di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 27 febbraio 2023
Don Giacomo Panizza, all’indomani dell’onorificenza consegnatagli da Mattarella per l’impegno di accoglienza sostenuto nella sua comunità in Calabria, sfoga la sua “rabbia” verso una “politica cieca ancor più che cattiva” per la strage dei migranti davanti alle coste del Crotonese.
di Luca Sofri
ilpost.it, 27 febbraio 2023
Iwao Hakamada ha atteso per decenni di essere ucciso e ora aspetta la revisione del processo, a 86 anni. L’Alta Corte di Tokyo, in Giappone, deciderà fra meno di un mese, il 13 marzo, se Iwao Hakamada merita una revisione del processo con cui è stato condannato a morte, la prima volta nel 1968 e definitivamente nel 1980, o se la sua condanna alla pena capitale debba essere considerata valida e quindi, in linea di principio, eseguibile. Hakamada è un uomo giapponese condannato per un quadruplo omicidio avvenuto nel 1966.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 26 febbraio 2023
La Cassazione ributta la palla nel campo della sfera politica. Molto di ciò che potrebbe (o non) accadere di tragico è nelle mani e nella coscienza del Guardasigilli. La decisione della Cassazione su Alfredo Cospito ributta la palla nel campo della sfera politica, dove sin dall’inizio essa vagava. Molto di quello che potrebbe accadere (o non accadere) di tragico nei prossimi giorni è nelle mani e nella coscienza del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Potrà sempre in autotutela decidere di revocare il regime di cui all’articolo 41 bis, secondo comma, dell’Ordinamento Penitenziario e determinare lo spostamento di Cospito nel regime di AS1 dove ci sono i soli detenuti declassificati dal regime durissimo di 41 bis.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 26 febbraio 2023
Sebastiano Ardita, pm antimafia per anni al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: “Dovremmo smetterla con questo dibattito da strada sul 41 bis, rimettendo le cose in ordine, distinguendo compiti e responsabilità tra politica e magistratura, e ragionando sulle conseguenze sistemiche delle scelte su singole vicende come il caso Cospito”.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 26 febbraio 2023
Dopo la sentenza della Cassazione, Alfredo Cospito ha deciso di continuare lo sciopero della fame. E gli anarchici minacciano di colpire duro. Lo Stato potrebbe essere superiore e trovare una soluzione.
di Liana Milella
La Repubblica, 26 febbraio 2023
“Il caso Cospito scuote le coscienze di chi, come me, crede nella sacralità della vita”. E ancora: “Lo Stato faccia il possibile per evitare una drammatica conclusione”. Gli attentati anarchici? “Sono un danno per Cospito e lo fanno apparire come un capo”. Parole dell’ex presidente della Consulta Giancarlo Coraggio.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 26 febbraio 2023
L’avvocato dell’anarchico pensa ad un differimento della pena per motivi di salute. La Cassazione però la rifiuta ad un mafioso 88enne che ha rifiutato le cure.
di Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno, 26 febbraio 2023
Avvocati e intellettuali a Palazzo Serra di Cassano, incontro sul carcere duro. L’incontro si è tenuto all’indomani della notizia che la Cassazione ha respinto la richiesta di Alfredo Cospito di revoca del 41 bis, il regime del carcere duro contro il quale l’anarchico è in sciopero della fame da quasi quattro mesi. Ieri mattina a Palazzo Serra di Cassano, dunque, si respirava delusione tra i partecipanti alla tappa napoletana della campagna per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo promossa da “Morire di Pena”.
di Iuri Maria Prado
Libero, 26 febbraio 2023
Su questa faccenda di Cospito, e in generale sul regime carcerario del 41 bis, i destri almeno sono stati netti: quell’anarchico doveva rimanerci, punto e basta; terroristi e mafiosi devono stare in cella ventidue ore al giorno, con due ore d’aria, fine; devono vedere i familiari una volta al mese, chiuso il discorso; possono leggere e ascoltare musica se la cosa garba all’amministrazione penitenziaria, e se no buonanotte.
di Grazia Longo
La Stampa, 26 febbraio 2023
Volantino degli anarchici a Roma: “Se muore, intimidazione a mano armata”. Sale la tensione sul rischio attentati da parte degli anarco-insurrezionalisti. Dopo la sentenza della Cassazione, venerdì sera, che ha stabilito di mantenere l’anarchico Alfredo Cospito al 41 bis, cresce l’allarme sull’escalation di violenza nei confronti di rappresentanti dello Stato e dell’Economia. Il timore è che nei prossimi giorni si possa assistere a un salto di qualità delle rivendicazioni, con il passaggio da episodi incendiari contro automobili o tralicci a quelli ben più gravi contro le persone.
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