di Marco De Vidi
L’Espresso, 26 febbraio 2023
Nella prigione della Giudecca le detenute incontrano e interrogano scrittrici e scrittori. E mentre si appassionano ai libri suggeriti, condividono pensieri, emozioni, vita.
di Donatella Stasio
La Stampa, 26 febbraio 2023
“Mare fuori”, la serie tv sul carcere minorile, ha saputo raccontare i detenuti invisibili a milioni di persone. Esplorare il mondo della marginalità sociale è necessario e coraggioso, crea una breccia nelle coscienze.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 26 febbraio 2023
Il ministro Giuseppe Valditara è uomo preciso. Se sbaglia si corregge. Gli è capitato, parlando di scuola con dei ragazzi, di dire che “l’umiliazione è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità”.
di Riccardo Chiari
Il Manifesto, 26 febbraio 2023
Mobilitazione dei sindacati confederali di scuola, università e ricerca, con l’adesione della Fp Cgil, dopo un appello delle Rsu delle scuole fiorentine. Sempre più ampio il sostegno alla preside Savino, che ha denunciato alla polizia il blitz notturno del Blocco Studentesco al liceo scientifico Leonardo da Vinci.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 febbraio 2023
Il giudice per l’udienza preliminare di Trapani ha detto No alla costituzione di parte civile di Palazzo Chigi nel procedimento che vede coinvolte Medici senza frontiere, Save the children e Iuventa. L’avvocatura dello Stato lo aveva chiesto sia nei confronti degli imputati che degli enti (Ong e società proprietarie delle navi). Escluso in entrambi i casi. Ammesso soltanto il Viminale ed esclusivamente contro gli imputati. Nel procedimento 21 persone sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 26 febbraio 2023
Il presidente tunisino evoca un “piano criminale per trasformare la Tunisia in un paese africano e non un membro del mondo arabo e islamico: è il momento di mettere fine a tutto questo”. Violenze in aumento. Ieri la risposta della piazza nella capitale: “Nessuna paura”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 febbraio 2023
Da oramai più di una settimana Ristretti Orizzonti ospita una lettera aperta indirizzata ai direttori penitenziari e ad altre figure di rilievo del sistema carcerario, incentrata sulla necessità di preservare un importante strumento di comunicazione per i detenuti: le telefonate con i propri familiari. Secondo la lettera sottoscritta da numerose associazioni come la Conferenza nazionale volontariato giustizia, l’incremento del numero di suicidi avvenuti nel corso del 2022, ben 84, rappresenta un’emergenza vera e propria, e il miglioramento delle condizioni di vita all’interno del carcere potrebbe rappresentare un modo per prevenire almeno alcuni di questi tragici episodi.
di Francesco Bei
La Repubblica, 25 febbraio 2023
È normale e democratico un carcere dal quale non si può mai uscire, nemmeno dopo 30 anni di reclusione, nemmeno per un permesso premio di qualche ora? Dopo la sentenza della Cassazione che conferma il 41 bis per l’anarchico, si apre il dibattito sul “fine pena mai”.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 25 febbraio 2023
Ieri sera la Corte di Cassazione ha deciso che Alfredo Cospito, anarchico, deve morire. Sono passati più di settantacinque anni dall’ultima volta che una Corte italiana decise che alcune persone condannate per un delitto gravissimo dovessero essere messe a morte. Era il 1947. La fucilazione di quattro presunti banditi avvenne il 4 marzo. I condannati erano stati riconosciuti colpevoli di aver compiuto una strage durante una rapina e di avere ucciso anche alcuni bambini.
di Astolfo Di Amato
Il Riformista, 25 febbraio 2023
Con il suo sciopero della fame, portato avanti a oltranza, sta mettendo a nudo, l’una dopo l’altra, le falsità e le ipocrisie, che hanno reso il dibattito sulla Costituzione e sulla giustizia una pantomima vuota di contenuto e densa di disonestà intellettuale. Il tema che Cospito sta ponendo, con la drammaticità che deriva dall’usare il suo corpo per la battaglia, è se il regime carcerario del 41 bis sia degno di un paese civile.









