cronacacomune.it, 31 dicembre 2025
Tre azioni progettuali per sostenere la genitorialità in carcere, nell’ottica di promuovere azioni sempre più attente di reinserimento sociale delle persone detenute. Questo è il fulcro della convenzione che unisce l’Amministrazione comunale e la Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara, sottoscritta con l’intendimento di sostenere concretamente, attraverso 3 percorsi, i genitori sottoposti a misure detentive. “L’approvazione di questa convenzione è un tassello significativo - dichiara l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie Cristina Coletti - nel percorso di promozione del benessere della popolazione carceraria, tutelandone diritti e dignità.
tvprato.it, 31 dicembre 2025
Un piccolo gesto può raccontare grandi valori. È questo il senso dell’iniziativa promossa da Estra a favore della Casa circondariale di Prato, dedicata alla tutela della colonia felina presente all’interno della struttura e al miglioramento degli spazi verdi che la ospitano. Un intervento che nasce dall’incontro tra attenzione al contesto ambientale, senso di responsabilità e valorizzazione delle persone coinvolte. L’utility energetica ha donato alla struttura alimenti e attrezzature dedicate al benessere degli animali e al decoro delle aree comuni. I materiali, acquistati direttamente da Estra e consegnati all’istituto, comprendono cucce in legno, ciotole, alimenti e materiali per la realizzazione e il miglioramento dei ricoveri della colonia felina.
di Danilo Del Greco
laprovinciafrosinone.it, 31 dicembre 2025
Dentro il carcere di Frosinone esiste un tempo che va oltre quello della pena. È il tempo della possibilità, della fiducia e del cambiamento. È questo il cuore del fotolibro “Oltre i 90 minuti… Storie di allenamento, fiducia e riscatto dal Carcere di Frosinone”, presentato nei giorni scorsi presso la Casa Circondariale “Giuseppe Pagliei”. Il volume racconta il percorso del progetto “A campo libero”, promosso dalla Cooperativa Sociale Diaconia, in collaborazione con la Caritas Diocesana, e finanziato dalla Regione Lazio. La pubblicazione raccoglie gli scatti realizzati da Marco Campagna dell’amichevole di calcio giocata all’interno del carcere con i ragazzi della Casa dell’Amicizia, centro diurno per persone con disabilità di Ceccano, insieme alle lettere scritte dai detenuti. Un’esperienza educativa e riabilitativa che ha coinvolto giovani detenuti, molti alla prima detenzione, utilizzando il calcio come strumento di relazione, interiorizzazione delle regole, responsabilità e crescita personale.
di Giulia Melani
Il Manifesto, 31 dicembre 2025
“In carcere il tempo non passa: si deposita” scriveva Goliarda Sapienza. Fuori le lancette corrono, il calendario cambia, tutti parlano di ripartenze e buoni propositi; dentro, invece, i giorni si accumulano uno sull’altro, tutti uguali, senza interruzioni e senza futuro visibile. Il Capodanno dietro le sbarre è una finzione cronologica, priva di effetti concreti. Ogni giorno pesa, senza apertura, senza respiro. In chiusura del 2025, la Società della Ragione, in collaborazione con il Garante regionale toscano dei diritti dei detenuti, la Fondazione Michelucci e l’Archivio Margara e con il sostegno della Fondazione CR Firenze, ha realizzato e donato alle persone detenute Controcorrente, un calendario presentato il 17 dicembre nel Giardino degli Incontri di Sollicciano.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 31 dicembre 2025
Si chiude all’insegna di un inevitabile scontro tra Stati Uniti e Unione Europea sulle regole per le Big Tech. Vedremo se il conflitto amplificato dalla questione del visto per gli Usa negato all’ex commissario Thierry Breton sarà reale o se è solo un fuoco di paglia. Tant’è, però, che le pur limitate normative di Bruxelles sull’infosfera sono considerate insopportabili dai nuovi ideologemi di Donald Trump e della sua setta. Sotto l’egida del think tank conservatore Heritage Foundation, fu elaborato dopo la sconfitta del tycoon del 2020 il Project 2025 imperniato sulla autonoma e intoccabile sovranità d’oltre oceano. Per approfondire si legga il bel volume (The Project, 2025) del giornalista statunitense David A. Graham. Si capiscono meglio tante cose e di connettono i molteplici indizi. Ogni multilateralismo è bandito e l’assetto compiuto del sistema viene relegato ad una sgradevole utopia di un passato da cancellare.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 31 dicembre 2025
L’ultima sentenza della Corte sulla legge toscana costringe il Parlamento ad anticipare le Regioni. Dalle parti di Roma si resta cauti. E infatti quasi nessuno, dopo l’atteso verdetto della Consulta arrivato lunedì sera, si azzarda a cantare vittoria nel duello tra governo e Regioni sul fine vita. Non Palazzo Chigi, che aveva impugnato la legge della Toscana sul suicidio assistito. Né chi segue il dossier ormai fermo da un paio di mesi nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali al Senato. E il perché si capisce: la sentenza della Corte non sigilla una sconfitta, né promuove a pieni voti. Ma si traduce in un messaggio chiaro a tutti, e soprattutto a chi siede in Parlamento: il legislatore non ha più alibi per rimandare una norma nazionale che il Paese aspetta da anni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 dicembre 2025
La Consulta ha ritenuto non fondate le questioni sollevate dalla Corte di Appello di Lecce in otto diverse ordinanze in cui si indicavano alcune criticità. Il cosiddetto decreto Flussi, nella parte in cui ha privato le sezioni Immigrazione dei Tribunali civili della facoltà di decidere sulla convalida del trattenimento dello straniero richiedente la protezione internazionale, demandando tutto alle Corti d’appello, non è incostituzionale. Lo ha reso noto due giorni fa un comunicato della Consulta (Redattrice: Maria Rosaria San Giorgio) che ha ritenuto non fondate le questioni sollevate dalla Corte di Appello di Lecce in otto diverse ordinanze in cui sostanzialmente si indicavano quattro criticità: compressione del diritto alla difesa, mancanza del requisito della omogeneità, mancanza di specializzazione del giudicante su un tema così complesso, possibile violazione dell’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 31 dicembre 2025
La riflessione del pontefice: si “trasformano in armi persino pensieri e parole” e il clima di conflitto deborda nella società e impregna i rapporti. La figura mite e gentile di Leone XIV non deve spingere a sottovalutare il suo tenace contrasto del clima bellicoso odierno. Invece si passa oltre, distratti, come fosse una parte che deve recitare. Ma è una visione controcorrente. Giorni fa, il papa ha quasi denunciato un pensiero unico: “Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici”. Di fronte alla politica del “tutti contro tutti”, con istituzioni multilaterali deperite, la Chiesa parla come una grande “internazionale” (è illusorio o al più transitorio credere di piegarla agli interessi nazionali): disarmata, ma conscia di un’autorità. Il suo messaggio matura nell’ascolto dell’umanità, attraverso una miriade di comunità ovunque diffuse. È la sua originalità. Chateaubriand, nell’Ottocento, parlava di “genio del cattolicesimo”.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 31 dicembre 2025
Da Ursula von der Leyen a Donald Trump, da Rearm Europe ai tagli di UsAid: i piani e i soldi, soprattutto in Occidente, si sono spostati dal “soft power” all’“hard power”. Un crinale su cui ci eravamo già indirizzati, ma che adesso appare sempre più pericoloso. “Questo è il tempo di costruire la pace attraverso la forza”. A marzo, Ursula von der Leyen ha sintetizzato così la nuova direttrice strategica dell’Europa. Una scelta obbligata - è il leitmotiv dominante - a causa delle ombre che aleggiano sul Continente. In realtà, si tratta di un’opzione politica. Costruita, come tutte le opzioni, su una serie di decisioni intermedie volte a spostare risorse dal soft power - diplomazia, cooperazione internazionale, aiuti allo sviluppo - all’hard power, cioè la guerra, minacciata o agita, fino a rendere quest’ultima l’unico strumento di risoluzione delle controversie globali. Non lo è, in realtà, come la storia, anche recente, insegna. Lo diventa, però, quando la politica se ne convince o vuole farlo, e riesce a persuadere, al contempo, l’opinione pubblica. Per questo, i sociologi statunitensi William Strauss e Neil Howe hanno calcolato in 85 anni la cadenza tra le grandi conflagrazioni belliche. Il tempo dell’oblio dell’orrore: quanto, cioè, una generazione impiega per rimuovere l’esperienza e il trauma dalla memoria collettiva.
di Antonio Sanfrancesco
Famiglia Cristiana, 31 dicembre 2025
Dal 15 novembre 2024 il cooperante italiano è detenuto in Venezuela senza accuse né processo. Nell’attesa sospesa di una famiglia, questa donna chiede verità, responsabilità e attenzione pubblica, ricordando alle istituzioni e al Paese che dietro un caso diplomatico c’è una vita umana che attende giustizia. E che riguarda tutti noi. La telefonata è arrivata pochi giorni prima di Natale. Una di quelle chiamate che non risolvono, ma riconoscono. Dall’altra parte della linea c’era il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ha chiamato Armanda Colusso per dirle che lo Stato non ha dimenticato suo figlio, Alberto Trentini. Un gesto sobrio, nel suo stile, ma capace di incidere profondamente nella vita di una madre che da tredici mesi vive sospesa nell’angoscia dell’attesa.
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