Corriere della Calabria, 13 agosto 2023
L’uomo, 44 anni, si trovava in prigione in seguito a una inchiesta antidroga. La Procura di Castrovillari ha disposto il sequestro della salma. Un detenuto di 44 anni, originario di Lamezia Terme (Catanzaro), è stato trovato morto nella sua cella del carcere di Rossano, in Calabria. Secondo quanto si è potuto apprendere l’uomo si sarebbe tolto la vita. Sulla vicenda ha aperto un fascicolo la Procura di Castrovillari che avrebbe anche disposto il sequestro della salma. Il quarantaquattrenne si trovava nel carcere di Rossano dallo scorso febbraio perché coinvolto nell’operazione Svevia, operazione antidroga condotta dalla Guardia di finanza con il coordinamento della Dda di Catanzaro.
di Massimo Massenzio e Stefano Lorenzetti
Corriere della Sera, 13 agosto 2023
Nordio vuole un tavolo il 21 settembre: dirigenti, garanti e politici dovranno arrivarci con un piano. Due suicidi nel Lorusso Cotugno venerdì, ieri la reazione del governo: l’arrivo del ministro Nordio nel carcere di Torino. Lo sbarco del guardasigilli ha provocato reazioni diverse del mondo politico e la contestazione dai padiglioni. La visita, poi la riunione con la direttrice Elena Lombardi Vallauri, i garanti dei detenuti, Bruno Mellano e Monica Gallo, il referente dell’Asl per la sanità penitenziaria Roberto Testi e la vicesindaca Michela Favaro. Il ministro ha annunciato la convocazione, per il 21 settembre, di un tavolo tecnico con rappresentanti di Comune, Regione, garanti, amministrazione penitenziaria ed enti locali per tentare di risolvere i problemi della casa circondariale torinese. Per quel giorno si aspetta proposte realizzabili, soluzioni
di Vanessa Ricciardi
Il Domani, 13 agosto 2023
Susan John, nigeriana di 43 anni ha deciso di smettere di alimentarsi, Azzurra Campari, di 28, si è impiccata nella sua cella. In serata la notizia di un terzo detenuto trovato morto in Calabria. L’associazione Antigone ha raccontato il sovraffollamento degli istituti e il senso di solitudine.
di Mauro Ravarino
Il Manifesto, 13 agosto 2023
Il giorno dopo le due morti autoinflitte, il ministro in visita a Torino. Ma il suo problema è come fare spazio a più detenuti, non diminuirli. In quella propaggine a nord ovest della città si sta male, si soffre e ci si toglie la vita. È il carcere Lorusso Cutugno di Torino, meglio conosciuto come le Vallette dal nome del quartiere che lo circonda. Ieri, dopo il suicidio di due detenute venerdì, si è precipitato qui il ministro della Giustizia Carlo Nordio, anticipando in realtà una visita già programmata. “Non si tratta di una ispezione, né di un intervento cruento, ma di assoluta vicinanza”, ha esordito il guardasigilli. Una visita, però, accolta da una rumorosa protesta dei detenuti: battiture sulle sbarre con gavette e altre stoviglie al grido di “libertà, libertà”, urla da tutto il carcere in modo indistinto e anche qualche fischio.
di Elisa Sola
La Repubblica, 13 agosto 2023
Ispezione al penitenziario del responsabile della Giustizia: “Da pm ne ho trattati tanti: non esiste mistero più insondabile della mente umana quando cerca soluzioni estreme”. Un quarto d’ora e oltre di fischi e cori “libertà, libertà” all’interno del carcere delle Vallette dove una contestazione dei detenuti ha accolto il ministro della Giustizia Nordio in visita per verificare cosa è accaduto alle due donne che, in poche ore, si sono suicidate ieri. Mentre il responsabile della Giustizia era negli uffici della direzione è iniziata una contestazione che avrebbe coinvolto in modo indiscriminato tutte le sezioni del penitenziario. FIn dall’esterno, dal piazzale dove sono rimasti in attesa giornalisti e fotografi si è sentito per oltre mezz’ora rumore di battiture, il modo di protestare dei detenuti battendo sulle sbarre della cella con oggetti metallici.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 13 agosto 2023
È dall’inizio di agosto che il carcere di Torino è sprovvisto di direttore sanitario. Alessandro Franchello ha rassegnato le dimissioni appena tre mesi dopo la sua nomina, al culmine di una violenta polemica con i sindacati degli agenti penitenziari dopo l’aggressione di un secondino da parte di un detenuto, a metà luglio. Non un caso isolato, peraltro, con lui anche due dentisti hanno dato forfait e altri medici hanno chiesto il trasferimento al Ferrante Aporti, la prigione minorile.
di Angela Stella
L’Unità, 13 agosto 2023
“Se chi monitorava avesse chiamato i Garanti, mobilitato gli psicologi, gli educatori, se qualcuno avesse parlato cercando di comprendere...”. Con Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino, facciamo il punto sulle nostre carceri.
Torino. “Susan voleva rivedere suo figlio di 3 anni, non mangiava più, ma non ha mai perso lucidità”
di Luca Monaco ed Elisa Sola
La Repubblica, 13 agosto 2023
La 42enne nigeriana ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, è morta nella notte di venerdì per carenza di liquidi. Quando il 22 luglio scorso era stata accompagnata in carcere dai carabinieri della stazione Borgo San Donato, che avevano eseguito l’ordine di detenzione emesso dal tribunale di Catania per tratta di esseri umani, Susan John pesava 80 chili. La 42enne nigeriana ha iniziato uno sciopero della fame e della sete per poter vedere il figlio di tre anni appena, è morta nella notte di venerdì per uno “squilibrio elettrolitico” dovuto alla carenza di liquidi. Adesso sulla scomparsa della donna, che doveva scontare una condanna definitiva a 10 anni e quattro mesi, indaga la procura di Torino.
di Massimo Massenzio
Corriere della Sera, 13 agosto 2023
Lo scorso 29 luglio è stata trasferita nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, dove è stata ricoverata nell’Astm, l’Articolazione per la tutela mentale. Mamma Monica ha provato a fissare un incontro, ma senza riuscirci. Azzurra Campari era una ragazza dolce e molto sensibile, ma “ribelle”, con un passato difficile alle spalle e un presente costellato da grandi passioni e piccoli reati. Aveva 28 anni, ma sembrava più piccola della sua età anagrafica. Assieme al fratello è cresciuta a Riva Ligure, in provincia di Imperia, cresciuta solo dalla mamma Monica, di cui ha voluto prendere il cognome. Il padre ha abbandonato la famiglia molto presto e la figlia non ha praticamente mai instaurato un rapporto con lui.
di Luca Monaco
La Repubblica, 13 agosto 2023
Era stata trasferita dalla casa circondariale di Genova-Pontedecimo appena 15 giorni fa. Era in isolamento quando si è tolta la vita. “Aspettavo di incontrarla al colloquio la prossima settimana - ha confidato la madre, distrutta dal dolore, all’ suo avvocato - ero molto preoccupata per le sue condizioni: l’ultima volta che ci siamo parlate in video chiamata mi aveva detto: “Mamma non ce la faccio più”. È distrutta Monica la madre di Azzurra Campari, la donna di 28 anni che venerdì è stata trovata impiccata nella sua cella del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. È la quinta persona che muore in carcere, a Torino, dall’inizio dell’anno.
- Torino. “Sbagliato lasciare in quelle celle chi ha problemi psichiatrici”
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