di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 4 novembre 2022
La nuova strategia di Piantedosi per vincere il braccio di ferro sui mille naufraghi in mare da giorni. Così, anche se l’Italia ne autorizzasse lo sbarco, la gestione ricadrebbe sui Paesi di bandiera.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 4 novembre 2022
Il racconto dei sopravvissuti svela il nuovo business. Le indagini del Servizio centrale operativo della polizia per arrivare a chi organizza le rotte. “Uno è della Costa d’Avorio - ha sussurrato il testimone - so che da qualche tempo vive in Tunisia. Si fa chiamare Sec”. Un altro è tunisino: “Mohamed”, ha raccontato un secondo testimone ai poliziotti della squadra mobile di Agrigento. “C’è un terzo trafficante, molto attivo, si occupa di fare arrivare i migranti in Tusinia, a Sfax”. Viene descritto così: “È un uomo di colore che parla bene il francese, non è molto alto. Ha i capelli rasati, età fra i 30 e i 32 anni”.
di Gabriele D’Angelo
L’Essenziale, 3 novembre 2022
Almeno 73 detenuti si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno. Molti erano stati condannati per reati minori e sarebbero usciti di lì a poco. Quasi uno su quattro aveva meno di trent’anni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 3 novembre 2022
A Termini Imerese si è impiccato un uomo di 45 anni e 5 figli. Secondo Eurostat il tasso suicidario è più alto tra i detenuti in custodia cautelare. Come promesso, questa mattina il ministro della Giustizia Carlo Nordio si recherà, accompagnato tra gli altri dal capo del Dap Carlo Renoldi, in visita al carcere romano di Regina Coeli (dove fino a qualche giorno fa era detenuto il giovane pakistano che dorme ininterrottamente da mesi, considerato in quell’istituto un “simulatore” e mai sottoposto ad adeguati accertamenti medici). Nel pomeriggio poi, il Guardasigilli si trasferirà a Napoli per un’altra toccata e fuga alla casa circondariale di Poggioreale.
di Lucio Leante
L’Opinione, 3 novembre 2022
Bisogna affermare il principio liberale che l’educazione non può e non deve realizzarsi mai contro la volontà e la libertà interiore dell’educando, quando questi non vuole essere educato, accettando le conseguenze del suo rifiuto. Ne deriva che la funzione rieducativa della pena, prevista dalla nostra Costituzione, non può e non deve realizzarsi contro la volontà del detenuto rieducando. Se questi, come fanno i mafiosi irriducibili, non manifesta tale volontà dissociandosi dalla sua subcultura e organizzazione mafiosa e collaborando concretamente con lo Stato e persiste, invece, nella volontà di fare guerra allo Stato, quest’ultimo non può e non deve cercare di “rieducarlo” per forza.
di Luigi Mollo*
Il Dubbio, 3 novembre 2022
Chi torna in libertà inizia una seconda carcerazione fatta di negazioni lavorative e personali. Poetica. Ecco che le carceri/mercanti sono le gabbie di uccelli/detenuti, e i detenuti/uccelli vengono addestrati a far ritorno nelle loro gabbie/celle.
di Giovanni Varriale
Il Riformista, 3 novembre 2022
La relazione annuale a firma del garante regionale per i detenuti Samuele Ciambriello, getta ancora una volta nello sconforto più totale gli operatori del diritto. Sono svariate le preoccupazioni che emergono da quest’ultima relazione: si va dal dato del sovraffollamento (le carceri italiane sono le più sovraffollate d’Europa), dal tasso di suicidi sempre in aumento, fino alla carenza di personale nelle strutture carcerarie addirittura nel Carcere di Poggioreale vi è carenza di agenti di Polizia penitenziaria. Sono dati quelli sciorinati dal Garante che devono allarmare e preoccupare operatori del diritto e non.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 novembre 2022
Lunedì scorso, un detenuto adolescente di 17 anni ha tentato di suicidarsi con un cappio ricavato dalle lenzuola nel carcere minorile di Quartucciu, in provincia di Cagliari. A salvarlo dalla morte sono stati gli agenti di polizia penitenziaria presenti in istituto che sono prontamente intervenuti.
di Giovanni Fiandaca
Il Manifesto, 3 novembre 2022
I primi atti del governo illuminano il finto garantismo, repressivo e carcerocentrico. Tipologie di reato discrezionali, segni di derive securitarie, rinvio delle pene sostitutive, citazioni a sproposito di Falcone e Borsellino. Caro Nordio, che delusione.
di Mario Chiavario
Avvenire, 3 novembre 2022
È stretto e in salita il binario verso una giustizia più umana. Ergastolo ostativo e rinvio della riforma del processo penale Due questioni distinte e non confondibili, ma non a caso accomunate, tra loro e con quella della risposta legislativa ai rave party, in un decreto legge all’insegna di “legge e ordine” e “tolleranza zero”.
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