi anni.
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