di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 9 aprile 2023
Frequentava la facoltà di medicina, era fuoricorso. Il 6 aprile a Chieti un ragazzo di 29 anni si è suicidato. “Non possiamo più restare fermi davanti a tutto questo. Non si può morire di università”. È successo di nuovo: un altro studente universitario si è tolto la vita. Anche perché si è sentito inadeguato rispetto al percorso di formazione che aveva intrapreso. Aveva 29 anni, studiava medicina all’Università degli Studi G. D’annunzio, viveva a Chieti, in un’abitazione che condivideva con la sorella più grande, non lontana dalla facoltà.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 9 aprile 2023
Parla Alessandra De Fazio, studentessa di medicina e presidente del Consiglio degli studenti dell’università di Ferrara, che ha denunciato gli effetti drammatici del sistema neoliberale dell’istruzione davanti al presidente della Repubblica Mattarella: “Il diritto allo studio va veramente finanziato. E va creato un reddito di formazione che possa permettere a tutti di studiare e vivere. L’università dovrebbe virare da un sistema classista a uno accessibile, gratuito e garantito. Alle componenti studentesche consapevoli dico di non fermarsi davanti a una società che ha consumato tutto quello che poteva consumare”.
di Dijana Pavlovic*
Il Riformista, 9 aprile 2023
L’8 aprile è una data fondamentale per il popolo romanì. Dopo la fine della seconda guerra mondiale e lo sterminio di rom e sinti da parte dei nazifascisti nacque in Europa un movimento che nel 1971 promosse il primo congresso mondiale, nel quale intellettuali e attivisti rom hanno definito le basi della nostra autodefinizione: non siamo zingari, siamo Rom, cioè uomini, un popolo con una bandiera e un inno. Da quel congresso nacque la Romani Union, riconosciuta nel 1979 dall’Onu. Da allora si celebra la Giornata internazionale del popolo rom, il Romano Dives, il giorno dell’autodeterminazione, orgoglio e unità di un popolo che solo in Europa conta più di 12 milioni di persone.
di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 9 aprile 2023
Il Pd prepara una proposta. Zan: “La destra contro le famiglie arcobaleno. Sì alle adozioni e al riconoscimento dei figli”. Lepri: “Non si risolve così”. È stata una delle prime iniziative di Elly Schlein da segretaria e a breve diventerà una proposta di legge vera e propria: il Pd va avanti con la battaglia sui diritti per le famiglie arcobaleno, impegno preso dalla leader dem alla manifestazione di Milano a marzo.
di Daniele Mastrogiacomo
L’Espresso, 9 aprile 2023
“I diritti nel mondo sono sotto attacco”, ci dice Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International, di cui fa parte dal 1980. Un osservatore attento e puntuale su una tendenza che mette a rischio i valori fondamentali della democrazia.
di Stefano Stefanini
La Stampa, 9 aprile 2023
Israele affronta la tempesta perfetta. Largamente autoinflitta. Il governo di estrema intolleranza, che Benjamin Netanyahu ha messo insieme per tornare al potere, ne ha creato le condizioni. Questa la differenza rispetto al passato. I nemici di Israele, che non mancano, ne approfittano. Per esistere e prosperare, lo Stato di Israele ha imparato a convivere col rischio.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 9 aprile 2023
In segno di solidarietà per l’ennesima discriminazione si fermano anche gli uomini. Resteranno a casa in segno di solidarietà. Gli uomini afghani che lavorano per le Nazioni Unite a Kabul si asterranno dal lavoro per mostrare il loro sostegno alle colleghe dopo che i talebani hanno proibito alle donne afghane di lavorare per l’organizzazione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 aprile 2023
Sono sei gli ex detenuti che restano in regime speciale dopo aver finito di scontare la pena. La denuncia del Garante: dovrebbero avere un trattamento diverso, come ha ribadito la Consulta, ma vivono con la durezza di prima e senza un vero lavoro.
di Franco Mirabelli
Il Riformista, 8 aprile 2023
Strumento fondamentale per la lotta alle mafie, va però utilizzato per come è stato pensato e non come “carcere duro”. Il rapporto del Garante mette in luce anomalie su cui occorre intervenire. L’istituto del 41 bis è stato ed è uno strumento fondamentale per la lotta alle mafie. Impedire che i boss possano continuare a dirigere la propria organizzazione dal carcere, come avveniva in precedenza, continua ad essere una necessità se si vuole spezzare la catena di comando delle cosche.
di Michele Passione*
Il Dubbio, 8 aprile 2023
Si è sovrapposto il ruolo del difensore a quello dell’assistito al 41 bis. Un silenzio assordante; attorno al profluvio di populismo e di false informazioni messe in onda da Report sul regime differenziato del 41 bis, che ha messo alla berlina la Cedu, la magistratura di sorveglianza e la stessa Corte costituzionale, solo poche voci (tra queste, meritoriamente, l’Ucpi e la Camera Penale di Napoli) hanno preso posizione in proposito.
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