di Gennaro De Falco
Il Riformista, 5 ottobre 2022
Occorre ripristinare il principio di parità e indipendenza dei poteri e nei poteri dello Stato ed evitare un doppio sistema processuale, uno per ricchi e uno per poveri.
di Marcello Bortolato
Il Dubbio, 5 ottobre 2022
Oggi un ambizioso senso di onnipotenza scientifico-tecnologico sembra aver pervaso anche i territori del diritto (efficienza, celerità, processi telematici, giustizia predittiva) ma non dobbiamo dimenticare che il diritto è sempre intriso di eticità sociale e il clima sociale di un’epoca è alimentato dal coinvolgimento culturale ed etico di ciascuno di noi. In questo quadro si colloca l’idea di giustizia riparativa che oggi riprende fiato riaffiorando da un antico passato sempre presente.
di Sara Scarafia
La Repubblica, 5 ottobre 2022
L’autore di ‘Dentro’ (Einaudi), racconto del disagio di chi è nei penitenziari: “La detenzione è il problema più doloroso del Paese. Sono convinto che se la gente avesse uno straccio di lavoro, un lavoro qualsiasi, la popolazione carceraria si ridurrebbe”.
di Loredana Caponio
gnewsonline.it, 5 ottobre 2022
Un protocollo, per accompagnare chi esce dal carcere nel reinserimento nella società. Un protocollo che attraverso corsi di formazione, attività di supporto e sostegno a ricerche scientifiche si propone un obiettivo ultimo: incrementare quelle condizioni di esecuzione della pena, che si traducono in un crollo della recidiva.
di Gennaro Salzano
Il Riformista, 5 ottobre 2022
C’è stato un tempo, in Italia, in cui la politica trattava le questioni della giustizia, del reato, della pena tenendo d’occhio innanzitutto l’umanità: quella della vittima, che erano insieme la società ed il singolo, e quella del reo. É l’Italia di Aldo Moro che era leader politico di livello internazionale, ma anche filosofo di profondissimo pensiero. Formato alla scuola positivista del suo maestro Biagio Petrocelli, ne prende le distanze per aderire e, per certi versi, fondare un pensiero penalistico che assume i connotati del personalismo di Maritain.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 ottobre 2022
Nella corsa a Via Arenula resta favorito Nordio, seguito da Bongiorno: difficile un suo ritorno alla Pa. E rispunta anche l’ipotesi Sisto. Rimane sostanzialmente una corsa a due quella per il ministero della Giustizia, dove a “contendersi” la poltrona di Guardasigilli sono l’ex magistrato Carlo Nordio, eletto tra le file di Fratelli d’Italia, e la responsabile Giustizia della Lega Giulia Bongiorno. Una corsa che vede in pole position l’ex toga, indicata da Giorgia Meloni come ministro ideale ben prima del risultato elettorale, cosa che dirotterebbe l’avvocata leghista alla Pubblica amministrazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 ottobre 2022
Bocche cucite nelle procure e tra i vertici delle correnti sul futuro guardasiglli: dichiarazioni dialoganti e pacate in attesa che Meloni indichi la sua linea di governo. “Non vogliamo interferire”.
di Andrea Ossino
La Repubblica, 5 ottobre 2022
Le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di otto militari dell’Arma. I depistaggi e le false annotazioni per sviare il processo sulla morte di Stefano Cucchi avevano “la finalità di allontanare l’attenzione dai carabinieri così da evitare qualsiasi coinvolgimento del comandante del gruppo, considerato che già altri militari erano stati coinvolti nei gravi fatti in danno del presidente della regione Lazio, un uomo delle Istituzioni”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 ottobre 2022
Per definire la somma risarcitoria per l’ingiusta detenzione, il giudice non può trascurare la perdita di occasioni lavorative a causa di essa. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 37206, accogliendo con rinvio il ricorso di un ingegnere, particolarmente affermato nella sua provincia di origine, ingiustamente messo agli arresti domiciliari per circa un mese per turbativa d’asta.
ildispaccio.it, 5 ottobre 2022
“Rischio trattamenti inumani e degradanti nelle carceri turche”. La Corte d’Appello di Catanzaro Seconda Sez. Penale, Presidente relatore dott. Antonio Giglio, consiglieri dott.sse Maria Rosaria De Girolamo e Barbara Saccà, con sentenza n.10/2022 del 27 Settembre u.s., ha rigettato la richiesta di estradizione, avanzata dal governo Turchia nei confronti del sig. T.M., cittadino turco, per il rischio concreto che lo stesso possa essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti nelle carceri turche.
- Sicilia. L’inferno delle carceri siciliane: già 10 suicidi da inizio anno
- Palermo. Detenuto morto al Pagliarelli, interrogato il compagno di cella
- Palermo. Sit-in di Antigone Sicilia davanti al Tribunale: “Basta morti in carcere, istituzioni intervengano”
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- Viterbo. Confartigianato apre le porte a Seconda Chance: ai detenuti opportunità di riscatto grazie al lavoro











