Difetti e rinvii, il processo penale telematico resta sulla carta. Ma le scadenze del Pnrr incombono
di Mila Fiordalisi
Il Domani, 31 dicembre 2025
Ennesima grana per il ministero della Giustizia che però si sfila dalle responsabilità: “Saliti su un treno già in corsa, lanciato ad alta velocità, senza la possibilità di arrestarne la marcia” a causa delle scadenze Pnrr. E nel 2026 si rischia l’ennesima impasse dopo due anni di criticità: per il Consiglio superiore della magistratura i tempi non sono ancora maturi: “Applicativi in stato ancora embrionale”. Fine anno col botto per la saga infinita del processo penale telematico. Sono passati due anni da quando è stato lanciato l’applicativo “App” che avrebbe dovuto innescare la “rivoluzione digitale”: l’obbligatorietà dell’utilizzo del sistema fu introdotta con la riforma Cartabia nel 2022 per scattare ufficialmente (ma solo in teoria) nel 2024 - con tanto di rigide tappe per passare dalla fase sperimentale all’adozione a regime. Tappe peraltro collegate alle milestone del Pnrr.
di Daniela Peira
lanuovaprovincia.it, 31 dicembre 2025
Emerge qualche dettaglio in più sulla tragica fine di Christian Guercio, il detenuto che ieri sera ha deciso di porre fine alla sua vita in una delle celle della piccola sezione “circondariale” alla Casa di Reclusione di Asti. L’uomo, 38 anni, elettricista esperto e una passione sfrenata per la musica, combatte da anni contro la dipendenza da droga. In passato aveva già avuto qualche guaio con la giustizia proprio in riferimento agli stupefacenti ai quali era fortemente legato. Poi un periodo di relativa tranquillità con il recupero di una vita normale e, negli ultimi tempi, una nuova ricaduta nella dipendenza.
di Daniela Peira
lanuovaprovincia.it, 31 dicembre 2025
Domenico Massano in un intervento spiega che si tratta dell’80 suicidio di un detenuto dall’inizio dell’anno. Nominato Garante dei Detenuti del carcere di Asti da qualche mese, Domenico Massano si è trovato di fronte alla peggiore delle situazioni che possa riguardare un recluso. Il suo suicidio. Questo il suo intervento frutto di un ragionamento che, dalla posizione ricoperta, tiene conto di fatti e circostanze verificate. “Sono da poco uscito dalla Casa di reclusione di Asti dove ho trascorso la mattinata dopo aver appreso con profonda costernazione la tragica notizia del suicidio di una persona detenuta, arrestata da pochi giorni, ed esprimo la mia vicinanza ai suoi famigliari. È un dramma che colpisce profondamente e che testimonia il senso di solitudine e l’affievolirsi di ogni speranza per chi viene recluso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 dicembre 2025
Tre ore chiusi a chiave nella sala d’attesa, senza poter uscire né avvisare nessuno. Mentre ai detenuti sarebbe stato detto che i familiari se n’erano andati. Affettività dimezzata, presunta aggressione nei confronti di un familiare in attesa di colloquio e perquisizioni con le scarpe sopra le lenzuola dei detenuti. Il clima all’interno del carcere milanese di Opera si sarebbe fatto pesante, quasi irrespirabile. Sarebbe accaduto il 19 dicembre scorso nel carcere di Opera: dopo che un detenuto era evaso il 7 dicembre, la situazione sarebbe precipitata. Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia dopo aver ricevuto una segnalazione dall’Associazione Yairaiha, che raccoglie le testimonianze dei familiari delle persone detenute.
bolognatoday.it, 31 dicembre 2025
Tensione nella tarda serata di oggi alla casa circondariale di via del Gomito: coinvolti i reparti 2A e 2B, sul posto penitenziaria, polizia, Digos e vigili del fuoco. Un gruppo di circa cinquanta detenuti, appartenenti principalmente ai reparti 2A e 2B del padiglione giudiziario, ha scatenato una rivolta all’interno del carcere della Dozza di Bologna poco prima delle 21. I detenuti si sono rifiutati di rientrare nelle celle e hanno dato fuoco ai materassi, causando il rapido intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori. La situazione è degenerata quando uno di loro si è visto negare dal medico in servizio il trasferimento ospedaliero. Le fiamme e il fumo hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e dell’ambulanza.
di Maria Gomiero
Avvenire, 31 dicembre 2025
Siamo stati all’interno dell’unità di trattamento intensificato del carcere lombardo, dedicato a chi ha aderito volontariamente a un percorso trattamentale. Così gli esperti ascoltano il dolore provocato dagli uomini e chiedono loro di elaborare i traumi causati. C’è un uomo di circa sessant’anni che piange su una sedia. Tra i singhiozzi dice di essere “doloroso”, e intende che sta soffrendo. Una quarantina di uomini intorno a lui lo ascoltano in silenzio. Le sedie sono disposte lungo il perimetro della stanza, quadrata, e tutti si possono guardare negli occhi. Per entrare in questa stanza bisogna salire al secondo piano del settimo reparto della casa di reclusione di Bollate dove si trova l’Unità di trattamento intensificato (UTI) per gli autori di reati sessuali.
di Rossana Certini
Il Gazzettino, 31 dicembre 2025
Zaia: “Grazie ai progetti di rieducazione e alla collaborazione con le cooperative, la recidiva scende al 2%. Questo significa che il 98% dei partecipanti a questi progetti non commette più reati”. Per una delle sue prime uscite da presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia sceglie la casa di reclusione Due Palazzi di Padova. Arriva puntuale alle 11 e saluta i giornalisti all’ingresso, ormai con la familiarità di chi conosce tutti per nome, scambiando battute con ciascuno. Accompagnato dalla direttrice Maria Gabriella Lusi, varca il cancello dell’istituto penitenziario, trascorrendo qualche minuto a colloquio con la direttrice, per poi incontrare, in una grande sala riunioni, le realtà del terzo settore attive nella struttura, una rappresentanza dell’amministrazione penitenziaria e le persone detenute che lo hanno accolto.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 31 dicembre 2025
Padova, parte del Cup è gestito dalla coop del carcere. E lui si improvvisa operatore del centro prenotazioni sanitario. “Tranquilla signora, gliela sposto io la visita medica”. La voce è inconfondibile, eppure difficilmente Paola - nome di fantasia - l’avrà riconosciuta, anche perché tutto ci si può aspettare tranne che trovare all’altro capo del telefono del Cup l’ex governatore del Veneto e attuale presidente del Consiglio Regionale: Luca Zaia. In carcere, oltretutto: forse in pochi, infatti, sanno che buona parte delle prenotazioni agli esami specialistici che vengono poi effettuati negli ospedali del Padovano vengono gestite dal call center attivato dalla cooperativa Giotto all’interno del carcere Due Palazzi nella città del Santo.
La Repubblica, 31 dicembre 2025
Pino Apprendi: “Serve una politica seria. Agenti sotto organico. Per le malattie più gravi le persone non ricevono cure in tempi dovuti”. “Anche Palermo, come il resto del Paese, soffre il disagio vissuto in carcere da chi sconta una pena, a volte per decenni. Sono 1.979, a fronte di una capienza di 1.725 posti, i detenuti nelle tre strutture palermitane: Pagliarelli, Ucciardone e Malaspina (la struttura per minori, ndr)”. A dirlo è Pino Apprendi, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Palermo, sottolineando come si tratti di “strutture vecchie e inadeguate, dove si soffoca per il caldo in estate e si gela d’inverno, come nel caso dell’Ucciardone, dove andrebbe chiusa la nona sezione che non ha mai avuto interventi di manutenzione, ma anche di una struttura relativamente nuova, Pagliarelli, con problemi dell’impianto idrico nati con la stessa costruzione, mancanza di acqua potabile e assenza di riscaldamento”.
di Nicola Cendron
trevisotoday.it, 31 dicembre 2025
L’8 gennaio il taglio del nastro della nuova struttura nel capoluogo polesano, in via Verdi, con il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Mistero sorte dell’istituto di via Santa Bona. La parlamentare Rachele Scarpa (Pd): “Apertura in ritardo dopo anni di denunce”. Il nuovo istituto penitenziario minorile di Rovigo, dopo anni di gestazione, è pronto ad aprire i battenti. L’inaugurazione della nuova struttura di via Verdi, nel capoluogo polesano, è fissata per l’8 gennaio prossimo. A tagliare il nastro sarà il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Il nuovo carcere dovrebbe andare ad ospitare anche i giovani detenuti che si trovano attualmente nel minorile di Treviso, in via Santa Bona nuova, struttura vetusta e più volte teatro di rivolte (nel 2022, con una prima chiusura dell’edificio per svolgere i lavori del caso, e nel 2024) ma anche di episodi di violenza e tragedie.
- Ferrara. Comune e Casa circondariale unite per sostenere la genitorialità in carcere
- Prato. Estra al fianco del carcere per la cura della colonia felina e degli spazi verdi
- Frosinone. “Oltre i 90 minuti”: nel carcere il calcio diventa racconto di riscatto e comunità
- Carcere, un calendario controcorrente
- 2025 e media. Un anno vissuto pericolosamente











