dire.it, 5 novembre 2022
Il Bahrein “sia faro nel promuovere in tutta l’area diritti e condizioni eque e sempre migliori per i lavoratori, le donne e i giovani, garantendo in pari tempo rispetto e attenzione per quanti si sentono più ai margini della società, come gli emigrati e i detenuti”. Questo l’appello che Papa Francesco ha lanciato in occasione del suo primo discorso tenuto in Bahrein, meta del suo 39° viaggio apostolico.
Il Foglio, 5 novembre 2022
Che cosa dice l’importante sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il mese scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha emesso una sentenza importante. Il caso era quello del cittadino taiwanese Hung Tao Liu, sul quale pendeva dal 2016 un red notice, un mandato d’arresto internazionale dell’Interpol, da parte della Repubblica popolare cinese. Dopo essere stato arrestato in Polonia, nel 2018 un tribunale di Varsavia aveva autorizzato l’estradizione verso Pechino. Le accuse contro di lui erano di frode telematica.
di Davide Galliani*
Il Riformista, 4 novembre 2022
La correttezza costituzionale è più di una mera prassi opportuna da seguire, anche se non seguirla non significa mettere in campo scelte incostituzionali. Questa la domanda: l’adozione da parte del Governo del decreto-legge 162/2022 rientra nell’ambito della correttezza costituzionale?
di Claudia Diaconale
L’Opinione, 4 novembre 2022
Le aspettative erano alte: tutti i garantisti attendevano con ansia le prime mosse del nuovo ministro della Giustizia Carlo Nordio. Come spesso accade, però, la realtà è più amara e porta a cocenti delusioni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 novembre 2022
Parla Cinzia Barillà, presidente di Magistratura Democratica: “L’aumento del perimetro delle ostatività è stato la panacea di ogni male per chi decide del destino della cosa pubblica dinanzi a situazioni di recessione o di emergenza”. Ergastolo ostativo: ne parliamo con Cinzia Barillà, presidente di Magistratura Democratica e giudice di sorveglianza presso il Tribunale di Reggio Calabria.
di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 4 novembre 2022
Ignazio Vitale passa tutti i giorni al cimitero da suo figlio Roberto. “Lucido la sua tomba, parlo con lui, piango. La gente mi prende per matto ma è l’unico modo che conosco per vivere”. Roberto si è suicidato nel carcere Pagliarelli di Palermo lo scorso 15 settembre. Aveva 29 anni.
di Sandro Libianchi
La Discussione, 4 novembre 2022
Tutti sanno che le prigioni sono un posto infame, dove il degrado personale, la violenza, la sofferenza sono dietro l’angolo. E non c’è verso di uscire da questo labirinto, dove quasi sempre ci si perde. Talvolta, ma molto raramente, può anche servire a qualcosa di buono.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 4 novembre 2022
Ci sono almeno due verità sul caso della morte di Stefano Cucchi: una disputata; l’altra negletta. La verità disputata, per quanto infine sigillata in una decisione giudiziaria, è che Stefano Cucchi è stato ucciso, e che la morte è avvenuta a causa del pestaggio cui il giovane è stato sottoposto da parte dei carabinieri che l’avevano in custodia dopo l’arresto.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 4 novembre 2022
È il momento che la premier Giorgia Meloni, il ministro Carlo Nordio e il viceministro Francesco Paolo Sisto, mostrino con i fatti, “acta non verba”, come cita pure il brocardo di una delle maggiori organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, la massima attenzione verso il mondo penitenziario, sia sul versante del personale, demotivato da anni di devastante abbandono, che su quello delle condizioni dei detenuti, e un tanto non per bontà d’animo, per quanto non costituisca un peccato, ma per fare proprio “sicurezza”. Le carceri, infatti, rischiano di trasformarsi in una sorta di cluster-bomb sociale, con conseguenze imprevedibili, ora che gli imbonitori politici di sempre hanno levato le tende, lasciando però sul campo le più fedeli vedette, indifferenti ai principi del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 4 novembre 2022
Prime visite in carcere per il ministro della Giustizia. Lo aveva annunciato subito dopo il suo insediamento, lo ha fatto oggi, prima a Regina Coeli poi a Poggioreale. “Abbiamo preso atto del grande lavoro che è stato fatto e che sarà potenziato da noi per migliorare le condizioni di vita dell’amministrazione penitenziaria e dei detenuti” ha dichiarato Carlo Nordio all’uscita del carcere romano.
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