di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 3 gennaio 2026
Era stato il tema più caldo per il Pd nell’ultimo scampolo di 2025, e lo sarà anche in questo inizio di 2026. Parliamo del ddl antisemitismo a prima firma del senatore dem Graziano Delrio, che tanto clamore aveva suscitato nel momento in cui era stato annunciato, con tanto di firme di una decina di parlamentari dem. Una parte dei quali poi l’aveva ritirata su input dei “piani alti” del Nazareno, i quali però avevano ricevuto un due di picche dalla maggioranza dei firmatari. Ora che quel testo sta per arrivare in commissione Giustizia, mercoledì prossimo alla ripresa dei lavori, c’è da scommettere che ne vedremo delle belle, dalle parti del Nazareno e non solo.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2026
Con il nuovo anno per il sistema dei penitenziari restano ancora in piedi i problemi dello scorso anno. Dal sovraffollamento ai servizi che scarseggiano, per finire con l’autolesionismo e le morti. Problemi che investono le carceri italiane e che si ripresentano tutti con l’inizio del nuovo anno. A tracciare questo bilancio di fine anno è Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale. “Alla fine di novembre 2025 - emerge dal bilancio dell’associazione - nelle carceri italiane erano detenute 63.868 persone, quasi 2.000 in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti (700 in meno di quelli che vi erano all’inizio dell’anno). Il tasso di sovraffollamento nazionale ha raggiunto il 138,5%, con 72 istituti oltre il 150% e punte superiori al 200%”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 gennaio 2026
Il 2025 si è chiuso come era iniziato, anzi peggio. I numeri che arrivano dalle nostre carceri non sono solo statistiche, ma i rintocchi di un’emergenza che non trova pace. Al 15 dicembre, l’Italia conta 63.689 detenuti stipati in posti che, nella realtà dei fatti, sono poco più di 45.000. È una matematica dell’orrore quella che ci consegna il Garante campano Samuele Ciambriello: oltre 17.000 persone in più rispetto alla capienza reale. Significa celle pensate per due dove si aggiunge la terza o quarta branda, significa ambienti che diventano momenti di tensione compressa, significa un sistema che ha smesso di essere rieducativo per diventare una “discarica sociale”.
di Francesco Lo Piccolo
vocididentro.it, 2 gennaio 2026
Nel corso dell’anno appena passato, tra il primo gennaio e il 31 dicembre, sono state 80 le persone trovate morte in carcere: gran parte si sono impiccate alle sbarre delle celle, altre invece hanno usato le bombolette del gas. Settantacinque uomini e cinque donne, 19 avevano meno di 30 anni. Uno di questi aveva appena 17 anni: il suo nome è Danilo Rihai, tunisino, una storia di immigrazione, di centri di accoglienza, di emarginazione: la sua vita è finita nel carcere minorile di Treviso a metà agosto, dopo una folle giornata fatta di tentate rapine e aggressioni. Anche lui è stato trovato impiccato. E impiccato è stato trovato alla fine del 2025, il 29 dicembre, Christian Guercio, 35 anni, elettricista, una passione sfrenata per la musica, tossicodipendente. Era stato arrestato tre giorni prima: quando il gip ha convalidato l’arresto disponendo che restasse in carcere, Christian si è appeso usando il lenzuolo come cappio.
di Mario Bertolissi
Corriere della Sera, 2 gennaio 2026
Non è una novità, anche perché l’articolo 27, 3° comma, della Costituzione è in vigore dal 1° gennaio 1948. Stabilisce che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Non è una novità il fatto che “Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti”, perché sta scritto nell’articolo 5 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948 e, con analoghe parole, nell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950.
di Ivana Barberini
trendsanita.it, 2 gennaio 2026
Claudio Santarelli: “Tra barriere culturali e burocrazia, il reinserimento resta un percorso a ostacoli. La relazione continuativa e il sostegno dopo la pena sono i bisogni più forti delle persone detenute”. Da oltre 30 anni l’associazione “Incontro e Presenza” entra negli istituti penitenziari con un’idea semplice: mettere al centro le persone, non il loro passato e promuovere una cultura di accoglienza e integrazione dei detenuti. Un lavoro quotidiano fatto di ascolto, piccoli aiuti materiali e percorsi di reinserimento, ma soprattutto di relazioni che resistono al tempo e alle distanze. In un sistema che fatica a offrire opportunità reali, le realtà di volontariato costruiscono legami, restituiscono dignità e accompagnano chi vive la detenzione verso un futuro possibile.
di Massimo Merluzzi
La Nazione, 2 gennaio 2026
Dai prossimi giorni verrà fornito a tutti gli agenti della Polizia penitenziaria. La sperimentazione avrà la durata di sei mesi poi si valuteranno gli effetti. Le tante denunce presentate dal personale della polizia penitenziaria hanno portato all’avvio della sperimentazione che scatterà nei prossimi giorni che consente l’utilizzo dello strumento di dissuasione ed autodifesa a base di Oleoresin Capsicum. Meglio conosciuto come lo spray al peperoncino. A dare il via libera al supporto in dotazione al personale è stato il provvedimento firmato a fine anno da Stefano Di Michele capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). L’autorizzazione è legata al significativo incremento di eventi critici e aggressioni al personale.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 2 gennaio 2026
Il ministro: “I magistrati hanno paura di confrontarsi con me. Assurda la raccolta firme per un nuovo quesito”. La prima riforma al traguardo nel 2026 sarà quella della Giustizia. Ministro Carlo Nordio, dunque, quando si voterà il referendum: il 22 o il 29 marzo? “La data non è stata ancora fissata. Presumibilmente nella seconda metà di marzo”. È vero che il governo vuole accelerare perché teme che i sondaggi ora favorevoli al Sì possano cambiare segno? “Semmai è il contrario. Siamo convinti che più informiamo gli elettori su contenuto e importanza di questa riforma, più li porteremo alle urne, e con risultati positivi”.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2026
Raccolte 50mila firme. Una proposta di iniziativa popolare sostenuta dal Partito Radicale e dalla famiglia del pastore sardo assolto dopo quasi 33 anni di carcere senza colpa. Garantirà una provvisionale economica. Alla Camera dei deputati l’anno si è chiuso con il deposito di una immensa pila di scatoloni dove troneggia il volto di Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo richiuso per quasi 33 anni in carcere, accusato di un triplice omicidio che non aveva commesso, assolto nel gennaio 2024 dopo un processo di revisione.
Il Dubbio, 2 gennaio 2026
Illegittima l’esclusione automatica nei casi di minore gravità previsti dal codice penale. La messa alla prova dell’imputato minorenne non può essere esclusa in modo automatico nei casi di violenza sessuale di minore gravità. Con la sentenza n. 203, depositata il 29 dicembre 2205, la Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittimo il comma 5-bis dell’articolo 28 del d.P.R. n. 448 del 1988, introdotto dal decreto Caivano, nella parte in cui precludeva l’accesso all’istituto anche quando il fatto rientra nelle ipotesi attenuate previste dal codice penale.
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