di Frank Cimini
Il Riformista, 11 febbraio 2023
Il ministro Carlo Nordio con un provvedimento articolato ha rigettato la richiesta di revoca dell’articolo 41bis presentata dall’avvocato difensore Flavio Rossi Albertini. Resta la speranza del ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 febbraio 2023
Nella vicenda di Alfredo Cospito si intrecciano almeno tre questioni distinte: la tutela della sua vita e della sua salute, la legittimità del provvedimento di applicazione del regime di 41bis e della sua perdurante attualità e la questione dello stesso regime del 41bis. Tutte questioni che meritano risposte adeguate nel merito e nei tempi, sulle quali la Conferenza dei Garanti delle persone detenute, nominati dalle regioni, dalle province e dai comuni, prende posizione in un documento ad hoc.
di Ezio Menzione
Il Dubbio, 11 febbraio 2023
Il caso Cospito non ha nulla a che fare col caso Ebru Timtik, si sente dire. Lui protesta contro un regime carcerario inumano, lei protestava contro un processo al di fuori di ogni legalità; lui ha accettato il processo, ma chiede modalità diverse di carcerazione, lei chiedeva che il processo farsa che l’aveva condannata venisse annullato; l’unico punto di contatto sarebbe lo sciopero della fame, con tutte le sue conseguenze, prevedibili per Cospito, già tragicamente consumate per Ebru.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 febbraio 2023
Nelle motivazioni del ministero, si legge che l’anarchico ha usato “il corpo come arma” e che la sua protesta ha provocato gli attacchi dei giorni scorsi. Per questo deve rimanere al carcere duro. Seguendo questo argomento, però, l’unico modo per far sì che Cospito interrompa ogni istigazione delle azioni violente all’esterno sarebbe appunto quello di revocargli il regime speciale. L’altra opzione, confermandogli il 41 bis, è quella che lui muoia.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 11 febbraio 2023
Diremmo forse che se il regime iraniano smettesse di torturare i dimostranti avrebbe perduto autorevolezza e credibilità? Che cosa vuol dire “non cedere al ricatto?” Niente. È solo populismo. Ma quando un autocrate, esposto alla pressione di una protesta, o anche solo alla sorveglianza dell’opinione pubblica che ne denuncia i soprusi, decide di porre fine all’andazzo della sua prepotenza e la smette di perseverare nel proprio arbitrio, noi che cosa facciamo? Diciamo che ha ceduto al ricatto? I regimi segregazionisti avrebbero fatto bene a irrigidirsi, e noi avremmo compreso e giustificato quell’irrigidimento, giusto perché contro l’apartheid si sono sviluppate anche episodiche - e a volte anche molto gravi - manifestazioni di violenza?
di Giovanni Tizian e Nello Trocchia
Il Domani, 11 febbraio 2023
C’è molta amarezza negli uffici di via Giulia, la sede della procura nazionale antimafia e antiterrorismo, l’ufficio guidato da Giovanni Melillo. Amarezza e disorientamento per la decisione del ministro della giustizia Carlo Nordio di prorogare il 41 bis all’anarchico Alfredo CospitoAlfredo Cospito, in sciopero della fame da oltre cento giorni per protestare contro il regime di carcere duro cui è sottoposto da maggio 2022.
di Massimo Donini
Il Riformista, 11 febbraio 2023
Le forze politiche si sono rissosamente divise sul tema incostituzionale: “Ma da che parte stai?”. Noi non dobbiamo stare da nessuna parte che non sia quella del diritto, di un diritto umano e non violento. Lo Stato non deve avere paura di mostrarsi umano, nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, senza per questo essere fesso. Del carcere duro va modificata una larga parte inutile e vessatoria. Ma pare che in Italia le leggi emergenziali non si possano toccare, a meno che non ci scappi il morto.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 11 febbraio 2023
“Il suo sciopero della fame è violento”. Quando abbiamo letto le motivazioni sulla base delle quali il ministro Nordio ha deciso di rigettare la richiesta di revoca del carcere duro ad Alfredo Cospito, abbiamo pensato ad un refuso. Cioè a un errore di stampa.
di Piercamillo Davigo
Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2023
La Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il 41-bis sia per le limitazioni necessarie a impedire i contatti con il contesto criminale sia per il divieto di ricevere dall’esterno libri e riviste. Nella vicenda relativa ad Alfredo Cospito, detenuto che afferma di effettuare lo sciopero della fame (da oltre 100 giorni) per l’abolizione del regime penitenziario di cui all’art. 41-bis dell’Ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354), si sentono opinioni che non sembrano basate sulla conoscenza dei fatti e della norma.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 11 febbraio 2023
L’ex presidente della Consulta: “L’Italia è forcaiola con l’anarchico che arriva a suicidarsi pur di colpevolizzare il nostro sistema”. “Il carcere duro nella visione di qualcuno deve fare spavento, tanto più efficace quanto più crudele. Ma questa idea è quanto di più lontano ci sia dalla nostra Costituzione”. “Lo Stato può ritenersi innocente, nel caso un uomo sotto la sua custodia si lasci morire, solo a una condizione: quella di avere la coscienza a posto”.
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