comune.chieti.it, 23 maggio 2026
Si è svolta ieri mattina al Museo d’Arte Costantino Barbella la presentazione della raccolta di racconti “Voci dal mondo altro - Storie dritte su righe storte”, volume che raccoglie gli scritti delle detenute della Casa Circondariale di Chieti, realizzato nell’ambito di un progetto promosso dal Comune di Chieti insieme alla struttura penitenziaria. L’iniziativa, partecipata da istituzioni, studenti e cittadini, ha rappresentato un importante momento di riflessione sul valore della cultura, della scrittura e dell’arte nei percorsi di recupero e reinserimento sociale delle persone detenute, nell’ambito delle azioni promosse dal programma “Chieti Città che Legge”, che vede il carcere fra i firmatari del Patto per la lettura del Comune di Chieti.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 23 maggio 2026
Siamo un Paese fermo tra immobilismo e crisi di visione. Bisogna ritornare allo spirito del dopoguerra. E offrire un sogno, una speranza. Alec Ross ha dedicato al nostro Paese un importante volume, “The italian dream”, in cui si chiede, con l’affetto di chi ha origini italiane e lavora a Bologna e parla della nostra terra dicendo “noi”, perché non esista un sogno italiano. Alec Ross è americano. Ha lavorato con Hillary Clinton e ha guidato la politica tecnologica per la campagna di Barack Obama. I suoi bisnonni, all’inizio del Novecento, sono partiti dall’Abruzzo per cercare fortuna e lavoro. Si sono imbarcati per andare nella terra delle opportunità, erano analfabeti e finirono a lavorare, a poco prezzo, nelle miniere di carbone.
di Francesco Profumo
Corriere della Sera, 23 maggio 2026
La scuola è una delle grandi infrastrutture democratiche della nostra società. La mattina del 13 maggio, a Reggio Emilia, quando la Principessa del Galles ha incontrato bambini e bambine, insegnanti, atelieristi, ricercatori e comunità educanti del Reggio Emilia Approach, si è materializzato qualcosa di profondo. Il riconoscimento internazionale del fatto che l’educazione sia oggi una delle grandi questioni politiche del nostro tempo. Non “politiche educative” nel senso amministrativo del termine, ma politica nel suo significato originario e più alto: costruire le condizioni della convivenza civile. In un’epoca segnata da guerre, polarizzazioni, linguaggi aggressivi e crescente frammentazione sociale, l’educazione rappresenta uno dei pochi strumenti capaci di generare coesione.
di Mario Riccio*
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Nel dibattito pubblico, si torna a parlare di una (ipotetica) legge sul fine vita. Questo perché il prossimo 3 giugno si dovrebbe - il condizionale è d’obbligo - discutere un testo della attuale maggioranza. O forse no e si potrebbe ripartire da una vecchia proposta, modificata, della passata legislatura. Ora, va subito chiarito che in entrambi i casi non si discuterà di una reale legge sul fine vita, come talora si fa credere sui media. Ovvero di una legge organica che riconosca la morte medicalmente assistita. Come ormai avvenuto in molti paesi occidentali, ultima la cattolicissima Spagna. Qui si tratterebbe semplicemente di una sorta di modesta legge quadro che meglio regoli tempi e modalità attuative sulla base di quanto indicato dalla Corte costituzionale nelle varie sentenze di merito, dalla 242/19 (cosiddetta DJFabo/Cappato) alle successive.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 23 maggio 2026
Difesa dei confini, prevenzione di reati, esternalizzazione dell’esame delle domande di protezione e dei centri per il rimpatrio, e non una parola sul divieto di respingimento: la dichiarazione di Chisinau segna il punto più basso del Consiglio d’Europa. Il 15 maggio 2026 si è tenuta a Chisinau, in Moldavia, la 135esima sessione del Consiglio d’Europa, un’organizzazione internazionale estranea all’UE, fondata nel 1949 con sede a Strasburgo la cui prima finalità è la promozione dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto; comprende 46 Stati membri, inclusi tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.
di Mario Chiavario
Avvenire, 23 maggio 2026
Il procedimento dell’Aja contro Al Hishri dimostra che resta possibile perseguire crimini contro l’umanità garantendo insieme ascolto alle vittime e diritto di difesa. “Coloro che commettono crimini di guerra, genocidi o altri crimini contro l’umanità non rimarranno più fuori della portata della giustizia… Sta finalmente arrivando il momento in cui l’umanità non sarà più testimone impotente delle peggiori atrocità, perché quelli che tenteranno di commettere tali crimini sapranno che la giustizia li attende”. Era l’11 aprile 2002 e così si esprimeva Kofi Annan, allora Segretario generale dell’Onu, commentando la notizia del raggiungimento del numero minimo di ratifiche del Trattato stipulato quattro anni prima a Roma e contenente lo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, grazie a che quest’ultima poteva finalmente prendere corpo.
di Elena Molinari
Avvenire, 23 maggio 2026
Tony Carruthers, 57 anni, è l’uomo condannato. Dopo un’ora di tentativi, le autorità hanno deciso di fermarsi e dare al detenuto una proroga di un anno. Doveva essere ucciso giovedì sera nel carcere di massima sicurezza di Riverbend, a Nashville. Ma dopo oltre un’ora di dolorosi tentativi per trovare una vena adatta all’iniezione letale, l’esecuzione di Tony Carruthers, 57 anni, è stata sospesa. Poco dopo, il governatore repubblicano del Tennessee Bill Lee ha concesso al detenuto una proroga di un anno. Carruthers era stato condannato per il rapimento e l’omicidio di tre persone a Memphis nel 1994.
Stefano Mauro
Il Manifesto, 23 maggio 2026
Lo smantellamento della protesta nel campo di Gdeim Izik Secondo il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura Rabat nel Sahara Occidentale pratica “un modello costante di arresti arbitrari, isolamento, atti di tortura durante gli interrogatori e il successivo utilizzo di confessioni ottenute sotto coercizione nei procedimenti giudiziari”. Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (Cat) ha nuovamente constatato che il Marocco viola “i diritti dei detenuti saharawi legati alla protesta del campo di Gdeim Izik nel Sahara occidentale”, affermando che i dieci casi esaminati indicano “un modello costante di arresti arbitrari, isolamento, atti di tortura durante gli interrogatori e il successivo utilizzo di confessioni ottenute sotto coercizione nei procedimenti giudiziari”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 22 maggio 2026
L’intenzione è buona. Ottima: offrire un alloggio a chi potrebbe ottenere i domiciliari ma non sa dove scontarli. L’attuazione è complicata. Molto. E i tempi non saranno brevissimi. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio presenta il progetto sulla detenzione differenziata in strutture esterne insieme con i due “autori materiali”, il sottosegretario Andrea Ostellari e il capo dipartimento Giustizia minorile Antonio Sangermano. Il quale ha competenza sul tema giacché il nome esteso del suo ambito è “minorile e di comunità”, e comunitarie appunto saranno le residenze in cui via Arenula confida di trasferire, entro l’anno, fra i 2.500 e i 3.000 reclusi. Si tratta di persone che abbiano ancora almeno 8 mesi di pena residua: tale sarà il periodo ordinario di permanenza previsto in questi alloggi. C’è un bando per gli enti disponibili a collaborare: il termine per le prime manifestazioni d’interesse scade il 30 maggio.
di Giulia Merlo
Il Domani, 22 maggio 2026
Il ministero ha presentato il regolamento che consentirà ai detenuti non pericolosi ma senza un domicilio di scontare in strutture di comunità gli ultimi otto mesi di detenzione. Lo strumento, subordinato al sì del magistrato di sorveglianza, dovrebbe entrare in funzione a settembre. Per ora, però, hanno presentato manifestazione di interesse solo sette strutture. “Un mondo nuovo di detenzione non carcerocentrica, ma nemmeno indulgenziale in modo acritico”, così il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato il progetto di nuove strutture residenziali per i detenuti che rientra nel sistema delle misure alternative.
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