di Vincenzo Roppo*
Il Dubbio, 31 ottobre 2022
Garantismo: quanto se ne parla. Ne parlano filosofi (in primis Luigi Ferrajoli, massimo costruttore della categoria), ne parlano giuristi, ne parlano giornalisti. Ne parlano politologi, politici e politicanti. L’uomo della strada non ne parla spesso: ma anche senza usare la parola è coinvolto fino al collo nelle vicende e nei problemi che la parola indica.
La Repubblica, 31 ottobre 2022
Sei diversi barchini sono stati intercettati al largo delle coste dell’isola. Dal Mediterraneo continuano ad arrivare richieste di soccorso.
di Domenico Quirico
La Stampa, 31 ottobre 2022
In un video gli orrori di Tripoli: il giovane etiope sottoposto a scosse elettriche. I carcerieri l’hanno inviato alla famiglia e chiesto un riscatto di 10 mila dollari.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 ottobre 2022
Al primo Consiglio dei ministri dell’era Meloni si punta alla conferma dell’ergastolo ostativo e al rinvio della riforma Cartabia. Ma per Carlo Nordio, l’articolo 4 bis è “un’eresia”. Riuscirà a convincere la presidente a non smantellare lo Stato di diritto?
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 30 ottobre 2022
Il titolo della bozza del decreto giustizia è “Schema di decreto-legge recante misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia e di entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150”.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 30 ottobre 2022
Arriva un dl che ricalca il testo 5S votato dalla Camera: meno benefici a chi non collabora. E il ministro deve ingoiare. Dubbi di FI. Il rischio del “liberi tutti” per i boss mafiosi Giorgia Meloni non poteva sopportarlo. Un rischio che si sarebbe potuto concretizzare l’8 novembre quando, con ogni probabilità, la Consulta si sarebbe riunita per dichiarare definitivamente incostituzionale l’ergastolo ostativo, il principio giuridico secondo cui un condannato per mafia e terrorismo non può avere accesso ai benefici se non collabora con la giustizia. La Corte, insomma, non avrebbe concesso nuove proroghe dopo aver dato al Parlamento - era l’aprile 2021 - un anno per legiferare e una deroga di altri 5 mesi nel maggio scorso. Eppure, nel frattempo, le Camere non sono riuscite a portare in fondo una legge. Ci penserà domani il governo Meloni: il primo decreto che sarà approvato nel Consiglio dei ministri delle 12 servirà proprio a “salvare” l’ergastolo ostativo prima della decisione della Consulta. Strumento che, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “è considerato essenziale nel contrasto alla criminalità organizzata”. “Una corsa contro il tempo - è il ragionamento di fonti di governo - per garantire sicurezza sociale e impedire che ai detenuti mafiosi possano aprirsi le porte del carcere pur in costanza del vincolo associativo”. “La lotta alla mafia non prevede buchi normativi - dice Andrea Delmastro (FdI) - il segnale del governo è chiaro: tutto quello che si può fare per mantenere il carcere duro si farà”. Una norma dietro cui si cela una prima spaccatura tra Fratelli d’Italia e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio: quest’ultimo ha definito l’ergastolo ostativo “un’eresia costituzionale” mentre Meloni con questo decreto lo vuole salvare e dare un segnale di “discontinuità”. Anche le Camere penali sono sul piede di guerra: hanno convocato oggi una riunione straordinaria.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 30 ottobre 2022
Confermata la linea dura alla vigilia della pronuncia della Corte costituzionale Sull’ergastolo ostativo il ministero della Giustizia gioca d’anticipo e conferma il regime punitivo per i condannati per gravi reati di mafia che non collaborano.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 30 ottobre 2022
Pronto un decreto per il Cdm di domani che rinvia anche la riforma Cartabia e mette a rischio i fondi del Pnrr. Salvini: “Finalmente si cambia”. Blitz del governo Meloni sulla giustizia. Con l’annuncio di un decreto, in agenda già lunedì nel primo Cdm, che rinvia a fine anno l’entrata in vigore della riforma penale di Marta Cartabia, pene sostitutive al carcere comprese proprio mentre incombono i suicidi in cella, e tenta di bloccare la Consulta che sull’ergastolo ostativo si riunirà l’8 novembre. Il pur sempre loquace neo Guardasigilli Carlo Nordio stavolta non parla in prima persona, ma fonti di palazzo Chigi spiegano la “mossa” che piace al vicepremier Matteo Salvini (“finalmente si cambia, avanti così...”).
di Claudio Del Frate e Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 30 ottobre 2022
Il carcere a vita senza sconti e benefici è stato però giudicato dalla Corte Costituzionale in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Carta. I primi due provvedimenti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per lunedì riguarderanno la giustizia. In particolare l’intenzione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è di confermare il cosiddetto ergastolo ostativo (che impedisce di accedere a sconti e benefici di legge chi non ammette le proprie responsabilità) e il rinvio della riforma Cartabia. E una posizione di rilievo l’avrà anche il comparto della lotta al covid, almeno per quanto attiene l’anticipo all’1 novembre della scadenza dell’obbligo vaccinale per chi esercita la professione sanitaria, e la conseguente abrogazione delle sanzioni per l’inosservanza dell’obbligo. Palazzo Chigi manda dunque un segnale di “discontinuità” rispetto ai precedenti esecutivi.
di Francesco Olivo
La Stampa, 30 ottobre 2022
Domani nel Consiglio dei Ministri verrà inoltre anticipata la fine dell’obbligo vaccinale per i medici che hanno rifiutato il vaccino. L’era Meloni comincia con una gran fretta. Ci sono le emergenze, quella delle bollette su tutte, ma anche molte scadenze, a cominciare dalla giustizia. Il primo decreto del nuovo governo punta a blindare il carcere ostativo, il divieto ai benefici carcerari per i detenuti della criminalità organizzata non pentiti, rivendicato dalla premier anche nel suo discorso d’insediamento alla Camera. Con un altro provvedimento poi si rimanda di almeno due mesi l’entrata in vigore della riforma Cartabia, accogliendo le richieste della magistratura. Domani inoltre verrà anticipata la fine dell’obbligo vaccinale per i medici che hanno rifiutato il vaccino.
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