di Henry John Woodcock
Corriere del Mezzogiorno, 29 ottobre 2022
Sono ancora troppi i processi che si celebrano e i rimedi individuati non li snelliranno. Dopo aver partecipato all’agone elettorale per l’elezione dei membri togati del nuovo Csm e, soprattutto, dopo aver personalmente contribuito all’agognato raggiungimento dell’obbiettivo dell’immunità di gregge per il Covid - 19 (e come avrei mai potuto sottrarmi...), è tempo di fare qualche riflessione su quello che è stato, e soprattutto, su quello che sarà.
di Alessandro Parrotta
La Discussione, 29 ottobre 2022
Linee chiare, comunicate in modo semplice ed efficace. Così inizia il ministero del nuovo Guardasigilli, già Procuratore Aggiunto di Venezia nonché Presidente della Commissione di riforma del Codice Penale (2002 - 2006). La materia sulla quale intende intervenire Nordio è contenuta nelle sue stesse recenti dichiarazioni: la discrezionalità dell’esercizio dell’azione penale da parte degli Uffici di Procura e l’indimenticata separazione delle carriere.
di Davide Varì
Il Dubbio, 29 ottobre 2022
Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati chiede un rinvio dell’applicazione delle nuove norme: “Ci saranno forti difficoltà organizzative e disorientamenti interpretativi”.
di Paolo Ferrari
Libero, 29 ottobre 2022
Marta Cartabia ha lasciato questa settimana il ministero di via Arenula e la giustizia precipita (ancora di più) nel caos. Il motivo? La riforma “epocale” del processo penale approvata in fretta e furia dal governo la scorsa estate per poter prendere i tanto agognati fondi del Pnrr. Fra i tanti diktat di Bruxelles, infatti, vi era anche quello di modificare il codice di rito per “migliorare i tempi di definizioni dei processi” e “abbattere l’arretrato”. La riforma Cartabia, in vigore dal prossimo primo novembre, potrebbe invece determinare l’esatto contrario: tempi di definizioni dei processi ancora più lunghi e crescita esponenziale dell’arretrato.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 29 ottobre 2022
Il parlamentino del sindacato delle toghe non ha gradito il report dell’Organizzazione che bacchettava l’Italia per le troppe assoluzioni. Voci interne smentiscono qualsiasi attrito, ma si fa largo l’ipotesi di un cambio ai vertici.
meridionews.it, 29 ottobre 2022
“La prigione e la piazza”. È questo il titolo dell’iniziativa itinerante organizzata dall’associazione Yairaiha, attiva sulla difesa dei diritti dei detenuti, e l’organizzazione regionale Antudo.
di Sara Bernacchia
La Repubblica, 29 ottobre 2022
Il Sindaco in visita in piazza Filangieri per il progetto OffCampus: “Nelle celle delle donne ci sono ancora le turche, serve ridare dignità”. “San Vittore sta in piedi grazie alla buona volontà di chi ci lavora e dei volontari, ma non è un carcere degno di Milano. O viene rimesso a norma a costo anche, se necessario, di ridurre il numero di ospiti, o non si può andare avanti”.
di Massimiliano Mingoia
Il Giorno, 29 ottobre 2022
“Il carcere di San Vittore? O si investe e si cambia oppure è meglio trasferirlo”. Il sindaco Giuseppe Sala pronuncia per la prima volta dall’inizio del suo doppio mandato in Comune iniziato nel 2016 la parola “trasferimento”. È una svolta, probabilmente dovuta alla visita del primo cittadino al reparto femminile di San Vittore: “Non esiste che una detenuta, magari incinta, condivida con tre detenute uno spazio di pochissimi metri quadrati e dovendo fare i suoi bisogni debba utilizzare un bagno alla turca. Le condizioni di vita dei detenuti sono indegne”.
Il Riformista, 29 ottobre 2022
“Giustizia di comunità, esigenza di condivisione e percorsi di responsabilità”. È il titolo di un convegno che si terrà il prossimo 8 novembre, con inizio alle 14, nella sala Arengario presso il Tribunale di Napoli, organizzato da Tribunale Civile e Penale di Napoli, UIEPE (Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna) e CSV Napoli ETS (Centro di Servizio per il Volontariato della città metropolitana di Napoli).
quinewselba.it, 29 ottobre 2022
Ieri mattina presso la sala della Gran Guardia, a Portoferraio, si è tenuto l’evento di presentazione del progetto “Next”, finanziato dalla Regione Toscana attraverso il Fondo perlo Sviluppo e alla Coesione. Il progetto, come si legge in una nota degli organizzatori, mira a sostenere le persone detenute nell’accesso ai servizi territoriali, favorendo la creazione e il mantenimento di un collegamento con la società e facilitando il loro rientro nella comunità.
- Verona. “Mai più una/uno di meno, quando il carcere è donna in un mondo di uomini”
- Napoli. Dal buio del 41 bis alla laurea in carcere con 110 e lode
- Verona. Rinascita e riscatto, quando il mondo dei cavalli regala una seconda occasione
- Migranti. Nel silenzio si rinnova l’accordo tra Italia e Libia
- La vita nelle prigioni della Bulgaria: tra tutele inapplicate e timidi passi avanti nei diritti











