Ristretti Orizzonti, 1 aprile 2023
Il progetto Kutub Hurra è rivolto ai detenuti arabofoni ed è promosso a Firenze dal carcere di Sollicciano e dal Garante dei detenuti, in stretto rapporto con l’associazione Un ponte per, che si occupa di programmi di cooperazione e solidarietà internazionale, e l’Association Lina Ben Mhenni, con sede in Tunisia, che rifornirà gratuitamente la biblioteca del Carcere di Sollicciano di libri in lingua araba.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 aprile 2023
Le autorità europee fanno ricorso a pratiche qualificate come tortura nei confronti di migranti e rifugiati che tentano di attraversare le frontiere. Un diffuso ricorso alla violenza, alle intimidazioni e alla detenzione e si identifica un “chiaro schema di maltrattamenti fisici”. Questo è ciò che si afferma nel rapporto annuale diffuso giovedì scorso dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 1 aprile 2023
Il racconto del giovane afghano: “Tutti i miei parenti erano su quella barca”. Sono le 16.45 del 6 marzo scorso quando nelle stanze della Questura di Crotone, un ragazzo afghano di 23 anni racconta a due ispettori della polizia la più drammatica e incredibile storia di morte del naufragio di Steccato di Cutro, 92 vittime nel mare d’inverno, finita agli atti dell’inchiesta dei pm calabresi. “Tutta la mia famiglia era su quella barca. Siamo partiti in 21, sedici sono morti tra le onde”.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 1 aprile 2023
Non c’è mai stata una vera politica nazionale per insegnare la lingua italiana agli immigrati, come avveniva ai nostri emigrati in America. E ipotizzando di eliminare del tutto i corsi si dimostra una smemorata brutalità. “La polizia li trascinò in carcere sottoponendoli a un trattamento abbastanza pesante”, scrisse il New York Times, “ma la principale accusa che si poteva muover loro era quella di non saper parlare inglese”. E finì con l’assalto d’una folla assatanata al carcere della Contea e il linciaggio di quei nostri undici nonni assolti dall’accusa d’aver ucciso un poliziotto. Era il 1891. “Costano così poco questi italiani che val la pena di impiccarli tutti”, disse l’allora Segretario di Stato Usa in una vignetta in cui porgeva una borsa di denaro risarcitorio al nostro ambasciatore a Washington. E quella fu solo una delle infinite e astiose accuse ai nostri emigrati, dalla Svizzera all’Australia, di rinserrarsi nelle Little Italy, spesso luoghi di disagio e violenza, per le difficoltà a imparare la lingua del posto. Uno stereotipo che pesò moltissimo sulla nostra emigrazione. Tutto rimosso.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 1 aprile 2023
“È l’amore che crea una famiglia”, recitavano le magliette dei manifestanti a Milano, lo scorso 18 marzo per difendere un diritto che è grottesco mettere in discussione, ovvero quello di registrare all’anagrafe i figli di coppie omogenitoriali. E come accade sempre, chiunque sia al governo, si parte da un segmento per allargare il discorso e consentire a chi nulla sa di orientare il dibattito pubblico ed esacerbare gli animi fino a ledere platealmente i diritti delle persone credendo di essere legittimati a farlo. È questa la post-verità, la verità delle viscere, quella che fa dire a chiunque: “Così deve essere, perché così la penso io”.
di Valeria Valente
Il Riformista, 31 marzo 2023
La Carta tutela i detenuti da trattamenti disumani e dalla violenza fisica e morale. Perché si nega la foto dei genitori all’anarchico? A che titolo si tiene in cella l’ex vicepresidente del Parlamento Ue? Il caso Cospito e il confronto sul 41 bis, la vicenda della ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, da più di 100 giorni in carcerazione preventiva: possiamo mai girare lo sguardo dall’altra parte e non osservare le contraddizioni che portano alla luce?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 marzo 2023
Violenze e umiliazioni. Accusati 28 agenti del carcere di Biella. Ma con la nuova legge... Atti di violenza fisica e psicologica, minaccia grave, senza pantaloni e abbassati gli slip per generare umiliazione, con tanto di manette ai polsi e nastro adesivo nelle gambe. Così avrebbero agito i 28 agenti della Polizia penitenziaria nei confronti di tre detenuti stranieri del carcere di Biella, e quindi accusati di tortura a partire da primo episodio avvenuto l’11 giugno del 2022.
di Carmine Di Niro
Il Riformista, 31 marzo 2023
Alfredo Cospito resta al 41 bis perché resta considerato ancora pericoloso e perché non si è dissociato. È la motivazione del verdetto 13258 depositato dalla Prima sezione penale della Corte di Cassazione con cui è stato respinto il ricorso presentato agli Ermellini dai legali dell’anarchico detenuto al 41 bis e in sciopero della fame da oltre cinque mesi.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 31 marzo 2023
La maggioranza del Cnb ha ritenuto che nel caso di pericolo di vita, il medico debba porre in essere tutti quegli interventi atti a salvargli la vita. La libertà di autodeterminazione di un detenuto in materia sanitaria prevale o può, nei casi di imminente pericolo di vita, essere compressa dalle Istituzioni che hanno in custodia il soggetto?
di Massimo Cacciari
La Stampa, 31 marzo 2023
Tempi bui per la nostra Patria. Tanto precario il suo stato di salute, tanto minacciata la sua sicurezza, da essere costretta a tenere in isolamento assoluto, in carceri inviolabili non solo mafiosi stragisti (i terroristi “in grande” degli anni di piombo - tra collaborazioni e pentimenti - se la sono quasi tutti cavata), ma anche un anarchico colpevole di reati che mai in passato avremmo immaginato capaci di ledere le fondamenta del nostro ordinamento.
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