di Giulia Prosperetti
quotidiano.net, 30 ottobre 2022
Domani in Consiglio dei ministri il rinvio della legge Cartabia. Solo i detenuti che collaborano avranno agevolazioni e sconti. Il Governo Meloni parte dalla Giustizia. Al centro del primo decreto legge del nuovo Esecutivo, oltre al rinvio dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, vi è il tema dell’ergastolo ostativo e del divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 30 ottobre 2022
Lunedì il Consiglio dei ministri. Un decreto per confermare l’ergastolo ostativo. Niente benefici per chi non collabora. Esaurite le formalità di rito il governo si presenterà sul serio lunedì prossimo e lo farà con uno dei peggiori biglietti da visita immaginabili.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 30 ottobre 2022
Blindare l’ergastolo ostativo, rinviare (dopo l’allarme di magistrati e avvocati) l’entrata in vigore della riforma della giustizia penale di Marta Cartabia e anticipare la fine dell’obbligo vaccinale per i sanitari. Saranno questi - più, molto probabilmente, la nomina della squadra di viceministri e sottosegretari - i primi provvedimenti del governo Meloni.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 30 ottobre 2022
Un tema su cui l’ex procuratore aggiunto ha intenzione di mettere mano al più presto. L’allarme arriva dal Garante nazionale dei detenuti. E viene rilanciato anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che parla di “drammatica emergenza” e inquadra il problema come “una sconfitta per ciascuno di noi”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 30 ottobre 2022
L’appello di Rossomando a Nordio: “Le misure devono essere attuate”. “Grave preoccupazione” per gli eventi di suicidio che continuano a verificarsi nelle carceri italiane. A esprimerla è il Garante nazionale delle persone private della libertà sottolineando, in una nota, che “non è solo il numero delle vite interrotte a destare allarme, mai così alto, con 72 decessi per suicidio in dieci mesi, di cui due nella giornata di ieri, ma anche il fatto che questi eventi spesso riguardano persone ristrette per reati di lieve entità e quindi con pene brevi o brevissime. Persone spesso fragili sulle quali il carcere può avere un impatto ancora più duro”.
Avvenire, 30 ottobre 2022
Due suicidi in meno di 48 ore, un bracciante di 34 anni trovato impiccato a Siracusa e un catanese 44enne morto a Caltagirone, ripropongono prepotentemente il problema delle condizioni in carcere.
Giustizia, ecco gli sprechi che fanno lievitare i costi: indagini sbagliate, burocrazia e negligenze
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 30 ottobre 2022
Ecco dove si possono recuperare risorse per rilanciare gli uffici giudiziari. Ridurre drasticamente i costi, ottimizzare i tempi e restituire in questo modo ai cittadini - e anche a chi ci guarda dall’estero - fiducia. La sfida del nuovo governo riguarda anche e soprattutto il settore della Giustizia, da sempre uno dei più delicati, tra riforme tentate e riuscite, sprechi macroscopici e organico di magistratura e uffici gravemente sottostimato. Il risultato sono faldoni accatastati negli uffici dei magistrati, costretti spesso a condurre superficialmente le indagini considerate meno delicate, ma anche processi infiniti che, oltre a non rispettare i diritti delle parti in causa, mettono lo Stato a rischio di dovere pagare risarcimenti per la durata irragionevole dei dibattimenti. Poi ci sono i costi delle perizie, oppure le spese di cancelleria, riducibili grazie al processo di digitalizzazione di procure e tribunali, che riguarda deposito, notificazione e comunicazione degli atti, con un significativo abbattimento di costi e tempi. Le intercettazioni, che costano circa 200 milioni di euro all’anno, spesso non producono i risultati sperati, oppure vengono utilizzate in modo eccessivo. E gli errori commessi durante la fase delle indagini preliminari possono costare caro: solo nel 2021 lo Stato è stato condannato a pagare 24.506.190 euro di risarcimento a 565 persone finite in carcere ingiustamente, per sbaglio, e che hanno avuto la vita stravolta.
di Davide Varì
Il Dubbio, 30 ottobre 2022
L’uomo ha passato 1268 giorni in galera da innocente per l’omicidio di Lidia Macchi, ma per le toghe non andrebbe risarcito, in quanto si è avvalso della facoltà di non rispondere.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 30 ottobre 2022
Il suicidio di Tecca Gambe, il 36enne originario del Gambia che si è tolto la vita venerdì mattina è il terzo dall’inizio dell’anno all’interno del carcere di Torino. Una drammatica sequenza cominciata a fine luglio quando Nuammad Khan, 38enne cittadino pachistano si era impiccato all’interno del padiglione C. Tre settimane più tardi, nel giorno di Ferragosto, anche Alessandro Gaffoglio, 24 anni, passaporto italiano e origini brasiliane, aveva deciso di uccidersi nella cella dove si trovava da solo, proprio come Tecca. Alessandro, incensurato, aveva già tentato il suicidio cinque giorni prima, ma inspiegabilmente nella sua cella era stato lasciato il sacchetto di plastica con il quale si è soffocato. Era stato arrestato il 2 agosto per due rapine a San Salvario e all’udienza di convalida il suo legale aveva chiesto la concessione degli arresti domiciliari, ma l’istanza era stata respinta.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 30 ottobre 2022
“A Torino si arresta tanto, la Casa circondariale è sovraffollata e il personale è in grande difficoltà”. Monica Cristina Gallo, garante delle persone private della libertà, lo ripete da tempo e, dopo il terzo suicidio dall’inizio dell’anno, invoca un intervento ministeriale che “spinga” verso un massiccio ricorso a misure alternative alla detenzione. “Penso che nella situazione drammatica in cui si trova il Lo Russo e Cutugno ci sia una grossa responsabilità dell’amministrazione penitenziaria nazionale che lascia direttori, agenti e funzionari giuridico-pedagogici a operare in condizioni di assoluta emergenza - continua Gallo -. Il sistema così com’è non funziona e i risultati sono ben visibili anche dai dati degli ingressi”.
- Prato. Torturato e violentato dai compagni di cella: due detenuti a processo
- Palermo. Scuola e formazione, il fallimento del dopo-carcere. E il 60% dei pregiudicati torna a delinquere
- Palermo. La lettera del detenuto: “La nostra dignità sfregiata da ferite invisibili”
- Sassari. Manifestazione contro il 41 bis: “Per un mondo senza galera. Libertà per tutti e tutte”
- Cosenza. I detenuti della Casa circondariale “Cosmai” sul palcoscenico del Rendano











