laprovinciacr.it, 3 gennaio 2026
Una delegazione di amministratori cremaschi ha visitato Ca’ del Ferro. A destare apprensione sono il sovraffollamento, le carenze di personale e la tipologia dei reati. Una delegazione di amministratori locali cremaschi è stata in visita nei giorni scorsi alla casa circondariale di Cremona: Edoardo Vola, vicesindaco di Casaletto Vaprio e consigliere provinciale, Damiano Cattaneo, sindaco di Capralba e membro nel Comitato Ristretto dell’assemblea dei sindaci, Alessio Maganuco, presidente di Arci Porto sicuro, Elena Crotti della segreteria provinciale del Pd e Matteo Cigognini, segretario provinciale dei Giovani democratici. “Abbiamo potuto constatare la persistenza di una situazione di forte criticità legata al sovraffollamento dell’istituto: infatti a fronte di una capienza regolamentare di 380 posti, la popolazione detenuta attualmente sfiora le 600 unità. Di queste, circa il 40% sono italiani ed il restante di nazionalità straniera”.
di Luigia Aristodemo
dire.it, 3 gennaio 2026
Andrà in onda oggi alle ore 12.00, sul canale 122, la nuova e intensa puntata del documentario “Dietro le sbarre - Oltre la coscienza”, girata all’interno della realtà carceraria di Bologna. Un racconto profondo che va oltre le mura e le sbarre, per restituire allo spettatore uno sguardo autentico sull’universo penitenziario, fatto di responsabilità, percorsi di recupero e riflessione interiore. La puntata si distingue per il suo taglio umano e consapevole, capace di mettere al centro la persona, prima ancora del detenuto, interrogandosi sul significato della pena, sulla funzione rieducativa del carcere e sul valore della coscienza come primo passo verso il cambiamento.
tempostretto.it, 3 gennaio 2026
Iniziativa dei volontari di Crivop Italia Odv: “Un’ora di arcobaleno” per i figli dei detenuti. “Un momento di gioia e vicinanza dedicato ai più piccoli”. Sabato 3 gennaio, a partire dalle ore 9.00, presso la sede operativa della Crivop in via Consolare Valeria n. 19 a Messina (di fronte alla Casa circondariale), si terrà l’evento promosso dall’organizzazione di volontariato penitenziario. E che nasce con l’obiettivo di offrire ai bambini e ai ragazzi “un momento di serenità, gioco e spensieratezza, attraverso attività ludiche e di animazione, in un contesto accogliente e inclusivo”.
di Erika Fossati
diocesisulmona-valva.it, 3 gennaio 2026
Il 14 dicembre 2025, la Casa di Reclusione di Sulmona ha vissuto un evento straordinario per il Giubileo dei detenuti: un’esperienza di arte, musica e preghiera che ha toccato il cuore di chi era presente, portando lacrime, commozione e una rinnovata speranza. L’iniziativa “Segni di speranza per i detenuti” ha visto collaborare il gruppo degli Artisti per Dio #concreandopergeù, l’Associazione Holy Dance di Suor Anna Nobili, il gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo di Sulmona, insieme alla diocesi di Sulmona-Valva, il cappellano e la direzione del carcere, in un’atmosfera dove la presenza dello Spirito Santo sembrava tangibile.
di Stefano Crippa
Il Manifesto, 3 gennaio 2026
Dal 9 gennaio su Sky e Now il prequel della serie ispirata all’opera di Roberto Saviano. Sei episodi, quattro diretti da Marco D’Amore. Le regole del marketing: un brand di successo non si abbandona mai, anche se il finale - per una volta - sembra inappellabile. Non sfugge alla regola aurea anche la fiction ispirata all’opera di Roberto Saviano che torna - sotto forma di prequel - dal 9 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming su Now, per raccontare - giustappunto - la (mala) educazione dei protagonisti della serie madre durante la loro adolescenza. Così i sei episodi previsti dalla produzione (ma in cantiere l’idea è quella di farne tre stagioni, la seconda già in fase di scrittura), per Gomorra - le origini fotografano in un lungo flashback quella che è la storia dei protagonisti. Fulcro della vicenda è ovviamente il giovanissimo Pietro Savastano (Luca Lubrano), sullo sfondo di una Napoli periferica e misera dove spiccano i palazzoni della neonata Scampia.
di Valerio Cappelli
Corriere della Sera, 3 gennaio 2026
“Ci ispiriamo a Sorrentino e Leone”. Dal 9 gennaio, diretto da Marco D’Amore, il prequel della saga italiana più venduta al mondo: 190 paesi. Parlano le ragazze della nuova serie, Tullia Venezia e Fabiola Balestrieri. Fine Anni 70. A Napoli comanda il contrabbando, la droga verrà poi. Siamo all’alba della saga. Le nuove ragazze di Gomorra si chiamano Tullia Venezia e Fabiola Balestriere. La prima ha 19 anni e interpreta Donna Imma, la futura moglie del boss Savastano. L’altra sarà la camorrista Scianel, unica donna di un mondo dominato da maschi, e qui di anni ne ha 22. Da adulte diventeranno spietate. Ma le vediamo giovanissime, anche se Scianel è già madre, vittima della gelosia del marito, molto più grande di lei.
di Pier Giorgio Gawronski
Il Fatto Quotidiano, 3 gennaio 2026
Di fronte a “Norimberga” si prova una sensazione rara nel cinema contemporaneo: non tanto l’emozione, quanto il pensiero. È un film che fa un servizio pubblico - soprattutto alle nuove generazioni - ricordando come nasce il diritto internazionale moderno: non come esercizio di retorica, ma come tentativo disperato di impedire che la forza si travesta da ragione. Il processo ai gerarchi nazisti non fu un rituale di vendetta; fu, piuttosto, un esperimento morale. E come tutti gli esperimenti morali seri, mise in luce una crepa profonda che oggi ritroviamo intatta. La crepa emerge in una delle scene più disturbanti del film, quando Hermann Göring discute con un interlocutore americano. Göring non nega i crimini. Non li giustifica. Fa qualcosa di più sottile: accusa gli Alleati di ipocrisia. Voi giudicate noi - dice in sostanza - ma avete schiacciato un bottone a Hiroshima; avete bombardato città; avete ucciso civili. Con quale diritto vi ponete su un piano morale superiore?
di Diana Ligorio
Il Domani, 3 gennaio 2026
Quando Wissal Houbabi arriva in Italia dal Marocco, ha tre anni e un nome che in un piccolo paese umbro nessuno sa pronunciare. Selci, 1997: un luogo dove la vita si ripete immobile. “Eravamo tra i pochi immigrati del paese”, ricorda. La sua infanzia si sposta lungo confini, più o meno sottili, più o meno evidenti, tra un “noi” e un “loro”. Lei, senza ancora saperlo, sta imparando a vivere negli interstizi. Figlia di un ambulante e di una casalinga, cresce in una casa in cui lo sfratto è una minaccia ricorrente, il riscaldamento resta spento e la spesa del sabato è un traguardo. “I miei genitori mi hanno insegnato l’umiltà e la determinazione”. L’epifania avviene a undici anni. Un pomeriggio, davanti al televisore, succede una cosa piccola che cambia tutto. Ghetto Gospel del rapper Tupac Shakur irrompe sullo schermo, nella stanza, nella testa di Wissal. Quelle parole le risuonano: differenze, fratellanza, odio, comunità, vivere tra i bianchi.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 3 gennaio 2026
Un disegno di legge anti criminalità giovanile con sanzioni anche per i genitori. Il Governo sta per varare un piano sulla sicurezza nelle città. E visto che le forze di opposizione attaccano da mesi su un tema molto avvertito dall’opinione pubblica, la premier ha deciso di rilanciare: brucerà i tempi e chiederà agli avversari di confrontarsi in Parlamento. Fin dall’inizio l’offensiva del campo largo è stata valutata da Palazzo Chigi come un’anticipazione della campagna elettorale 2027. Il primo a muoversi era stato Conte e a ruota si era esposto il Pd con i suoi sindaci. Perciò Meloni ha rotto gli indugi su un progetto che al Viminale è in incubazione da settembre: “Visto che la sinistra ha scoperto la sicurezza, vediamo se sono solo slogan”.
di Frank Cimini
L’Unità, 3 gennaio 2026
Si erano scontrati davanti al liceo Einstein di Torino con i giovani di Fratelli d’Italia impegnati in un volantinaggio. Nella città del violento sgombero ai danni dell’Askatasuna la macchina repressiva riesce a prendersela addirittura con i ragazzini mandandone agli arresti domiciliari sei tra i 16 e i 17 anni per resistenza aggravata a lesioni a pubblico ufficiale. Si erano scontrati davanti al liceo Einstein di Torino con i giovani di Fratelli d’Italia impegnati in un volantinaggio. Scrive il Gip che ha firmato il provvedimento con una motivazione emergenziale più da anni 70 che da terzo millennio: “Gli indagati pur dichiarando di condannare forme di oppressione, autoritarismo e prevaricazione finiscono per adottare esattamente gli stessi metodi coercitivi giustificandoli attraverso una presunta superiorità morale degli obiettivi perseguiti.











