di Don Antonio Mazzi
Corriere della Sera, 11 aprile 2023
Il maestro dovrebbe essere quello che traccia sentieri nei fatti e non sui banchi dell’università o, meglio, nemmeno su quelli. Credo che mai come in questo periodo, l’urgente richiesta delle nostre comunità di trovare qualche educatore disponibile a intervenire per darci una mano, sia stata così quaresimale. Tutti andiamo leggendo e dicendo che l’impegno è molto serio e che le nuove tipologie di dipendenza sono non solo impegnative, ma soprattutto molto difficili da interpretare e da coniugare. Non voglio accusare, ma solo rilevare che anche le stesse università non si sono adeguate e aggiornate. L’iter formativo fino a tempo fa sufficientemente valido ed efficace, oggi non risponde più e, oserei dire, che quasi scontenta gli stessi frequentatori dei corsi.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 11 aprile 2023
Intervista a Davide Borrelli, sociologo all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli: “Come nella favola di Andersen oggi sono in pochi ad avere il coraggio di denunciarla, tranne il famoso bambino. Dovremmo imparare da lui come si fa”.
La proposta di Schlein che piace anche a destra: “Una commissione sullo sfruttamento dei lavoratori”
di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 11 aprile 2023
Oggi in Aula il testo della dem Gribaudo, co-firmato dalla segretaria del Pd. Le Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali hanno già detto sì. Se la manovra riuscisse, sarebbe un inedito: una proposta di legge firmata da Elly Schlein votata anche dalla maggioranza di Giorgia Meloni. Al Nazareno sono ottimisti. La pdl che arriva oggi nell’Aula di Montecitorio (il voto è previsto domani) chiede l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sullo sfruttamento nel mondo del lavoro. Un tema a cui la segretaria del Pd tiene molto, tanto da averne fatto un perno della campagna congressuale. E proprio di lavoro povero discuterà la prossima settimana, il 22 aprile, alla Casa delle Donne col leader del M5S Giuseppe Conte e con Luigi De Magistris, ospite dell’associazione Numeri Pari.
di Francesco Olivo
La Stampa, 11 aprile 2023
Lega in pressing. L’obiettivo è abolire la protezione speciale. Ma il governo teme il Quirinale. La destra vuole abolire la protezione speciale per i migranti, ma si dovrà accontentare, per il momento, di una stretta. Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono d’accordo, ma probabilmente nemmeno stavolta riusciranno a tagliare del tutto questo status, che proprio i decreti sicurezza del leader della Lega avevano istituito e Luciana Lamorgese aveva allargato. Per stringere le maglie si dovrà allora ricorrere a un compromesso, che al momento ancora non è stato trovato. Le ipotesi a cui si lavora al Viminale sono: meno limitazioni alle procedure di espulsione per coloro che chiedono protezione per motivi di discriminazioni sessuali, di salute, per ricongiungimenti familiari, resteranno probabilmente le calamità naturali, ma a tempo limitato.
di Umberto De Giovannangeli
Il Riformista, 11 aprile 2023
L’accusa del portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury: “L’aggressione russa contro l’Ucraina ha reso ancora più evidente come sui diritti umani vengano fatte scelte politiche”.
di Piero Ignazi
Il Domani, 11 aprile 2023
La guerra è entrata in Europa ben prima del 24 febbraio scorso. Per una strana rimozione collettiva in tantissimi hanno dimenticato quanto è avvenuto nello spazio della ex Jugoslavia dopo il 1991: quasi un decennio di conflitti inter-etnici e intra-statutali, o intra-regionali. Tutte le unità che componevano la Federazione jugoslava, ad eccezione del Montenegro, sono entrate in guerra con il nucleo centrale di quello stato, la Serbia, depositaria finale, e alla fine irriconoscibile, della Federazione. A causa di questa rimozione il conflitto russo-ucraino è apparso una novità, come se non fossero mai avventi sul continente europeo bombardamenti sui civili e, soprattutto, stragi di innocenti.
di Daniele Archibugi
Il Manifesto, 11 aprile 2023
Il Good Friday Agreement, di cui in questi giorni si celebra il venticinquesimo anniversario, ha dato una svolta irreversibile al processo di pace nell’Irlanda del Nord. La guerra civile tra repubblicani e unionisti, chiamata eufemisticamente The troubles (i guai), sembrava indomabile. Radicata in secoli di discriminazioni subite dai cattolici, codificata in una divisione dell’isola frettolosa, le due comunità erano destinate a scannarsi per l’eternità. Per quattro decenni c’è stata una spirale di violenza sfociata in un terrorismo diffuso. Le vittime accertate sono state tra le tre e le quattro mila, più della metà di loro tra i civili. Centri commerciali, stazioni ferroviarie e innumerevoli edifici sono stati distrutti dalle bombe, mentre per più di una generazione Belfast è vissuta sotto occupazione militare. Rileggendo oggi le rivendicazioni delle parti in causa, si capisce perché non ci potesse essere un compromesso.
di Stefania Maurizi
Il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2023
Non possiamo cancellare quello che è stato fatto, ma è tempo che il governo americano e quello inglese mettano fine al caso Assange, e che dimostrino di fare quello che dicono, quando parlano di libertà di stampa. Questo aiuterà anche i loro sforzi in altri casi, incluso quello del giornalista americano Evan Gershkovich, detenuto a Mosca”. L’energica direttrice delle campagne di Reporters Sans Frontières (RSF), Rebecca Vincent, parla con il nostro giornale (sul Fatto Extra l’intervista completa) nel quarto anniversario dell’arresto del fondatore di WikiLeaks.
La Repubblica, 11 aprile 2023
“Molti sono già stati arrestati con accuse infondate”. Amnesty International ha chiesto il rilascio del giornalista Ihsane El Kadi, condannato il 2 aprile dal Tribunale di Sidi M’hamed ad Algeri a cinque anni di carcere con l’accusa di avere fatto propaganda politica e avere danneggiato la sicurezza dello Stato. Poco prima del suo arresto, il 24 dicembre, Ihsane El Kadi aveva pubblicato un’analisi sulle elezioni presidenziali in Algeria nel 2024, mantenendo una posizione critica nei confronti del ruolo dell’esercito.
di Liana Milella
La Repubblica, 10 aprile 2023
Ma l’ex consigliere giuridico della ministra Gian Luigi Gatta parla di “scelta politica del ministero dell’Interno su cui la giurisprudenza potrà esprimersi” visto che il precedente esecutivo non ha cambiato la legge sull’incandidabilità e decadenza dei politici condannati.
- La sfida dell’IA al diritto penale, che dovrà ripensare gli schemi classici
- Antigone e il 41 bis: qualche considerazione sul caso Cospito
- Palermo. Il giudice Morosini: “Cambiamento oppure perderemo la sfida sulla giustizia”
- Torino. Carcere delle Vallette, i Radicali denunciano gravissime carenze
- Roma. Riforma Cartabia, presentazione del libro “La Giustizia riparativa”











