di Elisabetta Marsigli
Corriere Adriatico, 23 agosto 2023
L’affascinante evento conclusivo del Festival regionale di teatro in carcere nelle Marche si terrà, oggi (dalle 18 alle 20) e domani (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20), al teatro Comunale di Cagli. “Le voci di dentro” è una installazione di teatro sonoro realizzata da Fabrizio Bartolucci e Anissa Gouizi, che ha realizzato il progetto musicale, mentre le voci e i testi sono dei detenuti attori del laboratorio teatrale della Casa di Reclusione di Fossombrone.
di Massimiliano Peggio
La Stampa, 23 agosto 2023
Il racconto del diciassettenne astigiano denunciato dai carabinieri di Torino con l’accusa di tentata rapina a una coppia di quattordicenni. “Surreale, mi sembra di vivere in un film. No, no, no... Ma credimi, te lo giuro, è davvero surreale. Io non faccio parte di nessuna baby gang e non vado in giro a rapinare ragazzini. A Torino ci vado solo a trovare la mia ragazza. Tornando in stazione sono stato fermato dai carabinieri: mi hanno identificato, tutto qui. Non sapevo nulla della denuncia”. Diciassette anni, riccioli neri e sbarazzini, radici marocchine. Seduto in cucina, di fronte al papà che ascolta con attenzione ogni parola, racconta del suo sabato trascorso a Torino, lo scorso 19 agosto, sotto i porti di via Po. Secondo i carabinieri, sarebbe un piccolo rapinatore in trasferta da Asti. È stato denunciato per una tentata rapina ai danni di due quattordicenni, con “metodi da baby gang”. Stando ai militari, alcuni passanti sarebbero intervenuti a proteggere le due piccole vittime.
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 23 agosto 2023
“Nell’era dei diritti, rivendico a gran voce il diritto all’odio”. Fra le tante affermazioni del generale Vannacci, è su questa che conviene riflettere. Essa mette a nudo infatti una tensione irrisolta fra due valori su cui si fonda la democrazia liberale. Da un lato la libertà di espressione, la tutela di quello che Stuart Mill chiamava il libero mercato delle idee. Dall’altro, l’eguale dignità, la libertà per individui diversi di condurre vite diverse, “senza essere ostacolati, fisicamente o moralmente, dai loro simili” (sempre Mill). La manifestazione pubblica di odio si situa proprio al confine fra queste due libertà: si tratta di un caso limite, in cui il diritto di espressione può degenerare in licenza di umiliazione e molestia, soprattutto se i bersagli sono minoranze socialmente vulnerabili e già discriminate, come gli immigrati o la comunità Lgbtq+. La probabilità che ciò avvenga è forte, in quanto il discorso d’odio contiene spesso (seppure implicitamente) l’istigazione ad agire. Non è facile tracciare un confine chiaro. Costituzioni, Trattati e Convenzioni internazionali pongono limiti abbastanza precisi richiamando, appunto, il concetto di pari dignità: il primo nella lista dei diritti umani fondamentali. Nel caso Vannacci, il ministro Crosetto ha fatto bene a chiedere l’apertura di un procedimento disciplinare: non perché il generale ha espresso dei giudizi personali, ma perché quei giudizi sono fortemente denigratori.
di Virginia Piccolillo
La Repubblica, 23 agosto 2023
Pochi centri di accoglienza dedicati: in tanti finiscono con gli adulti e gli affidi sono fermi al palo. La dem Zampa, autrice della norma: sulla carta il sistema funziona, ma tutti devono attivarsi
di Lidia Ginestra Giuffrida
Il Manifesto, 23 agosto 2023
Ieri porte aperte alla stampa. I migranti che restano all’interno della struttura sono all’oscuro del loro destino. “Dentro l’hotspot si vive male. I bambini e le famiglie stanno tutti insieme. Fanno dormire fuori anche i minori. Siamo troppi. Qui c’è troppa gente. Noi da qui non possiamo uscire, siamo come in carcere”, racconta Mohamed Belhaj, 35 anni. Il ragazzo, di origine tunisina, è arrivato nell’hotspot di Lampedusa il 2 agosto. “Sono qua dentro da 20 giorni senza sapere dove andrò dopo. Lo chiedo sempre, ma non me lo dice nessuno. Non è la prima volta che provo a entrare in Italia, ho vissuto quattro anni in Sicilia prima di essere rimandato indietro in Tunisia”, continua.
di Stefano Vecchio*
Il Manifesto, 23 agosto 2023
Il Sottosegretario Mantovano, presentando la Relazione al Parlamento sulle droghe, elude con imbarazzo ogni valutazione politica sui dati riportati e inneggia alla parola magica: la prevenzione, versione sociale della guerra alla droga. I dati, pur limitati, offrono spunti per una riflessione critica. Il consumo più diffuso sia nella popolazione generale che tra gli studenti, è quello di sostanze alcoliche anche se in contesti diversi: ricreativi per i giovani, privati per gli adulti. Un modello d’uso che interessa persone socialmente integrate, poco rischioso, tendenzialmente autoregolato, che in media non interferisce nella vita delle persone.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 agosto 2023
L’uso della cannabis terapeutica è legale da anni. I medici possono prescriverla per la cura di determinate patologie. Tuttavia, emerge una situazione di crisi nella fornitura dei farmaci cannabinoidi a Foggia e in altre parti d’Italia. Questa situazione preoccupante mette in evidenza la necessità di rivedere il sistema di approvvigionamento e l’accesso ai farmaci necessari per coloro che dipendono dalla cannabis a scopo terapeutico.
di Samuele Finetti
Corriere della Sera, 23 agosto 2023
“Signor cancelliere, ha mai fumato uno spinello?” domanda l’intervistatore della tv Sat.1/ProSieben a Olaf Scholz, l’uomo alla guida del governo che ha approvato la legalizzazione della cannabis nel più popoloso Paese d’Europa. Il via libera dell’esecutivo è arrivato una settimana fa, ora la palla passa al Bundestag.
La Repubblica, 23 agosto 2023
Amnesty International: le pratiche repressive della polizia iraniana violano il divieto di tortura. Le autorità iraniane proseguono nella loro campagna di repressione. A quasi un anno dalla esplosione delle manifestazioni in tutto il Paese in seguito alla morte, per mano della polizia, di Mahsa Amini, la ventiduenne arrestata perché non indossava adeguatamente il velo, le famiglie delle persone che hanno perso la vita durante le rivolte “Woman Life Freedom” continuano a subire intimidazioni e divieti anche per le commemorazioni funebri, con il solo fine di imporre silenzio e impunità.
di Claudio Laugeri
La Stampa, 22 agosto 2023
La denuncia in una lettera di tre associazioni dopo l’annuncio di modifica della normativa. “Amplieremo i colloqui telefonici dei detenuti. sono scintille preziose nel ravvedimento di chi sta espiando la pena, soprattutto in un momento delicato per le ragioni che conosciamo”.
- Il prelievo ai detenuti di parte dello stipendio per il fondo delle vittime? È incostituzionale da 30 anni
- Antigone: il sottosegretario Ostellari dovrebbe impegnarsi ad aumentare il lavoro in carcere, non togliere i soldi ai detenuti
- Nessuno Tocchi Caino: già oggi lo stipendio del detenuto può essere trattenuto fino a un quinto, ma il “lavoro vero” in carcere non c’è
- Abolire le prigioni è ragionevole. O almeno...
- La “certezza della pena”? È incostituzionale









