di Errico Novi
Il Dubbio, 2 novembre 2022
Dalle norme sull’ergastolo, peggiorative del quadro esistente, al reato di rave, la strategia di Meloni punta a neutralizzare il guardasigilli. Che si gioca tutto nella conversione del Dl Giustizia: i securitari della maggioranza proveranno a eliminare le misure “anti-sovraffollamento” di Cartabia, al ministro toccherà difenderle.
di Giovanni Maria Flick
La Stampa, 2 novembre 2022
Il decreto del governo guidato da Giorgia Meloni che introduce il nuovo reato di “invasione di edifici finalizzata ai raduni” (sinteticamente ribattezzato “reato di rave”) prevedendo pene che possono arrivare a sei anni, ha scatenato un inevitabile dibattito che merita alcune osservazioni. Così come merita alcune osservazioni la discussione sull’ergastolo ostativo, alimentata, tra gli altri, da Gian Carlo Caselli con un articolo uscito su questo giornale.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 2 novembre 2022
Dalle carceri alle depenalizzazioni, il nuovo Guardasigilli rappresentava per i garantisti un sogno realizzato. Ma in poche ore il governo ha abbracciato le grida di Travaglio sul 4bis e i peggiori tic forcaioli. Il governo ha fatto proprio un testo già approvato dalla precedente legislatura alla Camera dei deputati. Ma è una norma astuta e compilata con il trucco. Che pone mille ostacoli al detenuto, al solo fine di farlo marcire in galera
di Annarita Digiorgio
Il Foglio, 2 novembre 2022
La proposta del ministro Nordio è già stata tentata (senza particolare successo) in passato. Col risultato che il proliferare delle leggi si è oramai trasformato in pura discrezionalità.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 2 novembre 2022
L’ex presidente dei penalisti italiani: “Quella norma sui Rave sembra scritta da chi ha scarsa conoscenza del diritto”. Senza giri di parole, il penalista ed ex presidente della commissione Giustizia Gaetano Pecorella definisce il decreto uscito dal Consiglio dei ministri due giorni fa una sorta di “controriforma”, connotata da “finto garantismo”.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 2 novembre 2022
Si scrive rave si legge dissenso. O almeno è questo il timore di buona parte delle opposizioni, convinte che il primo atto del governo Meloni miri a colpire duramente qualsiasi manifestazione non autorizzata con la scusa della “piaga” delle feste da ballo illegali. Perché se basta un raduno di 50 persone per far scattare l’articolo 434 bis del codice penale introdotto dal neo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è lecito farsi venire qualche dubbio. A partire dalle modalità con cui il nuovo reato è stato introdotto: il decreto legge.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 novembre 2022
Il decreto tocca un articolo già inasprito quattro volte nel corso degli anni. Aumenta ancora la pena e inserisce passaggi vaghi. Solo Forza Italia ha scongiurato l’uso delle intercettazioni dei ragazzi, facendo da argine alla spinta giustizialista del governo.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 2 novembre 2022
Le opposizioni attaccano il nuovo provvedimento contro i rave. Letta al governo: Ritiratelo subito”. Conte: “Leggi da Stato di polizia”. Non c’è voluto molto perché i dubbi emersi alla prima lettura si trasformassero in certezze. Il tempo di studiare il testo del decreto che sancisce la stretta sui rave, atto primo del governo di centrodestra, e le prime voci critiche dell’opposizione si sono fatte sentire: “Le nuove norme suonano come un limite alla libertà di cittadini e minaccia preventiva contro il dissenso”, scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta, che chiede anche all’esecutivo di fare marcia indietro e ritirare il provvedimento. Mentre il verde Angelo Bonelli sintetizza così il malumore che serpeggia nel centrosinistra: “I rave non c’entrano niente. Verranno colpite le manifestazioni di protesta”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 novembre 2022
Per il luminare del diritto penale il decreto contro i raduni illegali approvato dal governo Meloni è un “pasticcio”. Per la sua estrema vaghezza potrà essere applicato anche ai casi di occupazione di edifici scolastici e universitari. “Nordio sarà sicuramente contrario”.
di Luca Muglia*
Il Dubbio, 2 novembre 2022
L’Ufficio che mi accingo a coordinare è chiamato ad affrontare diverse questioni, meritevoli tutte di attenzione, tenuto conto delle criticità che affliggono il territorio calabrese. Il tema delle condizioni delle persone detenute o private della libertà personale va certamente affrontato avuto riguardo alla tutela della dignità personale, alla presunzione di innocenza, al senso di umanità delle pene e alla idoneità dei luoghi di detenzione.
- Torino. Boom di nuovi detenuti. Ma tre su quattro tornano subito in libertà
- Salerno. Nasce lo Sportello di Orientamento e Formazione per detenuti
- Napoli. In carcere lezioni di cibo: una laurea per i detenuti
- Fermo. Domani un convegno sul sistema carcerario e la vita dei detenuti
- Cosenza. I detenuti portano in scena “Il deserto dei Tartari”











