di Andrena Baccaro
Corriere di Bologna, 30 dicembre 2025
L’intervista al Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri: “A Natale istituti abbandonati. Sempre più giovani in carcere perché non hanno una casa. I telefoni? Chiediamoci chi li fa entrare”. Il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri in questi giorni di festività è impegnato a girare le carceri dell’Emilia Romagna: “Ci sono 4mila detenuti, più della metà stranieri, molti giovani ma spesso stanno in carcere per reati comuni e perché non hanno una casa dove scontare i domiciliari. Bisogna combattere la povertà”.
europaradicale.eu, 30 dicembre 2025
Europa Radicale e l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio per sollecitare il rispetto dell’impegno assunto il 21 settembre 2024, in occasione dell’inaugurazione della Passeggiata Marco Pannella a Torino, a visitare le carceri torinesi insieme al Sindaco Stefano Lo Russo. “Attendiamo con fiducia che il Presidente Cirio possa trovare il tempo per onorare quella promessa”, scrivono Igor Boni e Samuele Moccia, “auspicando che l’impegno venga non solo mantenuto, ma esteso a tutte le carceri piemontesi, tutti i problemi presenti un anno fa dietro le sbarre non solo siano rimasti, ma in molti casi si siano aggravati”: sovraffollamento, difficoltà nell’assistenza sanitaria garantita dalle ASL, carenza di lavoro e di percorsi di reinserimento.
di Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 30 dicembre 2025
Diminuiscono soprattutto i furti in casa (-13%) e le violenze sessuali (-18%). Il prefetto Sgaraglia: “Risultati confortanti”. Ma è allarme giovanissimi: in un anno 2.240 fermati. I reati calano. In un trend che va avanti ormai da anni, nonostante una “percezione della sicurezza” sempre più problematica. Ma i numeri di un anno di criminalità a Milano, parlano di un meno 8 per cento in città (diecimila reati in meno rispetto al 2024) e di un meno 7 nel resto della provincia. Con una diminuzione più marcata dei furti in casa (-13%), nei negozi (-12%), dei borseggi (-9%) e delle rapine (-18%). Diminuiscono anche le violenze sessuali che segnano un meno 18% nonostante l’introduzione di fattispecie di reato più stringenti.
friulisera.it, 30 dicembre 2025
Come oramai tradizione di fine anno si è svolta la conferenza stampa del garante dei detenuti Andrea Sandra di Udine assieme all’ex garante già sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone. Nel corso dell’incontro molto partecipato sono stati resi noti i dati relativi alle condizioni del carcere di via Spalato a Udine. Il dato che più di ogni altro rende chiara la situazione è quello delle presenze, 184 detenuti, ma i posti previsti sarebbero solo 90, mentre 70 sono le persone ancora in attesa del primo grado di giudizio quindi potenzialmente innocenti fino a prova contraria.
di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025
Il presidente del tribunale Ernesto d’Amico per la prima volta ha avviato un protocollo per l’impiego di due detenuti nel palazzo di giustizia. “Permettere il reinserimento dei detenuti nella società è nel nostro interesse. Per chi lavora dentro o fuori dal carcere il rischio di recidiva è bassissimo, mentre sale a oltre il 50% nel caso di soggetti inoccupati”. Le parole sono quelle del presidente del tribunale Ernesto D’Amico che ha deciso di aprire le porte del palazzo di giustizia alla popolazione carceraria. I dati a cui si riferisce sono quelli forniti dagli studi del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
di Martina Zambon
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025
Prima il presidente della Regione Alberto Stefani ospite d’eccezione al pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio a Padova, oggi il suo predecessore, e attuale presidente del consiglio regionale, Luca Zaia, al carcere Due Palazzi sempre nel capoluogo euganeo, per gli auguri di Capodanno. La nuova amministrazione regionale sembra virare con decisione, insomma, su segnali forti di vicinanza agli ultimi. L’appuntamento, per Zaia, è stamattina alle 11 nella casa di reclusione. Lì incontrerà le realtà del terzo settore che operano all’interno dell’istituto, una rappresentanza del personale dell’amministrazione penitenziaria, a partire dalla nuova direttrice della sezione dedicata a detenuti che stanno scontando pene definitive, Maria Gabriella Lusi e delle persone detenute.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025
L’assessore Aretusini rassicura. Per 31 detenuti almeno 50 guardie. “L’arrivo del carcere minorile all’ex Casa circondariale in via Verdi ha consentito di evitare la creazione di un nuovo “vuoto urbano” in pieno centro storico e darà, comunque, una spinta all’indotto cittadino. Da parte nostra, come amministrazione comunale, ci impegneremo per fare in modo che i timori, a livello di sicurezza, espressi da parte di alcuni residenti in zona trovino una pronta risposta in termini di controllo e di prevenzione”. Così l’assessore rodigino alla Sicurezza, Michele Aretusini, saluta l’ormai imminente arrivo del carcere minorile all’ex Casa circondariale in via Verdi, in funzione dal 1933 e dismessa nel 2016, con inaugurazione fissata per l’8 gennaio prossimo. Intanto inizia a filtrare qualcosa su come sarà la struttura riqualificata. L’istituto penitenziario minorile del Triveneto, che prende il posto di quello ora a Treviso e che sarà chiuso, disporrà di 31 posti per i detenuti. La loro età, minori (14-18) e giovani adulti (19-25) dipenderà dalle scelte della Magistratura di sorveglianza.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 30 dicembre 2025
Potranno videochiamare casa negli orari consentiti. In un incontro con i penalisti alcuni ragazzi del carcere di Monza hanno parlato dei problemi del reinserimento sociale e delle criticità del sovraffollamento: “Bisogna restringere sempre di più le distanze tra l’interno e l’esterno”. Come regalo di Natale un telefono cellulare per fare le videochiamate ai familiari nelle ore di permesso. L’hanno ricevuto dagli avvocati della Camera penale di Monza i detenuti della casa circondariale monzese, per abbattere i confini che li separano dalle persone care, ancora di più in questi giorni di festa.
di Bruno Temil
lavitacattolica.it, 30 dicembre 2025
Non numeri, non schede anagrafiche, non “dati” in un sistema burocratico, ma volti unici, irripetibili e amati. È questo il messaggio di speranza che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha portato nel cuore della casa circondariale di massima sicurezza di Tolmezzo, dove venerdì 26 dicembre ha celebrato la Santa Messa nell’Ottava di Natale. Nella sala teatro trasformata in spazio di preghiera, tra le mura del penitenziario carnico, la liturgia ha assunto il sapore di un abbraccio che non conosce confini. Accanto all’Arcivescovo, hanno concelebrato l’arcidiacono di Tolmezzo, mons. Angelo Zanello, e il cappellano, padre Claudio Santangelo. Una presenza corale che ha visto la partecipazione anche dell’assessore comunale alla Famiglia e all’Inclusione, Cristina Dalla Marta, della Vice comandante della polizia penitenziaria e di diversi agenti, a testimoniare una vicinanza istituzionale che va oltre il dovere formale.
di Rosanna Borzillo
Il Mattino, 30 dicembre 2025
Vicinanza il pranzo all’istituto “Pasquale Mandato” di Secondigliano. “Nessuno è irrecuperabile”. È con queste parole che il cardinale arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha voluto parlare al cuore degli ottantadue detenuti che ieri hanno condiviso con lui il pranzo di Natale nel centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, a Napoli. Uomini scelti tra i più poveri, spesso stranieri o senza familiari, per i quali il Natale rischia di essere solo un giorno come gli altri. “Una persona non coincide con i propri errori”, ha ricordato l’arcivescovo, rivolgendosi ai detenuti nella sala addobbata a festa, trasformata per qualche ora in uno spazio di ascolto e di speranza.
- Tessuto sociale
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