di Viola Ardone
La Stampa, 21 giugno 2022
Non chiamateli generazione Covid, non è giusto che siano ricordati così. È vero, questa esperienza li ha segnati, e per gli studenti di ogni età che in questi giorni ricevono la cosiddetta pagella la mancanza di scuola è stata una delle variabili più determinanti. I voti che appariranno sugli schemi del loro telefonino alla voce scrutinio finale risentono di due anni trascorsi quasi interamente in Dad e di un anno scolastico, quello appena concluso, impiegato a colmare le lacune accumulate, in uno spericolato equilibrismo tra test positivi, negativi, ancora positivi, prima dose, seconda dose, eventuale terza dose, classi in bilico tra online e presenza.
di Jaime D’Alessandro
La Stampa, 21 giugno 2022
Alla fiera di Parigi dedicata all’innovazione, VivaTech, l’azienda Avast spiega perché per proteggere le persone online bisognerà presto alzare lo sguardo e andare ben oltre gli antivirus. “L’Unione europea è la più grande democrazia al mondo dove vivono 445 milioni di persone” ha sottolineato Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno. “Ma il digitale è ancora un west selvaggio”.
di Eraldo Affinati
Avvenire, 21 giugno 2022
Quanti sono i rifugiati nel pianeta? Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite si tratta di cento milioni di persone. Gente costretta a fuggire dalla propria terra per sopravvivere a guerre, dittature, violenza, miseria: molti minorenni, tante donne con figli piccoli, individui feriti, traumatizzati, condannati all’esilio geografico, linguistico e culturale. Nella Giornata mondiale dedicata a questi profughi, che si celebra il 20 giugno, il rischio per tutti noi resta sempre quello di lasciarci ingannare dai grafici, dalle statistiche, perfino dalle testimonianze: un carico troppo pesante da recare sulle spalle. Si può avere l’impressione di non sopportare il peso del nostro stesso privilegio col risultato di passare indifferenti di fronte all’oltraggio degli stessi princìpi di giustizia nei quali, almeno a parole, diciamo di credere.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 giugno 2022
Nella “giornata mondiale del rifugiato”, celebrata ieri da istituzioni e associazioni, fuori dai porti italiani ci sono quasi 900 migranti in attesa di sbarcare. Sulla Sea-Eye 4 le persone soccorse sono 483, alcune si trovano a bordo da oltre una settimana. Nei giorni scorsi in 11 sono state evacuate per emergenze mediche.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 21 giugno 2022
Amnesty International e 111 organizzazioni per i diritti umani hanno espresso enorme preoccupazione per l’annuncio, da parte delle autorità militari di Myanmar, della ratifica di quattro condanne a morte emesse a seguito di processi gravemente irregolari.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 giugno 2022
La relazione annuale del Garante al Parlamento. Oltre mille persone in cella con condanne a meno di un anno. Sono più di duemila le donne, venti con al seguito i figli. E 1.800 gli ergastolani. Nel 2022 nelle prigioni italiane 29 suicidi.
di Mauro Palma*
La Stampa, 20 giugno 2022
Il Garante dei detenuti anticipa la sua relazione al Parlamento: “Le reti sociali dovrebbero intervenire prima del diritto penale”. Il disagio psichico è ben presente nel nostro sistema di detenzione: i numeri dei gesti autolesionistici e soprattutto dei suicidi - 29, a cui si aggiungono 17 decessi per cause da accertare - dell’età e della fragilità, spesso già nota, degli autori di tali definitivi gesti sono un monito; ci interrogano non per attribuire colpe, ma per la doverosa riflessione su cosa apprendere per il futuro da queste imperscrutabili decisioni soggettive.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 giugno 2022
Oggi in Senato la relazione sui fatti del 2021, da Santa Maria Capua Vetere a Torino. Il Garante Mauro Palma lancia due sfide: basta rispedire in Egitto i migranti dopo i casi Regeni e Zaki. E no alla detenzione se sono trascorsi troppi anni dal fatto. Dubbi anche sul nuovo testo dell’ergastolo ostativo, passato alla Camera e oggi a Palazzo Madama.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 giugno 2022
“Non si può continuare a pensare al carcere come un luogo in cui si spediscono gli autori di reato per farli sparire per un po’ dalla circolazione, pensando così di proteggere efficacemente la società”. Il professor Francesco Viganò, giudice della Corte Costituzionale dal 2018, ha redatto alcune delle più importanti decisioni della Consulta degli ultimi anni.
di Giusy Santella
mardeisargassi.it, 20 giugno 2022
Mai più un bambino potrà varcare la soglia del carcere: è questo il principio da cui nasce la proposta di legge approvata alla Camera poche settimane fa, a firma del deputato del PD Paolo Siani con l’intento di evitare la permanenza dei bambini - in particolare di quelli tra 0 e 6 anni - negli istituti di pena con le loro madri. Se la proposta passerà anche il vaglio del Senato, risulterà generalmente vietata la custodia cautelare per le donne incinte e le madri con prole di età inferiore ai 6 anni e, nel caso in cui le esigenze cautelari risultino di eccezionale rilevanza, bisognerà ricorrere a case-famiglia protette oppure a Icam.
- Gli italiani non credono più nella giustizia: crolla la fiducia nelle toghe
- “I giovani vorrebbero una giustizia meno punitiva. Ma noi li respingiamo fuori dalla porta...”
- Giù le mani dai referendum, sono strumenti di democrazia
- L’autogol dei referendum che lasciano il Paese in panne
- Palermo. “Oltre al recupero dei detenuti bisogna dare lavoro alle loro famiglie”











