di Roberto Lodigiani
La Stampa, 2 gennaio 2026
Nei giorni scorsi la visita della delegazione di Radicali e Giovani democratici: la sezione ordinaria accoglie 93 detenuti, altri 68 in quella del regime duro 41 bis. Esclusi i 68 detenuti in regime di “41 bis”, il carcere duro, i 93 ospiti della sezione ordinaria della casa circondariale di via Sforzesca il 29 dicembre hanno avuto modo di incontrare la delegazione di Europa radicale, associazione radicale Adelaide Aglietta, Giovani Democratici.
cagliaripad.it, 2 gennaio 2026
La Camera Penale di Cagliari e Nessuno tocchi Caino denunciano gravi criticità durante l’incontro con i detenuti nel periodo delle festività. Una visita per portare un segno concreto di vicinanza alle persone detenute, ma anche per accendere i riflettori su una situazione sempre più critica. Una delegazione della Camera Penale di Cagliari, insieme all’associazione Nessuno tocchi Caino, ha fatto ingresso nella Casa circondariale di Uta nei giorni delle festività, incontrando detenuti e operatori in un momento definito “particolarmente difficile” per l’istituto.
newsrimini.it, 2 gennaio 2026
Nella Casa Circondariale di Rimini il sovraffollamento resta un problema grave e in rapido peggioramento. L’istituto è idoneo a ospitare 118 persone, ma il Ministero si riserva di applicare la sentenza pilota Torregiani della Corte di Giustizia Europea che indica 3 i metri quadri a detenuto per non considerare la detenzione “trattamento inumano e degradante”, e questo porta per Rimini una capienza massima tollerabile di 165 persone. Il 31 dicembre erano 169. Come da tradizione, l’ultimo giorno dell’anno una delegazione dei Radicali ha fatto una visita in carcere. Erano presenti Ivan Innocenti, Fausto Battistel e Giovanni Benini. “Già nell’Istituto il Magistrato riconosce da anni ai detenuti ristretti nella prima sezione i Trattamenti Inumani e Degradanti per lo stato dei luoghi di detenzione. Però ormai è l’intero Istituto luogo di Trattamenti Inumani e Degradanti” sottolineano i tre che hanno visitato tutte le 6 sezioni e l’infermeria.
Corriere di Verona, 2 gennaio 2026
Ha il plauso anche della Camera Penale Veronese l’iniziativa del tribunale civile che ha avviato un protocollo per l’inserimento lavorativo di detenuti al palazzo di giustizia. Iniziativa che, dicono i penalisti è “un forte segnale di apertura alla popolazione carceraria e rispetto della dignità umana. Allo stesso tempo dimostra che le misure alternative alla detenzione ed i benefici previsti dall’ordinamento penitenziario sono finalizzati a garantire l’effettivo recupero del reo”, ricordando i dati che dimostrano come il rischio che un detenuto con un’occupazione torni a delinquere sia pari al 2%.
veronasera.it, 2 gennaio 2026
Avrà sede in piazza Madonna di Campagna il polo che riunisce servizi e realtà impegnate nel reinserimento sociale e nella tutela dei diritti. A Verona prende forma la Cittadella della giustizia, un nuovo polo dedicato alla giustizia riparativa che si inserisce nel quadro delle riforme introdotte dalla cosiddetta legge Cartabia. La giunta comunale ha deliberato l’istituzione del Centro per la giustizia riparativa nella seduta di martedì 30 dicembre, su proposta dell’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi, segnando un passaggio considerato di rilevante valore civile e sociale.
di Elena Mancini
salto.bz, 2 gennaio 2026
Passa in Parlamento la riformulazione della legge di bilancio che consente di avviare il progetto della nuova casa circondariale di Bolzano. Ora sarà il Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria a decidere i prossimi passaggi. La legge sul nuovo carcere di Bolzano passa in Parlamento. Con l’approvazione da parte delle Camere della legge di bilancio del 2026 è passata anche la riformulazione che prevede come “il commissario straordinario compie, altresì, d’intesa con la Provincia autonoma di Bolzano e nel limite delle risorse previste dal Programma anche attraverso la modifica degli interventi dello stesso, gli atti necessari per la realizzazione della nuova casa circondariale di Bolzano, in ragione delle rinnovate esigenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. Si tratta, spiega il senatore della SVP Meinhard Durnwalder, della base giuridica grazie alla quale si potrà realizzare la nuova casa circondariale di Bolzano, in sostituzione all’attuale edificio di via Dante.
Il Resto del Carlino, 2 gennaio 2026
Tre interventi per accompagnare i padri reclusi nel loro ruolo educativo in ottica reinserimento. L’assessore Coletti: “Favorire le relazioni familiari offrendo spazi di incontro adeguati”. Tre azioni progettuali per sostenere la genitorialità in carcere, nell’ottica di promuovere azioni sempre più attente di reinserimento sociale delle persone detenute. Questo è il fulcro della convenzione che unisce l’amministrazione comunale e la casa circondariale, sottoscritta con l’intendimento di sostenere concretamente, attraverso tre percorsi, i genitori sottoposti a misure detentive.
di don Marcelo Lopresti*
risveglioduemila.it, 2 gennaio 2026
Una lettera per ringraziare il direttore, l’amministrazione, i volontari e la polizia penitenziaria del lavoro che mette al centro il “bene del prossimo”. La speranza è possibile, anche in carcere. Lo ha “detto”, implicitamente ed esplicitamente, Papa Francesco quest’anno aprendo una Porta santa a Rebibbia. Ma è anche l’esperienza concreta di don Marcelo Lopresti, da qualche mese cappellano a Port’Aurea Con questa lettere a Risveglio ha voluto fare un bilancio di quanto vissuto e ringraziare il direttore, l’amministrazione, la Polizia penitenziaria, volontari per il loro lavoro che mette al centro “il bene del prossimo”. La pubblichiamo integralmente.
di Stefano Maria Capilupi
Il Riformista, 2 gennaio 2026
Da Beccaria a Dostoevskij, la letteratura ha sempre affrontato i sistemi punitivi ricordando il compito della giustizia: rieducare i detenuti, non vendicarsi su di loro. “Una delle guardie che gli stava vicino dette uno schiaffo a Gesù ... lui gli rispose: “...perché mi percuoti?” (Gv 18, 22-23). Il Cristianesimo, - uno dei fondamenti dell’umanesimo europeo, - è l’unica grande religione in cui il fondatore è un laico che finisce arrestato, attraversa l’umiliazione della custodia, conosce tortura e violenza legale, e muore come condannato. La Croce è anche il riscatto di un’ingiustizia storica.
di Federica Parbuoni
secoloditalia.it , 2 gennaio 2026
Si intitola “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane” il libro che Gianni Alemanno ha scritto con Fabio Falbo, lo “scrivano di Rebibbia”, con il quale sta dando voce al disagio e in molti casi alla sofferenza dei detenuti italiani, a partire dall’esperienza diretta di quelli dell’istituto di pena romano. È passato un anno esatto da quando l’ex sindaco di Roma è stato arrestato per non aver rispettato le condizioni dell’affidamento in prova cui era stato posto dopo una condanna a un anno e dieci mesi per il reato di traffico di influenze illecite, unico capo di imputazione rimasto nei suoi confronti nell’ambito di quell’inchiesta monstre e fortemente mediatica che è stata “Mafia Capitale”.
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