di Ermes Antonucci
Il Foglio, 21 maggio 2026
Dopo il bombardamento mediatico del quotidiano di Travaglio, il Csm rinvia l’adozione delle linee guida sui rapporti fra pm e media. Misure di civiltà che permetterebbero a chi ha subito una detenzione ingiusta o un’accusa infondata di vedere diffusa la notizia della propria assoluzione. Il bombardamento mediatico degli ultimi giorni da parte del Fatto sul presunto “bavaglio” (in realtà inesistente) che il Consiglio superiore della magistratura avrebbe voluto imporre alle procure ha avuto successo: ieri il plenum del Csm ha infatti deciso di rinviare la discussione sulle nuove “Linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 maggio 2026
Professore avvocato Oliviero Mazza, ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, cosa ne pensa delle nuove linee guida del Csm sulla comunicazione istituzionale? Basterebbe rispettare le leggi vigenti, senza bisogno dei soliti provvedimenti di soft law che, come noto, lasciano il tempo che trovano. Ci sono regole precise tanto nel codice di procedura penale quanto in quello penale sostanziale che vengono sistematicamente violate a tutti i livelli. Non mi convince l’idea stessa di una “comunicazione” istituzionale. Ritengo, invece, che i magistrati debbano parlare con i loro provvedimenti e con la loro azione, senza comunicazioni di sorta. Se l’atto è ostensibile, i mezzi di informazione possono avervi accesso nelle forme di legge, altrimenti la questione è chiusa in partenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 maggio 2026
Non è la prima volta che i pubblici ministeri indagano un avvocato non perché sorpreso nel compimento di attività illecite, ma perché passa per attività illecita la stessa funzione difensiva. Capita meno di frequente che le accuse a un penalista si elevino a tal punto da consentire, nei suoi confronti, il ricorso alle intercettazioni. Ma a volte capita. Solo che a Perugia, dove a essere stata “spiata” è una valentissima e stimatissima avvocata, Daniela Paccoi, si sono dimenticati di spegnere le microspie. Le hanno lasciate accese in tutte e quattro le sale colloqui del carcere. E così ora, nei file custoditi dalla Procura, ci sono le conversazioni di almeno altri 6 legali del Foro umbro, totalmente estranei all’inchiesta su Paccoi, con altri detenuti altrettanto ignari ed estranei al caso “di partenza”.
di Pietro Alessio Palumbo
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2026
Rileva la condotta tenuta contro il pubblico ufficiale che reca offesa all’istituzione carceraria e istiga alla disobbedienza verso gli agenti penitenziari con la conseguenza di mettere a rischio la sicurezza in tale ambito. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 15023/2026 - ha chiarito che l’offesa rivolta a pubblici ufficiali operanti in ambiente carcerario non può essere letta come un episodio isolato di mera intemperanza verbale quando le espressioni offensive si inseriscono in una condotta complessiva di aggressione, intimidazione e sistematica delegittimazione dell’autorità. La sesta sezione penale, pronunciandosi su una vicenda maturata all’interno di una casa circondariale ha affermato un principio di forte impatto pratico: la tutela del prestigio della funzione pubblica non riguarda soltanto l’onore personale del singolo agente, ma investe direttamente la tenuta dell’ordine e della sicurezza negli istituti penitenziari.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2026
Per la Cassazione, sentenza n. 8201/2026, chi provoca o accetta uno scontro violento può invocare la scriminante solo davanti a una reazione del tutto imprevedibile ed eccentrica rispetto al rischio accettato. Quando scatta, se scatta, la scriminante della legittima difesa per chi ha accettato una sfida? Per esempio, andare sotto casa di una guardia giurata dopo giorni di aggressioni e violenze reciproche, in due e armati di una spranga, significa accettare anche il rischio di una reazione anche armata. Per questo la legittima difesa non può essere invocata. La risposta dell’avversario, infatti, deve essere del tutto imprevedibile ed eccentrica rispetto al pericolo originariamente accettato. Lo afferma la Cassazione, sentenza n. 8201/2026, confermando la condanna per l’omicidio di una guardia giurata uccisa al culmine della colluttazione scoppiata davanti alla sua abitazione.
ansa.it, 21 maggio 2026
È per lo più a tinte fosche la situazione carceraria italiana, connotata da “sofferenza e mancanze”, la relazione annuale 2025 che sarà presentata il prossimo 25 maggio (ore 11,30) da Samuele Ciambriello, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, nella Sala Antonio Metafora del Tribunale di Napoli, alla presenza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del suo presidente Carmine Foreste. Ci sarà, all’incontro, saranno presenti Maria Rosaria Covelli (presidente della Corte di Appello di Napoli) e Patrizia Mirra (Presidente del Tribunale della Sorveglianza di Napoli) che, con il presidente Foreste, daranno inizio all’evento con i loro indirizzi di saluto.
Il Dubbio, 21 maggio 2026
La famiglia del ventiseienne accusato del femminicidio di Sara Campanella denuncia presunte negligenze nella custodia. La morte di Stefano Argentino nel carcere di Messina Gazzi apre un nuovo fronte giudiziario e umano attorno alla tutela dei detenuti fragili. Il ventiseienne di Noto, accusato del femminicidio della studentessa Sara Campanella, avvenuto il 31 marzo 2025, si è tolto la vita mentre era ristretto in istituto. Sul decesso la Procura ha aperto un’inchiesta per omissione in atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro delitto, iscrivendo sette persone nel registro degli indagati e disponendo l’autopsia. A parlare è la madre, Daniela Santoro, che chiede verità sulle condizioni di custodia del figlio e sulle eventuali responsabilità di chi avrebbe dovuto proteggerlo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 maggio 2026
Venerdì scorso, nel carcere napoletano di Poggioreale “Giuseppe Salvia”, è stata presentata la terza edizione della “Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti”, il volume realizzato dalla Commissione sull’Esecuzione della pena de “Il Carcere possibile onlus”, composta da membri dell’associazione, con il contributo del magistrato di sorveglianza, Maria Picardi, tra i redattori del testo. Nel suo intervento, il presidente de “Il Carcere possibile onlus”, l’avvocato Mara Esposito Gonella, ha voluto ricordare la figura dell’avvocato Riccardo Polidoro scomparso nel 2024, fondatore dell’associazione e promotore di numerose iniziative dedicate ai diritti delle persone detenute: “L’idea della Guida è stata sua, è una sua creatura, ora replicata negli anni, attraverso i necessari aggiornamenti”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 21 maggio 2026
Tredici uomini reclusi a Borgo San Nicola lasceranno le celle per il progetto “Io Salvo” che ha lo scopo di rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti: hanno già conseguito il diploma di assistenti bagnanti. Un imprenditore: “Lo facciamo per aiutare, dare una nuova opportunità a chi ha sbagliato ma è pronto a rimettersi in gioco”. Un’opportunità da cogliere al volo per reinserirsi nella vita sociale. In attesa di non avere più alcun vincolo con la giustizia. Dal carcere in spiaggia con “una grande voglia di riscattarsi”.
di Marina de Ghantuz Cubbe
La Repubblica, 21 maggio 2026
Studenti donano materiale didattico ai detenuti universitari: “Non li lasciamo soli”. Lunedì 25 maggio alla Cappella della Sapienza lo spettacolo “La forma del vuoto” sarà un momento di confronto e solidarietà. Poi alle 20 la performance aperta a tutti. Teatro, impegno sociale e diritto allo studio si incontrano alla Cappella della Sapienza, dove lunedì 25 maggio andrà in scena “La forma del vuoto”, spettacolo teatrale scritto e diretto da Francesco d’Alfonso. Un’occasione per gli studenti dei licei romani di donare materiale utile agli universitari detenuti. “Dei circa 125.000 studenti della Sapienza, 73 sono detenuti - spiega don Gabriele Vecchione che è anche presidente della Comunità San Filippo Neri.
- Mantova. Raccolta una tonnellata di beni, la comunità aiuta i detenuti
- Siena. Lo spettacolo teatrale dei detenuti in scena al Teatro Parioli-Costanzo
- Una seduta del Parlamento nel nome di Pannella
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- La dignità calpestata









