di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2026
Il deputato Deidda (FdI) attacca il sindaco di Nuoro Fenu: “Davvero stupefacente, Pd e M5s votarono sì”. Scontro politico sul “caso Badu e Carros”. “È veramente stupefacente come il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, insieme alla “gran cassa” di Pd, Movimento 5 Stelle e sinistra, agiti oggi lo spettro della paura sul regime di 41 bis, quando le decisioni sono state prese anni fa con loro al Governo” attacca senza mezzi termini Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della IX Commissione Trasporti della Camera. “Quando i provvedimenti furono votati in Parlamento, nessuno di loro osò alzare questo polverone” va avanti Deidda.
di Adelia Pantano
La Stampa, 4 gennaio 2026
Prosegue in fretta la trasformazione del carcere San Michele che diventerà di massima sicurezza e che ospiterà anche condannati per criminalità organizzata o terrorismo in regime di 41 bis. Potrebbero arrivare già a metà febbraio i primi detenuti in regime di 41-bis nel carcere di San Michele ad Alessandria. L’ipotesi del cambio di destinazione del penitenziario, che rimbalza da oltre due mesi senza però aver trovato conferme ufficiali, verrebbe ora avvalorata da sviluppi imminenti. Le indiscrezioni sono state tante dal 19 ottobre, mai “validate” dal ministero della Giustizia, eppure i movimenti nella struttura del sobborgo non lasciano adito a dubbi. Anzi, adesso si stimano anche i numeri: dovrebbero essere circa 150 i reclusi “pericolosi” destinati a fare ingresso nella struttura, nell’ambito del circuito del “carcere duro”, applicato in prevalenza a condannati per criminalità organizzata o terrorismo.
di Piero Bottino
La Stampa, 4 gennaio 2026
Il sindaco si dice preoccupato per l’arrivo di 150 detenuti in regime di 41-bis nel carcere di San Michele: “Verrà spazzato via quello che si era investito nelle attività sociali”. Tema cruciale quello della sicurezza e del rapporto con lo Stato, la città lo sa bene e segue con attenzione questa “partita” delicata e importante per la comunità. “Noi investiamo su luce, telecamere e agenti di polizia locale, poi arriva qualcuno da Roma e trasforma quello di San Michele in un carcere di massima sicurezza per il 41 bis, non pensando che tutto questo ha un potenziale negativo che va affrontato, aspettiamo che qualcuno ci spieghi come”, sottolinea il sindaco Giorgio Abonante, per nulla remissivo con decisioni calate dall’alto.
di Massimo Lensi* e Dimitrij Palagi**
palagixfirenze.it, 4 gennaio 2026
La recente pronuncia della Corte costituzionale ha ricondotto l’istituto della liberazione anticipata nel suo alveo naturale: l’articolo 27 della Costituzione. È, a buon diritto, una buona notizia. Non perché introduca una svolta di sistema, ma perché ristabilisce una coerenza elementare tra norma costituzionale ed esecuzione penale. In uno Stato di diritto, questo dovrebbe rappresentare la normalità, non un evento degno di celebrazione. All’inizio dell’anno, nel carcere di Sollicciano, un principio di incendio - causato da una stufetta dell’infermeria - ha reso necessaria l’evacuazione di alcune decine di detenuti. Un episodio grave, ma non eccezionale, se non per la consueta sequenza di dichiarazioni ufficiali che ne è seguita.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 4 gennaio 2026
Si chiama “Oltre le mura: la persona dietro alla detenzione femminile”. Un titolo che non accarezza. Scava. E pretende attenzione. Perché parla di giustizia, sì. Ma soprattutto di corpi, di donne, di bambini. Di esseri umani che lo Stato rinchiude e poi dimentica. A introdurre l’incontro è Sara Spiniello, del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Avellino. Poche parole, nette. Poi la cornice, affidata alla dottoressa Simona Romani, referente per le Pari Opportunità. Anche qui nessuna retorica: solo il tentativo di riportare la questione dove dovrebbe stare da sempre. Nella coscienza pubblica.
welfarenetwork.it, 4 gennaio 2026
Il progetto di sensibilizzazione e cura firmato Gruppo Editoriale San Paolo. Il progetto vuole mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita di chi vive la realtà del carcere e il loro rapporto con le proprie famiglie. Tra le novità presentate la collaborazione con l’associazione Bambinisenzasbarre e un reading previsto per il 2026 a cura della giornalista Daria Bignardi e dedicato alle detenute del carcere San Vittore. Il garante dei detenuti di Milano: “Il carcere oggi anziché diminuire la criminalità la aumenta. È uno strumento da superare. Nel frattempo, bisogna guardare all’integrità della persona, risolvendo anzitutto il sovraffollamento degli istituti”.
di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2026
Il presidente del Centro sportivo italiano sezione di Ravenna, Alessandro Bondi, capofila dell’iniziativa in città. Il direttore della casa circondariale Stefano Di Lena: “Grande entusiasmo e forti motivazioni”. Pallamano, calcio e rapatennis sono entrati in carcere ed è stato un successo. È questo in sintesi il bilancio della prima fase del progetto ‘Il mio campo libero’, stilato durante un incontro che si è tenuto nella casa circondariale di Ravenna. Nato da una convenzione fra i Ministeri della Giustizia e dello Sport per i giovani, il progetto nazionale che si propone di favorire e promuovere l’attività sportiva per i detenuti a Ravenna ha coinvolto tre realtà, tra enti di promozione e associazioni: il comitato territoriale Csi è il soggetto capofila del progetto, redatto da Marco Tosi Brandi che con il Csi sta collaborando anche per l’attività di rilancio della pallamano. E proprio quest’ultima è l’attività proposta all’interno del progetto grazie alla Gym Academy, società affiliata. Collaborano all’iniziativa il comitato Uisp Ravenna-Lugo che ha promosso il rapatennis, disciplina sportiva che unisce racchettoni, padel e tennis facile da giocare e adatta a tutti, e la polisportiva Compagnia dell’Albero, che ha proposto il calcio.
di Luigi Manconi e Federica Delogu
La Repubblica, 4 gennaio 2026
Il carcere, il confine, la polizia. È rileggendo Basaglia che oggi vediamo l’istituzione come “spazio di potere e, al tempo stesso, possibile luogo di resistenza”. Ogni operatore, ogni cittadino, può scegliere se riprodurre quella violenza o contrastarla, se aderire al sistema o rovesciarlo. Valeria Verdolini lo chiarisce subito: “Questo libro è la storia di un’utopia”. Un’utopia che “serve soprattutto a organizzare la speranza in forme praticabili”. Così già dalle prime righe della premessa “Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà” (Add editore, 2025) definisce il suo obiettivo: immaginare altri mondi e altre possibilità di leggere l’esistente.
di Carmen Vogani
L’Osservatore Romano, 4 gennaio 2026
Avvocata penalista napoletana, Annalisa Senese ha dedicato la sua attività alla tutela dei diritti umani nelle carceri. Dal suo lavoro nasce “Figli cancellati” (Giannini Editore, 2025), che racconta le storie di bambini segnati dal carcere dei genitori. Non una rassegna di vicende dolorose, ma il tentativo di costruire speranza in una zona di estrema fragilità.
di Elisa Aura Serrani
inpressmagazine.com, 4 gennaio 2026
Un passato segnato dalla detenzione, un presente che rinasce attraverso il rap. Alex Spedicato, in arte Saraso, pubblica il suo nuovo singolo, “Sud Italia Freestyle”, prodotto da Techpro Records, label romana attiva nel panorama urban nazionale. “Per stare in strada ci vuole amore, per amare ci vuole rispetto; se c’è rispetto, c’è amicizia. L’amicizia è come il sangue: si onora”. Con queste parole, Spedicato riassume i principi che lo hanno guidato, dentro e fuori dalla strada. Cresciuto a Carmiano, nel cuore del Salento, ha conosciuto presto la durezza della vita, fino a scontare quasi 12 anni di detenzione.
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