Il Resto del Carlino, 20 novembre 2022
Domani interessante seminario con il prof. Giostra, Tarquinio e il procuratore Narbone. Si parlerà di “Processo, presunzione d’innocenza, giustizia mediatica” domani, dalle 16, nell’aula blu del Polo Pantaleoni con il professor Glauco Giostra, il direttore dell’Avvenire, Marco Tarquinio, e il procuratore di Macerata Giovanni Fabrizio Narbone. L’incontro è l’occasione per riflettere, a un anno dall’entrata in vigore del decreto legislativo 188 del 2021, su come si possa garantire il diritto costituzionale dell’indagato di essere considerato innocente fino a una condanna irrevocabile, evitando il rischio di una sentenza anticipata in grado di compromettere, a prescindere dall’effettivo accertamento della responsabilità dell’imputato nel processo, l’immagine e i rapporti sociali di quest’ultimo. Il seminario sarà aperto da una relazione di Glauco Giostra, ordinario di Diritto processuale penale alla Sapienza di Roma, introdotta dal penalista Roberto Acquaroli. Per Giostra, studioso da lungo tempo dei rapporti tra processo penale, garanzie dell’imputato e diritto all’informazione, si tratta di un ritorno nell’ateneo dove ha insegnato per più di venti anni. Alla tavola rotonda, coordinata dalla presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata, Maria Cristina Ottavianoni, parteciperanno il direttore Tarquinio, il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, l’avvocato Jacopo Allegri, presidente della Camera penale di Macerata, e l’avvocato Andrea Tassi, docente di diritto processuale penale nell’Università di Macerata. Le conclusioni sono affidate a Luigi Lacché, ordinario di Storia del diritto nell’ateneo maceratese.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 20 novembre 2022
C’è una notizia per i circa 57mila detenuti che sono in carcere in Italia: potranno vedere in tv le partite dei Mondiali essendo trasmesse in chiaro dalla Rai. Ciò vale anche per i centotrentatré detenuti dell’Ecuador e per l’unico recluso del Qatar, nazioni che si sfideranno nel match inaugurale. E vale anche per i ventiquattro iraniani e i sette inglesi, le cui nazionali si scontreranno invece lunedì.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 20 novembre 2022
Nelle ultime tre settimane, in assenza di navi delle organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo sono arrivati 15 mila migranti. Imbarazzo alla vigilia del vertice Ue convocato dopo lo scontro con Parigi.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 20 novembre 2022
Nel Paese ci sono oltre 700 mila migranti in attesa di partire su rotte controllate dai trafficanti. Il ritorno di Haftar e la rete occulta dei centri di detenzione. Chi comanda in Libia? Uno e centomila, dunque nessuno. La Libia è un rompicapo che si fa più complicato ogni giorno che passa. Un caotico teatro dell’assurdo, dove nuovi attori si aggiungono ai vecchi - il generale Haftar, il poliziotto-trafficante Bija - che sembravano finiti e invece non se ne sono mai andati. Ci sono due governi e sono entrambi deboli: quello di Tripoli del premier Dbeibah è scaduto a giugno 2021 e non riesce a indire nuove elezioni; quello di Tobruk, affidato a Bashanga, non è riconosciuto dalle Nazioni Unite. Le vittime sono sempre loro, i migranti, che fame, conflitti e cambiamenti climatici trascinano in Libia per cercare chi un lavoro, chi un passaggio verso l’Europa, chi una possibilità.
di Cristian Martini Grimaldi
La Repubblica, 20 novembre 2022
L’uomo era in stato di fermo dal 25 ottobre perché con permesso di residenza scaduto. Negli anni sono state numerose le proteste da parte di gruppi umanitari per le condizioni di detenzione di immigrati in Giappone
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 20 novembre 2022
Poche persone alla manifestazione romana di solidarietà con le donne di un Paese dove negli ultimi due mesi si contano già 378 vittime.
di Farian Sabahi
Il Manifesto, 20 novembre 2022
Quasi 17mila gli arrestati, tra i 16 e i 22 anni. E il leader supremo si rivolge ai giovani: “Troppo piccoli per danneggiare il sistema”. La maggior parte delle persone arrestate in questi due mesi di proteste ha tra 16 e 22 anni. È pensando a loro che il leader supremo ha dichiarato: “Sono troppo deboli e troppo piccoli per danneggiare il sistema”.
di Edoardo Albinati e Francesca d’Aloja
La Lettura - Corriere della Sera, 20 novembre 2022
La miseria, la meraviglia. Edoardo Albinati torna a Kabul vent’anni dopo il primo viaggio e un anno dopo la vittoria dei talebani. Con lui c’è Francesca d’Aloja, anche lei scrittrice.
Il Dubbio, 19 novembre 2022
78 morti in poco più di 10 mesi. È il numero di suicidi in carcere registrati fino ad oggi. Un record lugubre, terribile, inaccettabile. Mai prima d’ora era stato raggiunto questo abisso. Sappiamo bene cosa si dovrebbe fare per evitare o contenere questo massacro quotidiano: depenalizzare e considerare il carcere solo come extrema ratio, moltiplicare le pene alternative, dare la possibilità al cittadino detenuto di iniziare un vero percorso di inclusione nella comunità. Chi è in custodia nelle mani dello Stato dovrebbe vivere in spazi e contesti umani che rispettino la sua dignità e i suoi diritti. Chi è in custodia dello Stato non dovrebbe togliersi la vita!
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 19 novembre 2022
È un pendolo curioso quello che oscilla tra la rivendicazione di un famoso e prestigioso scrittore anticamorra di poter esprimere liberamente il proprio pensiero e la richiesta, proveniente da un’associazione privata e diretta alla polizia antimafia, di accendere un faro sulla gestione di una pubblicazione curata da detenuti.
- Gli agenti invocano “Gratteri al Dap”, ma il governo vuole Riello
- Gratteri: “Tossicodipendenti ai domiciliari, costruire nuove carceri con il Pnrr”
- Contro i suicidi non servono nuove carceri ma applicare le misure alternative
- Le difficoltà della medicina penitenziaria dopo la pandemia. “Suicidi, conseguenza sistemica”
- Dodici ore libere dopo trent’anni di carcere











