di Ilario Lombardo
La Stampa, 3 novembre 2022
Oggi la premier a Bruxelles per negoziare su Pnrr, fondi di coesione e bollette. Alta tensione sulla concorrenza: “Imporre le gare è incostituzionale”. Giorgia Meloni è stata informata in serata della risposta data dal governo tedesco al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per Berlino i migranti della nave Humanity One vanno portati in salvo.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 3 novembre 2022
Oltre mille persone a processo a Teheran. Niloufar Hamedi e Elaheh Mohammadi, tra le prime a seguire la vicenda di Mahsa Amini, si trovano nella prigione di Evin. Secondo le autorità iraniane sono state addestrate in Paesi terzi tra cui Italia e Turchia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 novembre 2022
Siamo giunti a 74 suicidi in carcere dall’inizio dell’anno, e mancano ancora due mesi alla fine. Nel giro di 48 ore gli ultimi due: uno a Siracusa e l’altro a Caltagirone. Mai in 20 anni, si è raggiunta una cifra del genere. Un macro record che diventa ancora più drammatico quando, come ha spiegato l’associazione Antigone, si fa la relazione tra il numero dei casi e la media delle persone detenute nel corso dell’anno: In carcere ci si uccide oltre 21 volte in più che nel mondo libero.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 2 novembre 2022
Il precedente drammatico primato era del 2009 quando al 31 dicembre si erano suicidate 72 persone. Settantaquattro suicidi in 10 mesi. Per le carceri italiane è il dato più triste e drammatico degli ultimi 13 anni con i numeri più importanti a Foggia e San Vittore a Milano. A raccontare questa triste conta è Antigone, l’associazione che si occupa dei diritti dei detenuti che svolte l’attività anche con l’osservatorio sulle condizioni dei detenuti, un organismo che si occupa, tra le altre cose, di analizzare e fare il punto su quanto avviene dietro nelle strutture penitenziarie, con focus anche sui suicidi.
di Roberto Cota
Il Riformista, 2 novembre 2022
La materia del cosiddetto ergastolo ostativo (istituto che non consente di accedere ai benefici carcerari tipo permessi premio o semilibertà) non è delle più semplici perché si presta certamente ad essere strumentalizzata in senso populista: “niente benefici ai mafiosi che non collaborano con la giustizia!”. Detta così, tutti d’accordo! Anzi, il popolo, in particolare quello che si scalda sui social, andrebbe oltre: “buttiamo via la chiave, muriamoli vivi, etc.”.
di Angela Stella
Il Riformista, 2 novembre 2022
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge contenente, tra le altre, misure urgenti in materia di ergastolo ostativo e rinvio dell’entrata in vigore della riforma del processo penale al 30 dicembre. Due reazioni opposte da parte di magistratura e avvocatura. Positiva da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati, negativa dall’Unione delle Camere Penali Italiane.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 novembre 2022
L’ex deputata dem: “Le norme sul 4 bis varate lunedì sono peggiorative, e aprono un conflitto con la Consulta e la Cedu”. Enza Bruno Bossio, parlamentare del Partito democratico nella legislatura che si è conclusa da poco, si è sempre battuta alla Camera affinché la legge di riscrittura dell’ergastolo ostativo, cassato dalla Corte costituzionale, fosse in linea con le indicazioni date appunto dalla Consulta. Oggi commenta quanto accaduto due giorni fa in Consiglio dei Ministri.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 2 novembre 2022
Le prime pagine dei giornali di ieri fanno venire i brividi. Con sfumature varie sono tutti con la Meloni (tranne le mosche bianche del Manifesto e del Dubbio). Anche i giornali che avanzano qualche critica non osano né mettere in discussione la decisione di rafforzare l’ergastolo, in violazione della Costituzione, né quella di rinviare la riforma Cartabia per ordine (è stata questa la giustificazione addotta dal ministro) delle procure generali.
di Gennaro De Falco
Il Riformista, 2 novembre 2022
Visto che il Signor Presidente del Consiglio ha esaudito sia la mia prima richiesta apparsa sulle pagine de Il Riformista quando ancora non era stata neanche nominata, vale a dire di farsi definire e chiamare come lingua italiana comanda, sia la richiesta di riportare al centro il merito, ora rivolgo un’ulteriore supplica e questa volta la rivolgo anche al signor ministro della Giustizia.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 2 novembre 2022
Cattivi consigli. L’imbarazzo del ministro della giustizia: l’ex magistrato si era schierato per la “depenalizzazione” ma arrivano misure securitarie. Secondo i dati elaborati da Open polis, il governo Meloni ha l’età media più alta della storia repubblicana. Dunque non ci sarebbe da stupirsi che nel suo primo atto abbia rastrellato allarmi costruiti ad hoc per scatenare quello che il criminologo Stanley Cohen ha definito “panico morale”. Un’ondata rivolta contro la devianza giovanile che sarebbe rappresentata dai rave party. Contro i quali il governo individua una nuova fattispecie di reato: dagli articoli sensazionalistici di giornale si va direttamente agli articoli del codice penale.











