di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 24 febbraio 2023
Blitz degli anarchici all’Altare della Patria. Il Comitato di bioetica studia il “no” alle cure firmato dal recluso. L’ormai celebre caso Cospito potrebbe essere arrivato a un punto di svolta. Oggi la Cassazione dovrà infatti decidere cosa fare in merito alla richiesta della difesa di revocare il 41 bis all’anarchico in sciopero della fame da quattro mesi, condannato prima a dieci anni e otto mesi per aver gambizzato Roberto Adinolfi, manager dell’Ansaldo - nucleare e all’ergastolo poi per aver messo una bomba, esplosa senza provocare feriti, davanti alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 febbraio 2023
Anticipata per ben due volte l’udienza, in una corsa contro il tempo scandito dallo sciopero della fame di Alfredo Cospito, la Corte di Cassazione si pronuncerà oggi sul ricorso contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza (TdS) che nel dicembre scorso ha confermato per il detenuto anarchico il regime di 41bis. Tre le possibili opzioni della corte di Legittimità: annullare il “carcere duro” per l’uomo che è attualmente ancora ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano dopo il lungo digiuno cominciato il 20 ottobre scorso e mitigato da una decina di giorni con integratori e miele; rigettare il ricorso; oppure - evento più probabile in quanto a chiederlo è lo stesso Avvocato generale della Cassazione, Pietro Gaeta - accogliere le obiezioni della difesa, annullare la sentenza e rinviare gli atti al TdS di Roma per un nuovo esame. Scelta, quest’ultima, che l’avvocato Flavio Rossi Albertini, legale di Cospito, cerca di scongiurare spiegando che “la dilatazione dei tempi della decisione” sarebbe incompatibile “con le condizioni di salute del detenuto”.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 24 febbraio 2023
“Spero annullino il 41 bis”. Così l’anarchico trascorre le ore in attesa della sentenza della Cassazione sulla richiesta di revoca del carcere duro. Sono ore di attesa per Alfredo Cospito, l’anarchico considerato ideologo del Fai (Federazione anarchica informale) recluso in esecuzione di una sentenza per strage politica al regime del 41 bis e al momento ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano per via delle complicate condizioni di salute seguite allo sciopero della fame che ha intrapreso ormai da quasi 4 mesi: “L’ho visto ieri (23 febbraio), continua ad avere addosso il macchinario per monitorare la sua situazione cardiaca ed è molto dimagrito, ma è lucido, presente. Da giorni ormai ha ricominciato ad assumere integratori (al netto di quelli verso i quali sviluppa forme di allergia) e potassio” spiega uno dei legali che lo sta seguendo in questa articolata vicenda, Maria Teresa Pintus.
di Barbara Laurenzi
agi.it, 24 febbraio 2023
Detenuti e animali si aiutano a vicenda nei percorsi di reinserimento sociale promossi in tutta Italia dalla fondazione Cave Canem attraverso i due progetti ‘Cambio Rotta’, rivolto ai minori, e ‘Fuori dalle Gabbie’, riservato agli adulti.
di Rosario Russo
Il Domani, 24 febbraio 2023
Nella misura in cui nel procedimento avviato l’indagato Delmastro si facesse scudo della copertura giuridica vistosamente elargitagli dal ministro Nordio, potrebbe sortirne perfino l’ampliamento soggettivo dell’imputazione originaria. L’opposizione gli aveva chiesto se intendesse revocare l’incarico al sottosegretario Andrea Delmastro.
di Paolo Comi
Il Riformista, 24 febbraio 2023
Fuori i professori, dentro gli avvocati. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha rinnovato con un blitz nei giorni scorsi il Comitato tecnico scientifico per il monitoraggio sull’efficienza della giustizia penale e gli effetti sul Pnrr. Il Comitato era stato voluto nel 2021 dall’allora inquilina di via Arenula Marta Cartabia ed aveva il compito di verificare gli effetti pratici dell’applicazione della riforma penale che, nelle intenzioni, dovrebbe velocizzare i tempi dei processi.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 febbraio 2023
Benservito via mail ai professori scelti da Cartabia per monitorare la riforma della giustizia penale. Apprezzato dalla Commissione europea, il gruppo previsto dalla stessa legge doveva restare in carica per tre anni per monitorare gli effetti del nuovo sistema rispetto ai fondi. A “giudicare” adesso trionfano gli avvocati tra cui il presidente delle Camere penali Caiazza, autore della legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere.
di Giampaolo Di Marco
Il Domani, 24 febbraio 2023
Questo provvedimento non solo rischia di non risolvere i problemi della durata del processo, ma anche di creare un ingiustificato aggravio per tutti gli operatori della giustizia. Il 28 febbraio entrerà in vigore la riforma del processo civile, l’ennesima occasione persa per il Paese: un intervento sbagliato che si incentra ancora una volta sul rito e sulle regole processuali, un “pannicello caldo” per una macchina giudiziaria che ha bisogno invece di rimedi e soluzioni vere, strutturali.
di Luca Mastrantonio
Corriere della Sera, 24 febbraio 2023
L’ex magistrato, 76 anni: “Prima di Mani Pulite ero un milanista accanito, poi mi sono calmato”. Nel salotto della casa milanese di Gherardo Colombo, un golden retriever (Luce) ci osserva dal divano, la testa poggiata sul bracciolo coperto da un lindo fazzoletto bianco. Colombo ha l’aria di aver finito da poco un esercizio di fatica domestica (un rubinetto da sistemare). L’occasione del nostro incontro è l’uscita del nuovo libro “Anti Costituzione. Come abbiamo riscritto (in peggio) i principi della nostra società” (Garzanti).
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 24 febbraio 2023
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 7878 depositata oggi respingendo il ricorso di un uomo condannato per lesioni stradali gravi. La Cassazione fa chiarezza su un altro aspetto della contestata estensione dei reati procedibili a querela di parte prevista dalla cd. riforma Cartabia. Ebbene, per la IV Sezione penale, sentenza n. 7878 depositata oggi, anche in questo caso, come già stabilito dalla Suprema corte nel caso della riforma Orlando, la persistente costituzione di parte civile, coltivata anche dopo l’introduzione della procedibilità a querela, “determina la piena sussistenza dell’istanza di punizione e, conseguentemente, della condizione di procedibilità”.
- Campania. Il Garante Ciambriello: “Evitare l’abbraccio mortale fra giustizia e salute mentale”
- Sanremo (Im). Detenuto morto in carcere, indagati due compagni di cella
- Parma. Morto in carcere il boss Giuseppe Nirta: stava scontando l’ergastolo
- Ivrea (To). Pestaggi e abusi in carcere: “Il medico guardava bevendo il caffè”
- Reggio Calabria. La Garante dei detenuti per una sanità penitenziaria a misura d’uomo









