di Giacomo Cocchi
tvprato.it, 23 ottobre 2022
Originario dell’Albania ha scontato dieci anni di carcere ed è “rinato” nella Casa Jacques Fesch della Caritas di Prato: “Tutti abbiamo diritto a una seconda opportunità”. “In questa casa sono rinato, posso dirlo senza esagerare: sono rinato”. Manci Gezim è un albanese di 33 anni e un terzo della sua vita lo ha passato in carcere. “Quali reati? Tanti capi di imputazione, anche gravi, non lo nascondo, ma oggi sono una persona diversa e questo lo devo alla Casa Jacques Fesch”, dice Manci che adesso ha un lavoro, è addirittura imprenditore, una moglie e una figlia di diciotto mesi.
di Chiara Vitali
Avvenire, 23 ottobre 2022
Sessanta detenuti e quaranta agenti penitenziari di 4 carceri milanesi hanno immortalato la vita dei luoghi in cui vivono o lavorano. La mostra al Pac di Milano fino al 6 novembre.
di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 23 ottobre 2022
I dispotismi non sono solo la negazione delle libertà politiche e civili. Sono anche nemici della libertà di impresa. L’amicizia con Putin ribadita da Berlusconi e le sue parole ostili nei confronti di Zelensky ci ricordano che in Italia (non solo in Italia ma da noi in modo particolarmente esibito ed evidente) è dominante una concezione della libertà che la equipara a un salame: può essere tagliata a fette e ciascuno si prende la fetta che preferisce.
di Emanuele Giordana
Il Manifesto, 23 ottobre 2022
Weekend di mobilitazioni diffuse in preparazione del 5 novembre. Da Bologna Massimo Bussandri della Cgil dice che fermare la carneficina è anche fermare i suoi effetti nefasti nel mondo sulle fasce più vulnerabili mentre Elly Shlein lancia un appello perché questa rete italiana, con vocazione europea, si colleghi alle altre reti del Vecchio Continente perché la pressione sulla pace investa tutta l’Europa.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 23 ottobre 2022
La neoministra della Famiglia è contraria a unioni civili e interruzione di gravidanza. Esultano gli esponenti dei Family Day e i pro life, preoccupate le associazioni arcobaleno. Lei dribbla: “Di aborto si occupa il ministero della Salute”.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 23 ottobre 2022
L’indagine Openpolis: cresce la quota di persone con disabilità a rischio di “deprivazione” in Italia. Il nostro Paese 18esimo in Europa, investiamo in assistenza solo il 2% del Pil.
di Giulia Bosetti
L’Espresso, 23 ottobre 2022
La lobby dei produttori di materiali bellici spinge la crescita esponenziale degli investimenti tecnologici per il controllo dei confini europei: un mercato che vale quasi 70 miliardi di dollari l’anno. E alimenta un circolo vizioso di soprusi e violenza.
di Stefania Maurizi
Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2022
“Noi viviamo, in questo momento, in un Paese dove non si distingue più l’informazione dalla propaganda, noi non sappiamo più”. Si chiama “La mia voce per Assange” ed è una campagna internazionale che punta a salvare il giornalista e fondatore della piattaforma Wikileaks che nel 2010 ha iniziato a pubblicare tra l’altro documenti top secret sui crimini commessi nei conflitti internazionali dagli Usa e da altri Stati occidentali. Dopo le accuse di stupro nei suoi confronti partite dalla Svezia, l’australiano si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Dal 2019 è in carcere in Gran Bretagna e dovrebbe essere estradato negli Usa dove rischia 175 anni di prigione. A lanciare l’appello è stato il premio Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel. Un comitato formato da Grazia Tuzi, Armando Spataro, Laura Morante, Vincenzo Vita, Paolo Benvenuti, Daniele Costantini, Flavia Donati, Giuseppe Gaudino, ha raccolto decine di video a sostegno di Assange.
di Francesco Battistini
Corriere della Sera, 23 ottobre 2022
Lo rivela una ricerca dell’Observatoire national des migrations. È il 65% dei tunisini a dichiarare di voler emigrare a qualsiasi costo. Una percentuale che diventa del 90, se a parlare sono i giovani fra i 15 e i 29 anni.
di Farian Sabahi
Il Manifesto, 23 ottobre 2022
All’inizio delle proteste iraniane l’appello “Hamvatan! Bia ba ham harf bezanim!” (“Compatrioti, parliamoci!”) era stato pubblicato dall’agenzia Fars legata ai pasdaran. Parole che, agli iraniani, ricordano quelle usate dal paciere nelle liti di coppia.











