di Mauro Pili
L’Unione Sarda, 27 febbraio 2023
Della “porcilaia”, le celle malfamate del carcere nuorese, ne aveva solo sentito parlare. Qualche volta c’era passato lì davanti. Ne percepiva muffa e buio, spranghe inamovibili e tanfo a sufficienza. Gli è bastato per pianificare una fuga senza precedenti dal carcere, una volta di massima sicurezza, di Badu ‘e Carros, periferia estrema della capitale della Barbagia. Il solo pensiero che da lì a poco i magistrati potessero spedirlo dritto al 41 bis, con tanto di isolamento nella latrina storica destinata ai più riottosi, gli è bastato per pianificare ogni minimo dettaglio di un’evasione destinata a passare alla storia del penitenziario nuorese.
di Arturo Checchi
La Repubblica, 27 febbraio 2023
Ottobre 2022, carcere di Pisa. Tredici studenti dell’istituto superiore “Arturo Checchi” di Fucecchio (Fi), insieme al loro professore Tommaso Giani, si presentano alla portineria della casa circondariale. Sono di età diverse e di indirizzi diversi della stessa scuola (chi del liceo scientifico, chi del linguistico, chi del professionale), ma a partire da oggi, con la cadenza di due pomeriggi al mese, tutti e 13 comporranno il 50 per cento della “classe pirata” del Checchi. Una classe fuori ordinanza per il fatto di riunirsi dietro le sbarre: formata per metà da studenti adolescenti e per l’altra metà da detenuti. La direzione del carcere di Pisa ci ha approvato un ciclo di 15 incontri disseminati lungo l’arco dell’intero anno scolastico: sempre con gli stessi studenti e sempre con gli stessi detenuti, per favorire una continuità, un approfondimento delle relazioni, un progredire continuo nel percorso didattico.
ossolanews.it, 27 febbraio 2023
Leggeranno le riflessioni che hanno scritto con l’aiuto di due volontarie e del cappellano del carcere don Giovanni Antoniazzi. Dieci persone detenute nel carcere di Verbania hanno meditato sulla passione di Gesù rendendola attuale nelle loro esistenze. Saranno loro, il 5 marzo, lungo la via Crucis che sale al Sacro Monte Calvario, a leggere le riflessioni che hanno scritto con l’aiuto di due volontarie e del cappellano del carcere don Giovanni Antoniazzi.
di Enzo Risso
Il Domani, 27 febbraio 2023
L’80 per cento degli italiani è particolarmente sensibile e attento al tema della pace e il 17 per cento ha una posizione di disinteresse verso i conflitti. Tra i giovani under trenta anni troviamo la quota più alta di soggetti disinteressati ai conflitti e a quanto succede nelle altre parti del mondo (33 per cento). Il 42 per cento dell’opinione pubblica spinge per una politica e delle scelte nazionali e globali che favoriscano l’eliminazione completa e totale dei conflitti e delle guerre dalla mappa del globo.
di Rossana Caccavo e Silvio Messinetti
Il Manifesto, 27 febbraio 2023
Strage di migranti al largo delle coste crotonesi. Il bilancio provvisorio è di 43 morti e 80 superstiti, ma si cercano ancora i dispersi. Tra i superstiti tanti ragazzi, minorenni, ma non bambini. I più piccoli sono infatti morti annegati. Mimmo Lucano da Riace: “Una tragedia immane che mi riempie di tristezza. E non bisogna definirli clandestini. Si tratta di gente in fuga dai loro paesi in cerca di un futuro migliore”.
di Luigi Ciotti*
La Stampa, 27 febbraio 2023
Nessuno lascia di sua spontanea volontà gli affetti, la casa, affrontando viaggi rischiosi in mano a organizzazioni criminali e in balia degli eventi atmosferici. La tragedia avvenuta al largo delle coste calabresi ci dice che quella barca che dovrebbe farci sentire con-sorti, accomunati da una simile sorte, resta per ora una speranza: il mondo continua a essere diviso in transatlantici e zattere, benestanti e disperati, stanziali e migranti per forza. Sì, perché bisognerebbe smetterla di chiamarle migrazioni: sono deportazioni indotte! Nessuno lascia di sua spontanea volontà gli affetti, la casa, affrontando viaggi rischiosi in mano a organizzazioni criminali e in balia degli eventi atmosferici. Lo fa solo perché costretto da un sistema economico intrinsecamente violento, sistema che colonizza, sfrutta e impoverisce vaste regioni del mondo. Lo fa perché l’Occidente globalizzato, in nome dell’idolo profitto, gli fa terra bruciata attorno offrendogli in alternativa sfruttamento, se non schiavitù.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 27 febbraio 2023
Questo sì che era un bel carico residuale. Venti bambini, due gemelli, un neonato, almeno cento persone crepate in mare a poche bracciate dalle coste calabresi. Ma, appunto, gente da poco. Dunque, chissenefrega. Chissenefrega del terrore che avevano negli occhi quando onde alte come grattacieli hanno spezzato la loro barchetta di legno marcio e il gorgo della corrente li ha risucchiati nell’abisso mentre annaspavano, chiedevano aiuto, aggrappandosi con inutile disperazione agli ultimi istanti della loro brevissima vita. Cosa interessa a noi del freddo, del buio, della paura, che ha strisciato nelle loro pance, nei loro occhi, nel loro cuore, e li ha fatti gridare di terrore prima che l’acqua gli entrasse nel naso, in gola e nei polmoni, fino a cavargli l’ultima bava di fiato? Perché dovrebbe importarci? Che cosa c’entriamo noi con quella gente là (esattamente “quella gente là”, lontana, distante, altra, disumanizzata)?
di Elena Stancanelli
La Repubblica, 27 febbraio 2023
Possiamo fermare questi disperati che scappano dall’orrore? No, non possiamo. È solo un dispendio di denaro ed energie. Dobbiamo assolutamente uscire dall’irrazionale, dai “chiudiamo i porti”, dai “sono tutti terroristi”.
di Giansandro Merli
Il Dubbio, 27 febbraio 2023
Una strage di queste dimensioni in acque italiane non avveniva da anni. Cordoglio da Mattarella e dal Papa. Piantedosi e Meloni continuano a ripetere lo slogan “fermare le partenze”. Opposizioni all’attacco. Le Ong: adesso una missione di ricerca e soccorso europea.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 27 febbraio 2023
In occasione del naufragio di decine di migranti dinanzi alle coste del crotonese, le autorità italiane hanno espresso messaggi di cordoglio, e non poteva essere diversamente. Ma c’è più di una nota stonata in quei messaggi. Le politiche sull’immigrazione del governo, infatti, formulate in spregio alle regole contenute in una serie di convenzioni internazionali, rappresentano la concreta manifestazione sul piano giuridico di un atteggiamento di noncuranza per la vita umana che non solo viola qualunque principio di diritto, ma che contrasta anche con il fondamento della società civile.
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