di Camilla Sorregotti
Gazzetta di Mantova, 21 maggio 2026
L’appello lanciato dalla diocesi per la quaresima: biancheria e saponi raccolti da Caritas e quasi 8mila euro dalle parrocchie. Quasi ottomila euro e oltre 800 chili di beni di prima necessità. È stata un successo la raccolta fondi organizzata dalla Diocesi durante il periodo quaresimale a sostegno delle persone detenute e dei progetti di reinserimento. La raccolta delle offerte è avvenuta nelle parrocchie e nelle unità pastorali o attraverso donazioni di privati. I beni di prima necessità invece - biancheria intima, dentifrici, sapone e shampoo - sono stati raccolti in dieci centri Caritas dislocati su tutto il territorio diocesano. Nello specifico, ad Asola, Castiglione delle Stiviere, Mantova, San Giorgio Bigarello, Suzzara, Quistello, Moglia e Poggio Rusco. In aggiunta, alcune parrocchie si sono fatte tramite della raccolta sul territorio, cercando di far conoscere il più possibile l’iniziativa.
di Caterina Iannaci
Corriere di Siena, 21 maggio 2026
“Un bar di paese” è l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro. “Un bar di paese”, l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro, ha vinto il Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026 e può quindi essere rappresentato al Teatro Parioli-Costanzo alla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Si tratta della seconda edizione di un premio rivolto alle compagnie teatrali che operano nelle carceri italiane. Presente anche il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena- Colle di Val d’Elsa-Montalcino.
di Riccardo Magi
L’Unità, 21 maggio 2026
Dobbiamo fare attenzione a non rendere Marco Pannella una icona rassicurante perché era tutto tranne che rassicurante, ci sbatteva in faccia le cose che gli altri rimuovevano e voleva che ci si attivasse per fare qualcosa. Il tema del carcere e il tema delle carceri italiane è l’enorme tema rimosso dalla politica e dalle istituzioni italiane, perché riguarda l’illegalità costituzionale dello Stato, non è solo un tema umanitario, come abbiamo appreso dall’attività e dall’impegno di Marco. È arrivato il momento di una nuova convocazione straordinaria del parlamento su questo: penso che sia inaccettabile che questa legislatura si concluda con i numeri del sovraffollamento che schizzano in alto, con le condizioni disumane che sono in continuo peggioramento, come dimostrano anche i numeri diffusi ieri da Antigone, e con la rimozione totale che viene fatta dai vertici istituzionali di questo problema.
di Luca Angelini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026
Negare che l’immigrazione possa creare problemi sarebbe ingenuo. Numeri e analisi, però, sembrano suggerire che sarebbe molto meglio sfidarsi su come gestirla, anziché su come impedirla. “La frana demografica che sta caratterizzando la nostra epoca sta guadagnando velocità e terreno - ha scritto qualche giorno fa, sul Financial Times, John Burn-Murdoch, in una ricca analisi dei trend mondiali -. In oltre due terzi dei 195 Paesi del mondo, il numero medio di figli per donna è sceso al di sotto del “tasso di sostituzione” di 2,1, necessario per mantenere stabile la popolazione senza immigrazione. In 66 Paesi, la media è ora più vicina a uno che a due. In alcuni, il numero più comune di figli per donna è zero (...).
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026
Dignità dei prigionieri e propaganda: la flotilla e il caso Ben-Gvir. Israele e la linea rossa della democrazia. Il prigioniero è sacro. O, almeno, dovrebbe esserlo. Così come la sua dignità. Interi scaffali di convenzioni e dichiarazioni universali stanno lì a tracciare una linea rossa tra “noi” e “loro”. Dove “noi” siamo le democrazie liberali, gli stati di diritto, quell’insieme di entità e comunità che nei secoli hanno metabolizzato e tradotto in norme il razionalismo illuminista, la reazione etica ai totalitarismi, Beccaria, Kant e Montesquieu, Hannah Arendt, Emmanuel Lévinas e tanto altro ancora. E “loro” sono le segrete dei regimi, l’oscurantismo medievale di ritorno, i campi di rieducazione delle tirannidi, i boia di Teheran e i tunnel di Hamas.
di Anna Foa
La Stampa, 21 maggio 2026
Il video che ritrae Ben-Gvir tra gli attivisti della Flotilla è una bomba gettata in un contesto incandescente. Il ministro israeliano Ben-Gvir ha visitato nel porto israeliano di Ashdod gli attivisti della Flotilla rapiti dall’IDF in acque internazionali, legati e costretti a stare inginocchiati col volto a terra in una posizione quanto mai umiliante. Il ministro, non nuovo a simili azioni nei confronti di detenuti ammanettati, li ha violentemente irrisi. Lo vediamo in un video che non è un falso creato dall’Ai, ma un video autentico, divulgato sul sito ufficiale di Otzmà Yehudit, il partito di Ben-Gvir. Una donna che ha cercato di resistere all’ordine di inginocchiarsi e che ha gridato «Palestina libera» è stata buttata a terra con violenza dai soldati, mentre Ben-Gvir commentava: "Ben fatto, Tovà".
Benda sugli occhi e mani legate dietro la schiena, Ben-Gvir ha umiliato gli attivisti della Flotilla
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 21 maggio 2026
“Non eroi ma terroristi, guardate come sono ridotti”. Il video choc: gli arrestati messi in ginocchio, un uomo trascinato da due agenti. E il ministro di Netanyahu incita i soldati: “Ottimo lavoro”. Le immagini si aprono con una donna in piedi, indossa una maglietta verde, ha una benda nera sugli occhi e le mani legate dietro la schiena. È Cat, un’attivista irlandese della Global Sumud Flotilla. Intorno a lei ci sono agenti della sicurezza israeliana con il volto coperto. A un certo punto la giovane comincia a gridare: “Free, free Palestine”. Fa appena in tempo a ripeterlo due volte che i soldati le si lanciano addosso. “Buona, buona”, le dicono mentre la spingono verso il basso e la costringono a inginocchiarsi. In sottofondo si sente una voce che elogia gli agenti: “Ottimo lavoro”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 21 maggio 2026
Entro 60 giorni i giudici decideranno se la Corte ha giurisdizione sul caso che coinvolge il sodale del torturatore Almasri. Caso che sta scoperchiando il sistema di violenze e i crimini commessi dal 2014 al 2020 a danno di migranti, oppositori e attivisti nel carcere che sorge vicino la pista dell’aeroporto di Tripoli. È iniziato il secondo giorno di udienza preliminare alla Corte penale internazionale nei confronti di Khaled al Hishri, membro delle milizie Rada che insieme a Osama Almasri e altri ufficiali gestiva il centro di detenzione per migranti di Mitiga. Al Hishri è accusato di 17 capi di imputazione diversi tra cui crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi in Libia dal 2015 al 2020. Era stato arrestato dalle autorità tedesche nel luglio del 2025 e poi è stato estradato lo scorso dicembre. Ora la Corte dovrà decidere se andare a processo o meno e la decisione avverrà nel prossimo mese di luglio.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 21 maggio 2026
“Le norme e le istituzioni create per il rispetto dei nostri diritti vengono svuotate. Per Trump, Netanyahu, Putin e i loro emuli il diritto internazionale non vale, sono leader predatori. Intanto l’Ue continua a mostrarsi forte con i deboli, inasprendo sempre più le sue contro le persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate, e debole coi forti”. Intervista a Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia, saggista, una vita dedicata alla battaglia per il rispetto dei diritti umani in Italia e nel mondo.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 20 maggio 2026
Secondo il rapporto annuale di Antigone, le prigioni italiane versano in condizioni disumane: 8 mila detenuti in più in 4 anni. Celle allagate o sporche. Corridoi con rifiuti e cibo per terra. Celle lisce, che nel gergo penitenziario significa spazi oscuri dove accadono cose brutte. Agenti infiltrati nelle prigioni, gestione parallela della sicurezza affidata alla Polizia penitenziaria, svilimento del ruolo di direttori ed educatori, chiusura del carcere alla società civile, migliaia di detenuti murati nelle celle, decine di detenuti morti per cause restano perennemente da accertare, abuso dello strumento disciplinare e dell’isolamento in tutte le sue forme, celle sovraffollate oltre il limite della sopportazione. E ancora. Raddoppio in un anno del numero dei bimbi in carcere con le loro mamme; triplicazione dal 2022 del numero delle persone soggette a regime di vita chiuso.
- Suicidi, zero socialità e i bambini con detenute madri raddoppiati: se questo è un carcere
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