di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 marzo 2023
Hanno fatto un deserto. Vent’anni fa Stati Uniti e alleati commisero l’errore di rispondere con un’azione bellica a un atto di terrorismo, riflette il giurista. Oggi che la guerra è tornata nel cuore dell’Europa e la minaccia nucleare è stata normalizzata è sempre più urgente una Costituzione della terra per la pace, il disarmo, la protezione dei beni naturali e artificiali, il contrasto al cambiamento climatico. “Il futuro della democrazia e la sopravvivenza stessa dell’umanità sono minacciate da quello che Eisenhower chiamava apparato militare-industriale - afferma Ferrajoli - La guerra è naturale, la pace è artificiale e va istituita. Bisogna abolire gli eserciti e le armi. Il monopolio pubblico della forza non ha bisogno di carri armati o bombe”
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 21 marzo 2023
“Il trasferimento di individui viene considerato un comportamento che lede un bene giuridico, cioè il diritto delle popolazioni civili a continuare a vivere all’interno della propria comunità”.
di Marco Santopadre
Il Manifesto, 21 marzo 2023
Sono 44 e hanno investito 13,5 miliardi di euro in tre anni. “Sostengono la militarizzazione della società”, denuncia il Centre Delàs d’Estudis per la Pau di Barcellona. La militarizzazione delle frontiere rappresenta un grande affare e quella del Mediterraneo non fa eccezione, come rivela uno studio pubblicato dal “Centre Delàs d’Estudis per la Pau” di Barcellona. L’istituto di ricerca rivela che, negli ultimi tre anni, 44 entità bancarie operanti in Spagna hanno investito 13,5 miliardi di euro per finanziare le imprese del comparto bellico alle quali i governi europei affidano la blindatura delle frontiere meridionali e orientali del Mare Nostrum.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 20 marzo 2023
Il sottosegretario alla Giustizia: “Sgravi e incentivi per chi fa lavorare chi è in cella. Tra quanti imparano un mestiere, soltanto il 2% ritorna a delinquere”. Per grandi fabbriche e piccole imprese sarà più conveniente assumere detenuti. È questo il piano a cui si lavora a via Arenula, sede del ministero della Giustizia: un “maxi-sconto” per chi decide di far lavorare alle proprie dipendenze coloro che oggi stanno scontando una pena detentiva. Con vantaggi sia per i carcerati, “che così imparano un mestiere”, sia per lo Stato, perché “chi riesce a professionalizzarsi ha molta meno probabilità di tornare a delinquere una volta libero”.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 20 marzo 2023
Chi lavora, non delinque. O almeno, ha molte meno probabilità di tornare a farlo, una volta rimesso in libertà. A dirlo sono i numeri: secondo le statistiche in mano al ministero della Giustizia, soltanto due detenuti su cento tra quelli che in carcere hanno beneficiato di un contratto di lavoro (quasi sempre siglato con la stessa amministrazione penitenziaria) tornano a commettere crimini, dopo aver finito di scontare la loro pena.
di Thomas Mackinson
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2023
Il sottosegretario alla Giustizia Del Mastro anticipa un progetto per far scontare la pena direttamente nelle strutture. L’uscita irrita il suo omologo leghista Ostellari e pure Fdi (la delega è a Chigi). Gelo dagli operatori di settore che chiedono da anni di potenziare i servizi. Saletti: (Saman): “L’idea di comunità come ‘luogo di pena’ è vecchia e già fallita”. Così il tentativo di dare un’anima sociale alle riforme sulla Giustizia naufraga insieme all’occasione di fare la cosa giusta.
di Nando dalla Chiesa
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2023
Arianna mi guida con la leggerezza di chi conosce i luoghi a memoria. Le strade che fendono i campi. Scritte minacciose sui muri che le costeggiano. Blocchi di edifici. Inferriate e dispositivi elettronici. Viene qui nel carcere di Opera da sette anni. Per un progetto che in poco tempo ha fatto crescere il numero dei detenuti iscritti alla Statale di Milano da 5 a più di 130. Arianna Zottarel è una delle decine e decine di studenti e dottorandi che ci lavorano volontariamente come tutor, se mai fosse necessario smentire i luoghi comuni sui giovani d’oggi. E se mai fosse necessario, vista la sua storia, smentire l’idea di un’antimafia con la vendetta al posto del cuore. Mi fa da angelo custode salutando educatamente a destra e sinistra, mentre io resto ammirato da quel suo impegno schivo e mai guascone.
di Francesco Rigatelli
La Stampa, 20 marzo 2023
Alessandra Ballerini: “Da Genova a Ventimiglia ho vissuto l’abisso dell’uomo, ma anche i valori costituzionali. Chi esercita il potere deve muoversi con cautela. I giudici in molti casi possono cambiare la vita delle persone”. Quando Alessandra Ballerini aprì il suo studio legale con due colleghi a Genova non aveva idea che si sarebbe specializzata in diritti umani e immigrazione. “All’inizio sapevo solo che non avrei voluto occuparmi di sfratti, risarcimenti o recupero crediti. Ho un’idiosincrasia verso le ingiustizie e stare dalla parte del torto è sempre stato il mio posto”. Poi come racconta in “La vita ti sia lieve” (Zolfo) è incappata in Carlos, il suo primo cliente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 20 marzo 2023
Giovanni Tartaglia Polcini è uno dei massimi esperti italiani di corruzione. È stato pubblico ministero dal 1996, per quasi vent’anni anni, nel distretto della Corte di Appello di Napoli. È tra i componenti del comitato scientifico dell’Eurispes, forse l’istituto di ricerca italiano che ha compiuto le analisi più originali nel campo della giustizia.
di Pippo Giordano*
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2023
Bene! Tra qualche giorno la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche stranieri, sarà operativa. Per quanto mi riguarda che ci sia o non ci sia è indifferente. Da anni nei confronti della Commissione antimafia nutro scetticismo, atteso che non ho mai visto elementi concreti di cambiamento nella lotta alle mafie.
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