di Giuseppe Filetto
La Repubblica, 26 giugno 2022
Si appellano al “diritto alla difesa negato”. Tanto da averlo sollevato già in fase di udienza preliminare. Gli avvocati coinvolti nel mega-processo sul crollo del Ponte Morandi puntano l’indice su quei 750mila euro di diritti di segreteria da versare al Ministero della Giustizia per accedere a tutti gli atti depositati in tribunale. Un fascicolo da 64 terabyte, ovvero 34 miliardi di file indicizzati. Un buon cd può contenere 10 giga, un millesimo di tera.
di Stefania Colombo
Il Sole 24 Ore, 26 giugno 2022
È noto come i rapporti di vicinato non siano semplici da gestire: liti ed incomprensioni, anche per i motivi più futili, sono infatti all’ordine del giorno. Ciò che non tutti sanno, però, è che quello che in apparenza può sembrare un semplice dispetto tra vicini talvolta assume i caratteri di un reato, quello di Violenza Privata. Esaminiamone i tratti salienti.
di Francesco Betrò
Corriere di Bologna, 26 giugno 2022
Chi partecipa ha un tasso di recidiva molto basso, al 14%. Ma per l’arcivescovo Zuppi “la società civile deve fare di più”. L’impresa sociale Fid, festeggia i suoi primi dieci anni. Oggi lavorano nel progetto circa 15 detenuti della Dozza, in totale dal 2012 sono stati 50. La direttrice del penitenziario: “Più di un lavoro, è un collegamento tra dentro e fuori”. Negli ultimi anni si è aggiunta Faac - con l’obiettivo di fornire, attraverso la realizzazione di lavori di carpenteria, assemblaggio e montaggio di componenti meccanici, un’opportunità di lavoro stabile e duraturo. Non solo dentro il carcere, ma anche fuori.
ansa.it, 26 giugno 2022
Presidente Ceis: Regione la inserisca nel sistema servizi sociali. Apertura ufficiale, anche se la sua attività è cominciata da alcuni mesi, per la Casa di accoglienza “Don Giuseppe Nozzi”, che si trova Bologna, in via del Tuscolano. Si tratta di una struttura per detenuti in misura alternativa al carcere, dove opera personale del Ceis (Centro di Solidarietà), in collaborazione con la “Fraternità Tuscolano 99”.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 26 giugno 2022
“C’è una violenza dilagante e fine a se stessa. Nisida è un modello, ma sogno un mondo senza carcere”. Don Gennaro Pagano, parroco di Nisida, sulla violenza che sta travolgendo i nostri ragazzi.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 26 giugno 2022
Windtre aderisce al memorandum d’intesa con i Ministeri della giustizia e dell’innovazione tecnologica e transizione digitale, per la valorizzazione del lavoro carcerario nel settore delle telecomunicazioni e dell’information communication technology, e varca i cancelli del carcere di Bollate. In base all’accordo, la società di telecomunicazioni offrirà ai detenuti del carcere un’opportunità occupazionale: dopo aver seguito un percorso formativo si occuperanno del recupero e della rigenerazione di apparatati di rete.
di Alessandra Ventimiglia
La Discussione, 26 giugno 2022
Importante iniziativa per il reinserimento sociale dei detenuti del carcere romano di Rebibbia. “Caffè Galeotto” è una torrefazione all’interno di Rebibbia Nuovo Complesso. Il progetto, per la produzione e la vendita di caffè nato nel 2014, è stato ideato dalla cooperativa sociale Pantacoop di Mauro Pellegrini ed è diventato subito il “fiore all’occhiello” del carcere romano. Pellegrini ha ricevuto in concessione uno spazio all’interno di Rebibbia, ha acceso un mutuo e iniziato la sua attività di recupero, dando la possibilità ai reclusi di imparare il mestiere di torrefattore, molto richiesto all’esterno.
ottopagine.it, 26 giugno 2022
L’evento promosso dal Garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misura restrittiva. Visita del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a Poggioreale, in occasione della “Festa della musica”, organizzata dal Garante campano Ciambriello.
napolitan.it, 26 giugno 2022
“La Cena in Giallo - Coltiviamo Valori” è il titolo dell’evento che il Carcere femminile di Pozzuoli e l’associazione di promozione sociale Malazè - Laboratorio di Comunità con la collaborazione della Cooperativa Lazzarelle, hanno organizzato per Procida Capitale della Cultura 2022. La manifestazione programmata per lunedì 27 giugno gode del patrocinio del Comune di Procida e di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022.
di Ylenia Cecchetti
La Nazione, 26 giugno 2022
Cecco e Cipo si sono esibiti nella Casa circondariale. “Quando ce l’hanno proposto, non potevamo crederci”. Hanno animato i pub e le piazze di tutta Italia, divertito i telespettatori con gag improbabili al talent show X Factor - ormai diversi anni fa - e partecipato a trasmissioni come “Quelli che il calcio”, in qualità di inviati dell’Empoli F.C. Hanno vestito la maglia della Nazionale Cantanti ma no, nel loro cv, Cecco e Cipo non avevano ancora inserito la più insolita delle esperienze. Ovvero, un concerto in carcere. Il pubblico stavolta era composto da una quarantina di detenuti della casa circondariale di Lucca. Applausi, sorrisi e tutti in piedi a cantare. Un’emozione unica, arrivata soltanto dopo aver abbattuto il muro della diffidenza ed essere entrati in sintonia con i reclusi del “San Giorgio”. “Quando ce l’hanno proposto - raccontano Fabio Cipollini e Simone Ceccanti, che hanno mosso i primi passi nel mondo della musica partendo dal Circolino Arci di Petroio, a Vinci - non ci potevamo credere. Un concerto in carcere, come le vere rockstar. Euforia a parte, è stata un’esperienza davvero toccante. Ci siamo esibiti nella sala comune. Una stanza vuota e silenziosa, dove i detenuti, seduti, ci hanno ascoltato per un’ora. È una dimensione affascinante. Portare musica oltre le sbarre non succede tutti i giorni”. Dai brani di successo come “Vaccaboia” alle tracce raccolte nell’ultimo album “Con permesso”, la scaletta è stata improvvisata, un mix di pezzi vecchi e nuovi per rompere il ghiaccio e regalare ai detenuti una parentesi musicale e di intrattenimento. “Eravamo un po’ tesi, ma sospendere il giudizio ci è venuto naturale. Ti chiedi sempre come possa essere la vita in cella. Trovarsi a tu per tu con un pubblico al quale non siamo abituati è stato adrenalinico. Abbiamo suonato, interagito e cantato insieme ad alcuni di loro”. All’inizio qualche sguardo perplesso. Poi gli applausi.
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