di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 giugno 2022
“Parliamo di non - luoghi, dove i diritti fondamentali sono sospesi in un limbo di repressione e disinformazione e la cui gestione affidata a privati, li rende veri e propri buchi neri e che per questo devono essere chiusi”. Così la deputata del gruppo misto Doriana Sarli e la senatrice del gruppo misto Paola Nugnes, dopo aver visitato venerdì scorso, 17 giugno, il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di Gradisca di Isonzo.
di Gianfranco Schiavone
Il Riformista, 22 giugno 2022
Gli sfollati sono entrati in Europa e sono andati dove volevano. Zero quote, zero campi profughi, zero isteria. Eppure la loro fuga non è diversa da quella di altri milioni di persone. Una lezione da imparare.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 22 giugno 2022
Nell’ultimo rapporto l’Ong critica i paesi dell’Unione europea e le agenzie delle Nazioni unite. Il nodo gordiano resta il rapporto tra l’intervento umanitario e le politiche securitarie. Sul dramma che i migranti vivono in Libia si è detto e scritto molto. Agenzie Onu, Ong indipendenti e gli stessi rifugiati hanno squarciato il velo su una quotidianità di violenze, torture e omicidi. Anche naufragi e sbarchi ricevono un’alterna attenzione, offuscata di recente dall’arrivo dei profughi ucraini. Si parla meno, invece, delle opportunità e dei limiti dei canali legali di uscita dal paese nordafricano.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 22 giugno 2022
Il ddl Magi-Licantini in Aula alla Camera a fine mese. Primo sì alla proposta di legge Magi-Licantini che depenalizza la coltivazione domestica della cannabis a uso personale.
di Giampiero Massolo
La Repubblica, 22 giugno 2022
Difficile superare la sensazione di una guerra senza prospettive. Sempre più staccata dalla sensibilità delle opinioni pubbliche e dunque complessa da sostenere per i Governi. Eppure, allineare gli aspetti principali per cercare una chiave di lettura è doveroso. Perché quello che continua a consumarsi sotto i nostri occhi è un dramma umanitario e dei diritti sconvolgente nel cuore dell’Europa. Rischia di espandersi, colpendo i più poveri, tramutandosi in carestia e rivolte per il pane. Comporta una crisi energetica, degli approvvigionamenti, dei prezzi che già si allarga a macchia d’olio. Non è vero che la diplomazia - segnatamente quella europea, anche su impulso italiano - sia inerte. Lo sforzo in atto ha pochi precedenti: si concentra sul fattibile, stante l’indisponibilità dell’aggressore russo a fermarsi: lo sblocco dei porti per le forniture di grano, il tetto al prezzo del gas, l’accoglienza ai profughi, i buoni uffici. Accenni a meccanismi e formule forse utili, domani, per tentare un cessate il fuoco.
di Jacopo Iacoboni
La Stampa, 22 giugno 2022
Così la Russia rischia il processo per genocidio. I numeri comunicati dal Cremlino addirittura più alti di quelli Onu. Per Mosca è “evacuazione umanitaria”. Londra sanziona per “trattamento barbaro dei bambini” l’alta burocrate russa ritenuta dietro all’operazione. E una senatrice promette campi estivi per russificare la lingua dei bimbi ucraini dai “territori liberati”.
di Micol Conte
La Repubblica, 22 giugno 2022
La denuncia delle Ong: abusi e respingimenti illegali. Il governo di Atene segnala di aver bloccato nei primi quattro mesi del 2022 circa quarantamila persone che tentavano di entrare in Europa attraverso il fiume Evros, al confine con la Turchia.
di Ezio Menzione*
Il Dubbio, 22 giugno 2022
Il 14 giugno per gli avvocati turchi è la Giornata per il Giusto Processo e la iniziativa sta assumendo a poco a poco un carattere internazionale con il nome di Fair Trial Day. È stata scelta la data del 14 giugno perché è la data dell’anniversario della nascita di Ebru Timtik, morta il 28 agosto 2020 dopo 238 giorni di sciopero della fame in carcere per chiedere un giusto processo per sé e per altri 17 avvocati coimputati nello stesso processo.
di Mauro Palma
Il Manifesto, 21 giugno 2022
Il testo ufficiale della relazione 2022 al Parlamento del Garante nazionale delle persone private della libertà.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2022
Nella relazione al Parlamento il Garante chiede una soluzione alternativa per questi detenuti. Affollate, in condizioni inaccettabili per chi vi è ristretto e per chi vi lavora ogni giorno, inadeguate anche sul piano degli spazi per una esecuzione penale costituzionalmente orientata, le carceri sono sempre più piene di persone prive di mezzi.
- Carcere e migrazioni: nella relazione del Garante sul tema del tempo, tutte le storture del sistema
- La Relazione del Garante: carceri sovraffollate e alto numero di suicidi
- Quasi 4.000 reclusi con condanne brevi potrebbero evitare il carcere
- Suicidi, disagio psichico, affollamento: la crisi delle carceri nella relazione del garante nazionale
- “Il reato è un istante, poi c’è la reclusione: un tempo indefinito che cambia la vita”











