di Leo Beneduci*
Il Fatto Quotidiano, 30 marzo 2023
Dalla tortura alla gogna mediatica. Può essere vero, come descritto nella relazione illustrativa della proposta di legge per l’abolizione, che le fattispecie introdotte dal Legislatore nel luglio 2017 mediante gli artt. 613 bis e 613 ter del codice penale e recanti nel titolo, rispettivamente, “Tortura” e “Istigazione del pubblico ufficiale a commettere torture” presentino caratteri di contraddittorietà e di genericità, ad esempio, rispetto alla Convenzione contro la tortura ed altre pene e trattamenti crudeli, inumani e degradanti (CAT) adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 30 marzo 2023
No francese all’estradizione e le polemiche italiane. Non è garantismo. Non è dottrina Mitterrand. È il rispetto delle leggi quello che ha indotto i giudici francesi a respingere la richiesta di estradizione del governo italiano nei confronti di dieci persone condannate molti anni fa per gravi fatti di sangue e di terrorismo.
di Concetto Vecchio
La Repubblica, 30 marzo 2023
Già esponente dei Pac, ha passato 12 anni in prigione. E a di quelli riparati in Francia dice: "Non mi sento di condannarli". Ma anche: "Capisco le vittime che cercano vendetta, eppure la strada è il dialogo". E sul carcere: "Meglio pene alternative come i servizi sociali"
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2023
L’estinzione della pena principale, attraverso la misura alternativa, si estende infatti anche a tutti gli effetti penali della condanna. L’esito positivo dell’affidamento in prova cancella non solo la pena principale, ma anche quelle accessorie. Non commette quindi il reato di inosservanza delle pene accessorie previsto dall’articolo 389 del Codice penale chi non rispetta la prescrizione impostagli dopo che ha scontato la pena principale attraverso una misura alternativa conclusasi positivamente.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 30 marzo 2023
Sulla vicenda del 42enne romano deceduto lo scorso 12 ottobre a Oristano restano troppi punti oscuri. La richiesta: “Fate l’autopsia”. C’è qualcosa che non torna nella morte di Stefano Dal Corso. Ne è convinta la famiglia del detenuto scomparso nel carcere di Oristano il 12 ottobre scorso. Per le autorità si è trattato di un suicidio, ma restano diversi punti controversi. Per dissiparli basterebbe un’autopsia, finora però è stata negata. “Appena ho visto che non era stata fatta ho presentato istanza. Era venerdì 21 ottobre, la mattina seguente avevo già la risposta negativa dalla procura”, dice l’avvocata dei parenti Armida Decina nella conferenza stampa organizzata ieri al Senato dalla senatrice Ilaria Cucchi (Alleanza verdi e sinistra).
di Silvia Pinti
La Repubblica, 30 marzo 2023
Il quarantaduenne romano è deceduto al carcere di Oristano il 12 ottobre del 2022. La sorella Marisa ha avviato una raccolta fondi per effettuare l’autopsia: “Non si è suicidato”. I lividi sul braccio destro, il lenzuolo intonso e il letto rifatto. Le immagini fornite a Repubblica dai familiari di Stefano Dal Corso evidenziano i tanti punti oscuri sulla morte del 42enne originario del Tufello scomparso nel carcere Casa Massima di Oristano il 12 ottobre del 2022.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 30 marzo 2023
La vita di frontiera di Giacinto Siciliano che abita in una casa sopra alle celle: i 250 ragazzi sotto i 25 anni, il telefono sempre acceso con la paura dei suicidi, gli incontri con detenuti “che ti chiedi perché sono qui” ma anche la speranza che ogni mattina lo motiva a provare a costruire un futuro per chi è dentro.
di Andrea Bucci
La Stampa, 30 marzo 2023
Il tribunale del Riesame ha annullato le otto misure interdittive applicate dal gip lo scorso dicembre: i giudici non negano la violenza, ma “mancano i riscontri specifici”. Erano stati sospesi per le presunte botte e torture ai detenuti nel carcere di Ivrea. Da ieri gli agenti di polizia penitenziaria potranno tornare in servizio. Restano indagati, ma il tribunale del Riesame ha annullato la misura interdittiva applicata a dicembre dalla gip del tribunale di Ivrea Ombretta Vanini nei confronti di otto agenti.
firenzetoday.it, 30 marzo 2023
“Per un carcere non più ghetto ma luogo di inclusione”. Nel Giardino degli Inconti giornata di dibattito aperta ai cittadini, la direttrice: “Basta marginalizzare, sovvertire l’approccio culturale al carcere” Ricostruire le periferie nel segno dell’inclusione, partendo dagli ultimi, dai detenuti, nel segno di una rigenerazione urbana che ridisegni i confini della città. E’ l’ambizioso sogno del progetto “I Care, carcere in città”, presentato ieri a Palazzo Vecchio per creare uno spazio di dialogo sulla casa circondariale di Sollicciano, il Quartiere 4 e i suoi abitanti.
di Giuseppe Currà
ilvibonese.it, 30 marzo 2023
Ha prodotto i primi frutti la recente adesione dell’Istituto detentivo a custodia attenuata “Luigi Daga” di Laureana di Borrello, al programma nazionale portato avanti in Calabria dal presidio “Nati per la musica”, sorto a Mileto su input del Cantiere musicale internazionale. Obiettivo dichiarato del progetto, promosso dalla scuola di alta formazione in sinergia con decine di realtà territoriali, è di incentivare l’esperienza musicale in famiglia come strumento di relazione, già a partire dalla gravidanza. In tale contesto, nei giorni scorsi all’interno della struttura detentiva è stato organizzato l’evento dal titolo “Che colore hanno le emozioni?”. L’interessante iniziativa ha coinvolto, nello specifico, cinque padri detenuti (già inseriti nel percorso rieducativo) e i loro rispettivi nuclei familiari. Il tutto è stato realizzato in un apposito spazio all’aperto, attrezzato in modo ottimale. In tale luogo, i padri hanno potuto sperimentare con mogli e figli come, grazie alla pratica strumentale, la musica riesca a favorire l’incontro e la relazione tra i componenti del nucleo familiare, anche quando ci si trova dentro le mura di una struttura carceraria. Ad attestare il successo di “Che colore hanno le emozioni?”, la toccante lettera inviata da uno dei padri coinvolti agli organizzatori.











