di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 ottobre 2022
Convegno organizzato da “Sbarre di zucchero”. Sono settantadue le persone che si sono tolte la vita in carcere dall’inizio dell’anno. Di fronte a questo impressionante numero, nel tentativo di sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica e per mettere in atto azioni concrete perché sia messa fine a questa strage, “Sbarre di zucchero”, gruppo Fb messo in piedi dalle amiche e compagne di Donatella Hodo, suicida a Montorio il primo agosto, terrà oggi alle 14,30 un convegno dal titolo “Mai più una/ uno di meno” presso la chiesa di San Luca Evangelista, in Corso Porta Nuova, 12 Verona.
di Claudio Mazzone
Corriere del Mezzogiorno, 29 ottobre 2022
“Grazie allo studio non sono impazzito”. Pierdonato Zito, 63 anni, è il primo laureato del Polo universitario penitenziario di Secondigliano dell’Università “Federico II”. Dopo 25 anni in carcere ora è in regime di semilibertà e lavora al Comune di Succivo come volontario.
di Luca Fraioli
La Repubblica, 29 ottobre 2022
Una storia tutta italiana, veronese per l’esattezza: un gruppo di detenuti che si ravvedono e si reinseriscono nel mondo del lavoro grazie ai cavalli.La cerimonia si svolgerà giovedì 3 novembre, contestualmente all’apertura della 124sima edizione di Fieracavalli.
di Nicola Bracci
Il Domani, 29 ottobre 2022
Manifestazione a Roma per chiedere di annullare l’intesa che regola le politiche migratorie tra i due paesi Il 2 novembre scatta il rinnovo per tre anni. Quaranta organizzazioni non governative si sono riunite il 26 ottobre in piazza Esquilino, a Roma, per chiedere al nuovo governo di non prorogare il memorandum d’intesa Italia-Libia, documento che regola i rapporti tra i due paesi in tema di politiche migratorie. Firmato nel 2017 dall’allora presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, del Partito democratico, l’accordo è il frutto di lunghe trattative tra l’allora ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti (Pd), e il primo ministro del governo di riconciliazione nazionale libico, Fayez al-Sarraj. Il patto si rinnova tacitamente ogni tre anni, come già accaduto nel 2020. Se decidesse di abrogarlo il governo italiano dovrebbe agire entro il 2 novembre prossimo. Giorgia Meloni, neoeletta presidente del Consiglio, in passato ha più volte parlato di “pessima gestione” dei rapporti con la Libia da parte del governo italiano. Oggi guida una coalizione di partiti che, almeno in campagna elettorale, ha spesso sostenuto la necessità per l’Italia di riconquistare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo. Ma lo scenario più probabile è che sul dossier libico l’esecutivo di centrodestra scelga la linea della continuità con i governi che l’hanno preceduto, sia per ragioni di equilibrio politico interno, sia per gli stretti rapporti commerciali che legano i due paesi.
di Domenico Guarino
luce.lanazione.it, 29 ottobre 2022
Il Comitato per la prevenzione della tortura, organismo del Consiglio d’Europa, ha stilato l’ultimo rapporto sulla condizione dei detenuti del Paese Balcanico. Maltrattamento durante i fermi di polizia, violenza tra detenuti, una grave carenza di personale e problemi con la fornitura di medicinali: nel nuovo rapporto sulla sua visita in Bulgaria a ottobre 2021, il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d’Europa lancia l’allarme carcere nel Paese balcanico.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 ottobre 2022
Alla Polizia penitenziaria: “Piano di edilizia e risorse. Andrò in visita negli istituti più difficili”. Come Secondigliano, dove è stato trasferito finalmente per le cure il detenuto pakistano che dorme da mesi.
di Errico Novi
Il Dubbio, 28 ottobre 2022
Carlo Nordio ha una sua maieutica. Elegante, colta, paziente, diplomaticamente abilissima. La sfodera, lo ha fatto anche ieri, per rimarginare la distanza che, in particolare sul carcere, c’è fra lui e la leader del governo, Giorgia Meloni. Ed è difficile pronosticare l’esito di questa dialettica.
di Stefano Pagliarini
today.it, 28 ottobre 2022
Pene alternative per i detenuti e stipendi più alti alla polizia. “Massimo sforzo per migliorare la situazione” ha detto il ministro della Giustizia. Il neo ministro della Giustizia del governo Meloni Carlo Nordio non ha dubbi su quale sia la priorità del Paese: le condizioni delle carceri, intese come infrastrutture, condizione dei detenuti e del corpo della polizia penitenziaria. È infatti proprio oggi, in occasione della presentazione del calendario della polizia penitenziaria all’Università Roma Tre, che il Guardasigilli ha detto: “La certezza della pena, che è uno dei caposaldi del garantismo, prevede che la condanna debba essere eseguita ma questo non significa solo carcere e soprattutto non significa carcere crudele e inumano. Sarebbe contro la Costituzione, contro i principi cristiani e sarebbe anche contro l’utilità perché un detenuto deve essere aiutato nel suo recupero. Oggi ci sono molte opzioni che possono aiutare questo percorso rieducativo, introducendo lo sport, potenziando il lavoro. Rendendo cioè il carcere, che è un male necessario, più umano”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 28 ottobre 2022
Primi timori a destra sulle uscite controcorrente dell’ex magistrato che è per la depenalizzazione e contro la detenzione senza fine. Se c’è frizione, i diretti interessati lo hanno nascosto benissimo. Ma agli addetti ai lavori è evidentissimo che la rotta del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non è esattamente quella di Giorgia Meloni e nemmeno, forse, di Matteo Salvini. Il ministro è di un garantismo e liberalismo adamantino, finora era lontanissimo dalla politica, poco incline al compromesso.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 28 ottobre 2022
Niente revisione, per ora. Nessuna liberazione anticipata, restino in carcere boss e mafiosi condannati al fine pena mai, il contrario di quanto chiedevano l’Europa e la Corte italiana. Ma l’8 novembre scade l’aut aut della Consulta.











