di Massimo Martinelli
Il Messaggero, 24 ottobre 2022
“Leggete qualche libro in più e qualche saggio giuridico in meno”, disse ai colleghi più giovani al momento di andare in pensione. Era il febbraio del 2017 e Carlo Nordio chiuse per l’ultima volta il suo ufficio di pm a Venezia e cominciò a dedicare parte del suo tempo alle sue passioni: la storia, la musica classica, Shakespeare, il cavallo e la sua Treviso. Ma soprattutto, e ancora, la Giustizia. Saggi, convegni, bozze di riforme. Fino all’ultimo referendum sulla giustizia, la scorsa primavera: Nordio era presidente del comitato per il Sì. E sosteneva una posizione in parte differente da quella di Fratelli d’Italia.
di Ezia Maccora*
La Stampa, 24 ottobre 2022
L’1 novembre 2022 entrerà in vigore la riforma della giustizia penale. Una riforma di sistema che non prevede una disciplina transitoria. Il progetto di riforma coinvolge infatti tutti i segmenti del procedimento e del processo penale. Ma l’ufficio che, più di ogni altro, sarà da subito interessato da nuove competenze e da diverse regole di giudizio è quello del giudice delle indagini preliminari (Gip) e dell’udienza preliminare (Gup). Ufficio storicamente in difficoltà e in affanno, per gli imponenti carichi di lavoro a cui deve far fronte ed per i tempi di decisione, in alcuni casi ad horas, e lo sarà ancora di più dal primo novembre 2022.
di Virginia Piccolillo
Il Corriere della Sera, 24 ottobre 2022
“Mai, mai e poi mai, ho pensato alla separazione delle carriere come primo passo verso un controllo del governo sul pubblico ministero. Mi fa inorridire solo l’idea”. Carlo Nordio sta tornando in treno a Treviso dopo la nomina a ministro della Giustizia per fare una valigia adeguata al suo nuovo incarico.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 24 ottobre 2022
Abbiamo più volte ricordato quanto sia fondamentale una regola del processo penale che si chiama “immediatezza della deliberazione”: il giudice che emette la sentenza deve essere il medesimo che ha partecipato all’intero dibattimento, ha ascoltato i testimoni, i consulenti, i periti, ed ha acquisito (o non acquisito) documenti ed altre prove. Se il giudice cambia, occorre ripetere l’istruttoria (“a pena di nullità assoluta” proclama severamente la norma).
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 24 ottobre 2022
L’Anm ha pubblicato sul proprio sito centinaia di foto, raccolte dagli stessi protagonisti della giurisdizione: una mappa, da Nord a Sud, della condizione di aule e uffici giudiziari nei quali sono costretti a lavorare magistrati, avvocati e personale amministrativo.
di Claudia Morelli
Italia Oggi, 24 ottobre 2022
L’applicazione dell’intelligenza artificiale al modo forense sta cominciando a vedere la luce con diversi progetti in fase sperimentale, almeno in Italia. Non mancano, naturalmente, i problemi legali alla regolamentazione di questo settore. In attesa che la Ue sciolga i nodi sul livello di rischio dei sistemi.
di Marino Longoni
Italia Oggi, 24 ottobre 2022
Si fa presto a dire Intelligenza artificiale. E magari pensare di risolvere in questo modo la lentezza dei processi e la non prevedibilità delle sentenze. In realtà le cose non sono così semplici. Perché l’attività giurisdizionale non è un fatto meccanico ma è un’attività complessa.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 24 ottobre 2022
Il procuratore capo di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, ha inflitto un’ammenda a tre testimoni che non si sono presentati, nonostante che l’udienza non si sia tenuta per mancavano microfoni e impianti audio e il pannello sul quale proiettare video era un collage di fogli A4 appiccicati al muro con lo scotch.
di Riccardo Radi*
Il Dubbio, 24 ottobre 2022
Dopo 3 mesi di carcere, davanti allo spettro di un lungo processo per favoreggiamento in un omicidio, la donna patteggia. Poi il presunto omicida viene assolto e arriva la revisione della sentenza.
di Salvo Fleres
La Discussione, 24 ottobre 2022
Il mondo delle carceri presenta un tasso di autoreferenzialità non comune. Solo la presenza e la verifica costante di quali siano le condizioni reali può rappresentare un elemento di garanzia circa l’oggettivo rispetto dei diritti dei reclusi e persino di quelli del personale, sempre inferiore alle esigenze quotidiane. Consultando i registri delle infermerie è possibile constatare che ci sono troppi scivoloni per le scale, troppi ferimenti sospetti, troppe lesioni casuali, mentre non sempre i posti regolamentari dichiarati sono calcolati correttamente e tengono conto, come dovrebbero, della indisponibilità di interi reparti, da tempo chiusi per manutenzioni che vanno a rilento.
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