recensione di Marta Capaccioni
antimafiaduemila.com, 27 giugno 2022
“Il mondo del carcere è un universo veramente sconosciuto e per poterlo capire non basta frequentarlo, neanche con una funzione istituzionale di magistrato o avvocato. Devi essere qualcuno che, mentre lo frequenta, non se ne può andare, o perché iscritto al circuito penitenziario oppure perché ci svolge la propria funzione dentro”. Sono state le prime parole del consigliere Sebastiano Ardita alla presentazione del suo ultimo libro “Al di sopra della legge: come la mafia comanda dal carcere”, tenutasi alla libreria “Tante Storie” a Palermo.
recensione di Francesco Gianfrotta
Corriere Torino, 27 giugno 2022
La neo direttrice del Lorusso e Cutugno, nel suo libro “Senza sbarre” riflette sulla necessità di integrare lo spazio della detenzione con il territorio. C’è un destino che accompagna il carcere: la scarsa visibilità, salvi i casi di emergenze. Lo ribadisce la neo-direttrice del carcere di Torino, Cosima Buccoliero, nel libro Senza sbarre, scritto con la giornalista Serena Uccello: “Dei molti luoghi che determinano la nostra condizione di cittadini abbiamo esperienza diretta. Della scuola, degli ospedali, degli uffici pubblici. Il carcere, invece, è un luogo che non ha appartenenza. Che non ha riconoscibilità. Esiste ma rimane fuori dalla nostra percezione”.
di Giuseppe De Rita
Corriere della Sera, 27 giugno 2022
Semantica dell’aggressività: espressione e strumento della lotta fra poteri contrapposti, diventa un fenomeno e apre una prospettiva pericolosa per il nostro livello di civiltà collettiva. Sorprende la recente entrata del termine “odio” nella dialettica politica, sia internazionale (l’ex presidente russo che dichiara “l’Occidente lo odio, e non avrò pace fino a che non sarà distrutto”) che nazionale (la scissione grillina motivata dall’odio avvertito dagli scissionisti per l’attuale dirigenza).
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 27 giugno 2022
Nel Paese in cui è stato maggiormente enfatizzato il ruolo creativo dei giudici, dove si insegna che il diritto è quello che stabiliscono i tribunali, piuttosto che quello che decidono i parlamenti, proprio i giudici supremi si sono spogliati del proprio potere e l’hanno delegato ai cinquanta parlamenti degli Stati
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 26 giugno 2022
Il dibattito è incattivito dalla questione mafia. Che va affrontata con durezza. Ma sovraffollamento e recidiva si contrastano con il ricorso a misure alternative.
di Michele Brambilla
Il Resto del Carlino, 26 giugno 2022
“Che marcisca in galera!”. Quante volte sentiamo un’esclamazione del genere? Ecco, vorrei rassicurare il nutrito plotone dei giustizieri: in cella si marcisce davvero. Si resta dentro ventidue ore al giorno, in spazi stretti e lasciamo perdere le condizioni igieniche: anche il pranzo e la cena si consumano in cella, le tavolate dei detenuti che mangiano insieme sono roba da film americani. Soprattutto, in cella non si fa niente. Niente. Il tempo scorre inutilmente, senza significato.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 26 giugno 2022
Da decenni si discute di come svuotare le carceri, anziché costruirne di nuove. Mi pare che sul tema si confrontino due retoriche. Quella rigorista, tipo “facciamolo marcire in prigione” e “chiudiamolo in cella e gettiamo la chiave”. E quella garantista, per cui il carcere sarebbe una punizione medievale, una crudeltà insopportabile, un retaggio del passato.
di Simone Alliva
L’Espresso, 26 giugno 2022
“Vendetta dei politici sui magistrati”, “No, doveva essere più drastica”. Csm, pagelle, fuori ruolo. Giudici e pm rilanciano l’allarme, sostenendo si tratti di una mossa della politica per controllarli. Gli avvocati invece chiedevano interventi più decisi.
di Davide Varì
Il Dubbio, 26 giugno 2022
“Si creeranno due grandi poli di destra e sinistra, e quindi non risolveremo anzi si acuirà il problema delle correnti”. “Io penso che questa riforma sul Csm abbia rafforzato le correnti”. Ospite di Trame, il Festival di libri sulle mafie che si tiene ogni anno a Lamezia Terme, il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, torna ad attaccare la riforma Cartabia, convinto che “abbia creato l’effetto opposto rispetto a quello che si è detto di volere”, cioè limitare il correntismo. Al contrario, dice il magistrato antimafia, “si creeranno due grandi poli di destra e sinistra, e quindi non risolveremo anzi si acuirà il problema delle correnti”.
di Piero Melati
L’Espresso, 26 giugno 2022
La figlia di Paolo Borsellino diserterà le cerimonie. E dice la sua su magistrati, depistaggi e riforme. “Una parte si è appropriata della memoria, anche indebitamente, monopolizzandola. Quando ho denunciato la solitudine di mio padre e il tradimento da parte dei suoi colleghi ho sentito il gelo intorno a me”.
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