www.ilfarmacistaonline.it, 22 marzo 2015
Proseguono le visite della XII Commissione di Palazzo Madama presso alcuni Opg italiani. Ad Aversa sarà presente una delegazione composta dai senatori Lucio Romano, Nerina Dirindin e Maurizio Romani, per verificare lo stato di assistenza dei degenti e lo stato di attuazione dell'iter per il superamento di questo tipo di strutture che smetteranno di esistere il prossimo 31 marzo.
La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha deciso di avviare una serie di visite presso alcuni Opg italiani per verificare i percorsi di superamento degli Opg previsti dalla normativa vigente e sostenere il lavoro dei vari soggetti interessati. Il prossimo 23 marzo una delegazione composta dai senatori Lucio Romano, Nerina Dirindin e Maurizio Romani, accompagnati da Silvio Biancolatte, Consigliere e Capo ufficio segreteria della Commissione e dai marescialli Massimo Tolomeo e Claudio Vuolo visiteranno l'Opg di Aversa per verificare lo stato di assistenza dei degenti dell'ospedale psichiatrico giudiziario e lo stato di attuazione dell'iter per il superamento di questo tipo di strutture che smetteranno di esistere il prossimo 31 marzo.
Dopo la visita in ospedale si terranno le audizioni presso l'Opg (Sala Virgilio) con Tommaso Contestabile, Provveditore regionale amministrazione penitenziaria, Gaetano Danzi, Commissario Asl Caserta, Antonio Di Matteo, Magistrato di Sorveglianza, Tribunale di Sorveglianza di Napoli e Fedele Maurano, Direttore Dsm-Asl Napoli 1 centro.
Leggo, 22 marzo 2015
Nel 2010 aveva rubato una salsiccia dal supermercato, oggi viene condannato a 45 giorni di carcere o a una pena pecuniaria di 11.250 euro. La vicenda assume contorni inquietanti perché il "ladruncolo" in questione è un 79enne malato di Alzheimer. È accaduto a Cremona. Cinque anni fa l'anziano si è infilato in tasca una salsiccia da 1,76 euro mentre si trovava in un supermercato. All'uscita l'uomo è stato fermato dalle guardie giurate ed è stato denunciato.
Nel 2013 arriva la condanna in primo grado, 45 giorni per furto con l'aggravante della destrezza. La figlia del pensionato racconta di essersi recata in Tribunale per chiedere copia degli atti e preparare il ricorso, ma a suo dire non ve n'era traccia. La storia cade nel dimenticatoio fino a qualche giorno fa quando esce sul Corriere della Sera. Oggi la sentenza è passata in giudicato e l'anziano deve pagare 11.250 euro.
La Città di Salerno, 22 marzo 2015
A partire da oggi ad occuparsi della manutenzione delle palestre scolastiche di competenza del Comune di Salerno ci saranno degli operai un po' speciali: i detenuti dell'Icatt di Eboli. È stato firmato ieri mattina, , infatti, il protocollo d'intesa tra Palazzo di Città, Icatt e Csi per la realizzazione del progetto "Fare squadra".
Lo scopo principale dell'intesa è di favorire il reinserimento dei detenuti nel tessuto sociale anche attraverso l'avviamento al lavoro. "La nostra casa circondariale - ha spiegato il direttore Rita Romano - ospita sessanta detenuti con un'età media sui trent'anni. È dal 2007 che sono impegnati in attività di questo tipo, principalmente a Eboli, come la pulizia delle spiagge, la manutenzione delle scuole e del verde pubblico. Adesso inizia anche questo nuovo progetto per il quale i detenuti presteranno lavoro volontario".
Soddisfatta l'assessore alla Pubblica istruzione Eva Avossa. "È un'iniziativa molto importante - ha commentato - la cui duplice finalità è del tutto evidente: recuperare ragazzi a rischio e ristrutturare le nostre palestre scolastiche". Ma la firma del protocollo d'intesa è stata l'occasione anche per presentare un'altra iniziativa dell'assessorato, stavolta promossa in sinergia con il Coni provinciale (rappresentato ieri dal presidente provinciale Mimma Luca). In pratica, le scuole comunali che attuano la settimana corta metteranno a disposizione le loro palestre nella giornata del sabato per permettere ai ragazzi di svolgere una serie di attività sportive organizzate dal Coni: dal pugilato alla pallavolo fino al tiro con l'arco. Il progetto partirà in via sperimentale dopo Pasqua in due istituti comprensivi: San Tommaso D'Aquino e Giovanni Paolo II (ex Carlo Alberto Alemagna). La speranza è che, a partire dal prossimo anno scolastico, possa estendersi ad altre scuole così da offrire ai giovani un'ulteriore occasione di socializzazione.
Giornale di Vicenza, 22 marzo 2015
Quattro agenti della Polizia penitenziaria a processo per aver picchiato un detenuto. La procura ne è convinta, tanto che il pubblico ministero Alessandro Severi, prima di lasciare Vicenza per la corte d'Appello di Venezia, ha chiuso le indagini ed ha citato a giudizio gli appartenenti al Corpo, contestando loro l'abuso di autorità. Pertanto, Renzo Valvo, 38 anni, residente a Siracusa, Giovanni Salafia, 38, di Vicenza, Maurizio Balducci, 28, di Vicenza, e Salvatore Carrozzo, 52, di Torri di Quartesolo, dovranno presentarsi nei prossimi mesi in tribunale. Assistiti dagli avv. Paolo Mele junior, Sonia Negro e Sebastiano Caristia, contestano le accuse. L'inchiesta era partita da alcuni esposti e dalla segnalazione della deputata radicale Rita Bernardini, che si era recata in visita alla casa circondariale San Pio X di Vicenza e, quand'era uscita, aveva raccontato di essere venuta a conoscenza di numerosi episodi di violenza in danno dei reclusi. Quelle dichiarazioni suscitarono vive polemiche.
Ristretti Orizzonti, 22 marzo 2015
È andata in archivio con pieno successo anche la 20esiam edizione del Vivicittà "Porte - Aperte", manifestazione podistica... per tutti, svoltasi sabato 21 marzo con un apposito percorso podistico allestito nel campo sportivo e mura perimetrali all'interno della Casa Reclusione di Verziano.
Alla corsa podistica internazionale del Vivicittà a Verziano (che approderà anche in altre 20 case Circondariali d'Italia), con partenza alle ore 10.30, hanno preso parte 300 studenti e studentesse di sette Istituti Scolastici Superiori cittadini, "Mantegna" (alla sua prima partecipazione), "Abba- Ballini", "Tartaglia-Olivieri", "Fortuny", "Copernico", "Calini", "De Andrè" e due della Provincia ( "Lorenzo Gigli" di Rovato e "Don Milani" di Montichiari), assieme a circa un centinaio tra detenuti e detenute : grandi numeri anche per l'edizione che ha festeggiano i 20 anni di attività.
Gli alunni/e degli Istituti Scolastici Superiori, tutti premiati dall'Uisp di Brescia con un una targa commemorativa, come atto di ringraziamento per la costante partecipazione all'iniziativa, ormai in atto da numerosi anni e con sempre nuovi ingressi, hanno condiviso con entusiasmo e curiosità questa particolare esperienza non solo sportiva (che sarà doverosamente analizzata ed approfondita nel percorso scolastico...), lasciando la parte agonistica vera e propria alle Sezioni del carcere: maschile km 6 e femminile km 3, per le quali era prevista una specifica premiazione con l'assegnazione dei riconoscimenti per i primi 5 classificati detenuti e detenute e che hanno registrato nei primi posti i notevoli piazzamenti di atleti/e extracomunitari.
Per le detenute primi posti per le ragazze latino americane con la vittoria di Brenda Margarita R.S. con 16'41" (terza lo scorso anno) davanti a Martha Cecilia C.C. con 16'44 ", terzo posto per Mercedes J. con 25'30", quarta Irina G. con 25'30" e quinta Naila R. con 28'13".
Per i detenuti, vittoria finale per un atleta albanese Valtin P. con 26'42" che ha staccato l'indiano Amrinder S. con 27'14" ( secondo classificato come nel 2014), terzo Viorel B. con 27'34", quarto Modou T. con 27'37" e quinto Roberto L. M. con 29'46".
Questa significativa manifestazione di "sport per tutti" del "Progetto-Carcere" dell'Uisp di Brescia è patrocinata dal Comune di Brescia (Assessorato allo Sport e Presidenza del Consiglio Comunale), sostenuta dalla Fondazione Asm Brescia, organizzata con l'Associazione "Carcere e Territorio" Onlus di Brescia, ed è parte integrante del Progetto Speciali-Carceri della Regione Lombardia "Oltre il muro, porte aperte alla speranza", ed ha registrato anche quest'anno una straordinaria partecipazione di atleti (sia interni che esterni) concludendosi con un meritato ristoro e le premiazioni alla presenza di una figura storica del mondo del volontariato carcerario, Angelo Canori del Vol-Ca, e della Direzione della Casa Reclusione di Verziano al gran completo: la Direttrice Francesca Paola Lucrezi, il Comandante Michele Rizzi, le educatrici Anna Garda e Silvia Frassine.
La Direttrice ha così ricevuto un riconoscimento come atto di sincero ringraziamento per l'indispensabile e convinta collaborazione da parte della Direzione e di tutto il personale di Polizia Penitenziaria, donato dal Presidente Uisp Brescia, Rino Alessandrini, e dal responsabile del "Progetto - Carcere" Uisp, Alberto Saldi.
In tutti gli interventi della mattinata, è stata ribadita la necessità di tenere vivo il legame tra la vita dei reclusi (reclusi... ma non esclusi) e la società civile, favorendo l'ingresso in carcere delle realtà scolastiche e sportive, come avviene ormai da 30 anni con le iniziative proposte dall'Uisp di Brescia nei due Istituti Penitenziari cittadini.
Inoltre, prima delle premiazioni finali, c'è stato il doveroso ricordo del lavoro svolto a favore dei detenuti da parte del Garante Emilio Quaranta, scomparso martedì 17 marzo, ed è stato significativo che a ricordare la figura del Dr. Quaranta, nonché il ruolo, l'importanza del "Garante dei diritti delle persone private della libertà personale", sia stato proprio colui che a Brescia ha iniziativa questa esperienza, Mario Fappani.
Il Vivicittà "Porte-Aperte" anche quest'anno ha rappresentato il prologo della corsa podistica internazionale Vivicittà (giunta alla 32° edizione) e per quanto riguarda la nostra città è stata confermata la tappa a Zavidovici (Bosnia Erzegovina) dove, dal 1 al 6 aprile, si recherà un pullman di studenti ed atleti dell'Uisp di Brescia e di Cremona per la 18° edizione del Vivicittà in programma il giorno di Pasqua, domenica 5 aprile e con diversificate iniziative sportive e di solidarietà, con visita guidata a Mostar 2 marzo , 5 aprile: 2 appuntamenti podistici del "Vivicittà" molto significativi con l'obiettivo di realizzare uno sport consapevole , solidaristico e ... per tutti.
Ristretti Orizzonti, 22 marzo 2015
All'incontro intervengono il direttore Pujia, il garante regionale Corleone, l'assessore Mostardini, Mercedes Frias, Laila Abi Ahmed e Elena Baragli di Nosotras, rappresentanti della amministrazione penitenziaria
Una presentazione in rosa. Un libro che parla di detenzione al femminile, di recluse, come restituzione alla detenute che hanno dato il loro contribuito in qualità di autrici indirette del libro. Martedì 24 marzo alle 16 alla Casa Circondariale Femminile di Empoli, si presenta "Recluse - lo sguardo della differenza femminile sul carcere" di Grazia Zuffa e Susanna Ronconi, pubblicato dalle edizioni Ediesse nel novembre 2014.
Un evento che si colloca a metà fra l'ambito letterario e quello sociale e rientra nella 2a giornata nazionale del Teatro Carcere, in cui ogni realtà carceraria italiana, dove il teatro viene impiegato nella sua duplice veste di espressione artistica e pedagogica, avrà cura di programmare un'iniziativa volta alla sensibilizzazione culturale e teatrale all'interno dei penitenziari.
All'iniziativa interverranno Graziano Pujia, direttore della struttura; Maria Grassi, comandante del personale di custodia, area sicurezza; Lucia Scaramuzzino, educatrice, area trattamentale; Lucia Mostardini, assessore alle politiche sociali del Comune di Empoli; Mercedes Frias, associazione Punto di Partenza; la presidente Laila Abi Ahmed e la vice presidente Elena Baragli di Donne Nosotras; alcuni rappresentanti dell'amministrazione penitenziaria, oltre al garante dei detenuti in Toscana, Franco Corleone, e altre figure quali insegnanti, volontari, studenti, cittadini, che a vario titolo, e sviluppando progetti differenti, contribuiscono alla realizzazione di attività formative all'interno del carcere di Empoli.
La presentazione del libro sarà condotta da Maria Teresa Delogu, operatrice della compagnia teatrale Giallo Mare Minimal Teatro e Patrizia Tellini, giornalista pubblicista. Recluse diventa in parte restituzione alle detenute al loro contributo, in qualità di autrici indirette del libro, realizzato intervistando le donne detenute delle tre carceri toscane (Empoli, Sollicciano e Pisa) e per l'occasione alcune di loro leggeranno piccoli stralci e brani del libro.
L'iniziativa che non è aperta al pubblico esterno ma su invito diretto della Casa Circondariale Femminile di Empoli, rappresenta anche un formidabile strumento che va ad unirsi al recente fermento di pubblicazioni che sta avendo luogo intorno alla detenzione femminile ed in particolar modo nella struttura empolese. Ricordiamo il libro uscito da poco Codice a sbarre e, a breve, la risposta al libro delle donne detenute di Empoli, redatto dagli studenti dell'ISIS Il Pontormo, intitolato Sbarre d'inchiostro che sarà presentato ufficialmente nel Cenacolo degli Agostiniani il 26 settembre prossimo. Strumenti di avvicinamento, analisi, riflessione, comprensione della realtà carceraria nella nostra regione e, per estensione, nel nostro paese.
La pubblicazione è stata scritta attraverso interviste alle donne detenute, alle agenti di polizia penitenziaria, al personale educativo e ad altri operatori sociosanitari. Le autrici conducono un'analisi critica dell'istituzione carcere che guarda a possibili trasformazioni, con l'obiettivo di promuovere una cultura e una prassi che supportino - invece di limitare o osteggiare - le strategie di resistenza che la differenza femminile mette in campo. Emerge un orizzonte di riforma possibile: abbandonare l'idea di pena come "minorazione" della persona e mortificazione delle sue risorse, per riconoscere alle autrici e agli autori di reato soggettività e diritti, su cui misurare le proprie e le altrui responsabilità.
Negli anni 2013-2014, la Società della Salute onlus in collaborazione con l'Asl 10 di Firenze, il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria di Firenze e le direzioni dei tre istituti femminili coinvolti (Sollicciano, Empoli e Pisa), ha effettuato una ricerca sulla detenzione femminile in Toscana. Il progetto denominato "Donne in carcere, lo sguardo della differenza femminile verso la prevenzione dell'autolesionismo e del suicidio, per un contenimento della sofferenza" è stato realizzato attraverso la raccolta di dati statistici relativi ad età, nazionalità, tipologia di reati, condotte autolesive della popolazione detenuta femminile presente in regione. Poi sono state realizzate delle interviste alle detenute nonché dei focus group con il personale di polizia penitenziaria e con il personale dell'area educativa.
Il rapporto di ricerca è stato redatto da Susanna Ronconi e Grazia Zuffa, le quali hanno rispettivamente curato le interviste alle detenute e con il personale, garantendo comunque l'anonimato e la tutela dei dati sensibili di tutti i partecipanti. Serena Franchi ha raccolto ed elaborato i dati statistici sulla popolazione detenuta femminile della Toscana e sugli eventi critici. I risultati della ricerca sono stati trasferiti nel libro di cui stiamo parlando, Recluse; mentre la ricerca è stata presentata agli operatori e operatrici coinvolti lo scorso anno nel mese di giugno alla casa circondariale femminile di Sollicciano alla presenza del provveditore regionale.
di Carmelo Musumeci
Ristretti Orizzonti, 21 marzo 2015
"Gli ergastolani sono sciolti da tutti i problemi meno da uno solo, quello di essere ancora vivi". (Diario di un ergastolano: carmelomusumeci.com).
Prima parte
Un po' di storia: gli Stati Generali era un organo di rappresentazione nazionale esistente in Francia prima del 1789, con il compito di approvare la politica tributaria del re. Luigi XVI vi fece appello per affrontare la crisi finanziaria che stava paralizzando la Francia, dando così inizio alla Rivoluzione francese.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 21 marzo 2015
Dal Papa, che oggi a Napoli pranzerà con i detenuti di Poggioreale, una condanna senza appello dei sistemi giudiziari disumani, le pene capitali e le detenzioni a vita. Papa Francesco torna ad intervenire sul tema della giustizia penale e condanna senza appello la pena di morte ma anche l'ergastolo e le lunghe detenzioni.
L'Osservatore Romano, 21 marzo 2015
All'Eccellentissimo Federico Mayor, Presidente della Commissione Internazionale contro la Pena di Morte.
Signor Presidente, con queste parole, desidero far giungere il mio saluto a tutti i membri della Commissione Internazionale contro la Pena di Morte, al gruppo di paesi che la sostengono e a quanti collaborano con l'organismo che lei presiede. Desidero inoltre esprimere il mio ringraziamento personale, e anche quello degli uomini di buona volontà, per il loro impegno con un mondo libero dalla pena di morte e per il loro contributo volto a stabilire una moratoria universale delle esecuzioni in tutto il mondo, al fine di abolire la pena capitale.
di Francesco Lo Dico
Il Garantista, 21 marzo 2015
Ora d'aria in compagnia di una sola detenuta, in una vasca di cemento da tre metri per tre. Massimo due libri e due quaderni: ma tutti tacciono.
Sanno in pochi a quale tipo di asprezze va incontro un detenuto che è sottoposto al 41 bis, regime di carcere duro. E sono ancora meno quelli che conoscono la realtà della sezione femminile del carcere delle Costarelle, L'Aquila, dove le nove recluse vivono in un regime di carcere duro più duro degli altri. Le donne che lo abitano sono seppellite vive da anni. Recluse in un sepolcro entro il quale scalciano. Oltre il quale nessuno può sentirne lo strazio. Vivono in isolamento totale. Non riescono a far sentire la loro voce.
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