di Stefania Ascari*
Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2022
Denunciate. Denunciate. Denunciate. Questo viene ripetuto come un mantra dalle istituzioni alle donne vittime di violenza di genere. Un mantra che si trasforma in condanna a morte quando chi dovrebbe intervenire non lo fa in modo tempestivo. Le conseguenze sono gravissime, parliamo di morte, di donne uccise, di femminicidio.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 giugno 2022
Per la Corte di cassazione, con la sentenza n. 19619 depositata oggi, la contestazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza con la redazione di apposito verbale. Se la violazione del codice della strada è commessa da un minore, la contestazione deve avvenire nei confronti dei soggetti “tenuti alla sorveglianza” con la redazione di un apposito verbale nei loro confronti. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 19619 depositata oggi, accogliendo, con rinvio, il ricorso di una madre contro la decisione del Tribunale di Aosta.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 19 giugno 2022
Fu un innovatore, lo osteggiarono fino a puntargli il dito contro. Ne nacque un’accusa - maltrattamenti - che per chi dirige un istituto psichiatrico giudiziario è un’accusa pesante. Fu assolto in primo grado e ora anche in Appello.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 19 giugno 2022
Nasce a Scampia il progetto di giustizia riparativa “La Mia Banda è Pop”. Punire chi è stato già punito una volta dalla vita non può essere la soluzione. Sbattere in cella un ragazzino che ha sbagliato non lo aiuterà a capire l’errore né tantomeno gli farà avere la sensazione di poter avere una possibilità in questo mondo. Anzi, il contrario: si sentirà l’ultimo tra gli ultimi. È da questa profonda convinzione che nasce in Campania il progetto “La Mia Banda è Pop”, selezionato nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà minorile con i bambini per sostenere i giovani nella costruzione di percorsi partecipati di riscatto ed emancipazione. Capofila del progetto è l’associazione ‘Chi rom e… chi no’ con sede a Napoli nel quartiere di Scampia.
di Rossella Grasso
Il Riformista, 19 giugno 2022
“Lo hanno ammazzato fisicamente e psicologicamente. Dopo 30 anni di carcere era uscito da 2 anni e da allora non era più lo stesso”. Gino Cacace, figlio di Enzo, è disperato per la morte del papà. Napoletano, originario del Rione Traiano, aveva 60 anni. È stato tra i primi a denunciare quella che il Gip ha definito “orribile mattanza”, le violenze che il 6 aprile 2020 si sono consumate nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Enzo era in sedia a rotelle. Nelle immagini restituite dalle telecamere di videosorveglianza del carcere c’era anche la brutale aggressione che subì Vincenzo e che lui stesso raccontò a volto scoperto davanti alle telecamere di tutta la stampa nazionale.
di Mariacristina Maggi
Gazzetta di Parma, 19 giugno 2022
Presentato lo sportello dedicato ai detenuti, agli ex e ai loro familiari. Namasté dice il saluto indiano: mi inchino di fronte alla bellezza che c’è in te. “La fiducia è la chiave per realizzare il cambiamento delle persone: dobbiamo essere anche audaci e credere che insieme possiamo davvero cambiare tante cose”, ha detto ieri con uno sguardo pieno di gioia e gratitudine il presidente dell’associazione San Cristoforo don Umberto Cocconi nel presentare il nuovo punto di ascolto, informazione e orientamento per le persone detenute, ex detenute e i loro familiari ospitati dalla onlus in strada Quarta 37. Lo sportello “In Con-tatto” è un servizio gratuito nato da un’affiatata rete di nove associazioni (San Cristoforo, Rete Carcere ODV, Per ricominciare, Acat Parma “il volo”, Comunità di Sant’Egidio, Snupi, Centoperuno, W4W-Women for Women, Il mondo di Oz) nell’ambito del progetto “E nessuno si salva da solo”, realizzato in collaborazione con CVS Emilia e finanziato dalla Regione.
basilicata24.it, 19 giugno 2022
All’interno dell’infermeria centrale del carcere di Melfi mancano i medici, su 6 previsti risultano solamente 4 (di cui due a part-time), pertanto non viene più garantito il presidio medico - sanitario h24 previsto da protocollo d’intesa tra le parti, costretti oggi in caso di necessità e nelle fasce orarie in cui non vi è la presenza di un medico, a portare i detenuti di un “certo spessore criminale” al PS del locale nosocomio, mettendo a rischio l’incolumità di tutti e minando la sicurezza anche sociale. Inoltre, il personale infermieristico su 8 previsti risultano solo 6, non sufficiente ad assicurare la copertura dei turni; tale situazione è destinata ad aggravarsi con la fruizione delle ferie estive. A segnalarlo è Donato Sabia, segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria in una lettera inviata all’Assessore regionale alla Salute Francesco Fanelli, al dg del Dipartimento Sanità, Tripaldi, al direttore generale dell’Asp, Stopazzolo, e a Maria Rosaria Petraccone, Direttore della Casa Circondariale.
di Alessia Galbusera
ilcittadinomb.it, 19 giugno 2022
“Partito tutto da un gol sbagliato. Un quartiere con degli esempi nocivi. Troppe pressioni che ti fanno sentire vuoto: quando sei adolescente e hai queste sensazioni fai di tutto per farti vedere, per farti sentire apprezzato” ha raccontato Daniel Zaccaro oggi edicatore ma con un passato da detenuto.
di Francesco Franchella
Il Resto del Carlino, 19 giugno 2022
“Abbiamo sfatato tanti falsi miti che arrivano dalla cinematografia e ci hanno colpito tante storie di vita all’interno dei penitenziari”. Il clan “La Rocca” del Gruppo Scout Cento 1, nel corso dell’ultimo anno ha portato avanti un progetto incentrato sulle carceri italiane, che ha visto i ragazzi e le ragazze incontrare ex detenuti, volontari ed esperti in materia, per poi proseguire con l’ideazione di un questionario per comprendere la conoscenza e la percezione del tema da parte dei centesi. “Il nostro gruppo è formato da ragazzi di età compresa tra i 17 e i 21 anni - spiega Federica Grazi - Ogni anno ci si interroga su un argomento ed è emerso l’interesse dei ragazzi sulle carceri, argomento di cui si parla poco. Ci si è interrogati, ad esempio, se esista il reinserimento lavorativo all’interno del carcere per i detenuti. Abbiamo dunque parlato con ex carcerati, con alcuni lavoratori all’interno di queste strutture e con associazioni come “Piccola carovana”. Un progetto iniziato a gennaio che ha visto coinvolti 18 ragazzi, che hanno poi realizzato un questionario distribuito a un centinaio di centesi”.
di Cristina Barbetta
vita.it, 19 giugno 2022
Al Monastero di San Nicolò del Lido, dal 18 al 25 giugno, si tiene la 13esima edizione della Venice School for Human Rights Defenders (Scuola di Venezia per i difensori dei diritti umani). È organizzata da Global Campus of Human Rights, rete di più di 100 università in tutto il mondo per l’insegnamento dei diritti umani, in collaborazione con il Parlamento europeo.
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